venerdì 29 febbraio 2008

Jumper (2008)

Un film di Doug Liman. Con Hayden Christensen, Jamie Bell, Diane Lane, Samuel L. Jackson, Michael Rooker, Rachel Bilson, Max Thieriot, AnnaSophia Robb. Genere Avventura, colore 88 minuti. - Produzione USA 2008. - Distribuzione 20th Century Fox
Locandina Jumper

David scopre a 17 anni di avere il dono del teletrasporto. Può materializzarsi in qualsiasi parte del mondo guardando una semplice immagine. Ma non è il solo, i Jumpers esistono da secoli e vivono una lotta costante contro i Paladini, una setta che vuole sterminarli. Come in Star Wars III, Christensen interpreta un uomo che sceglie l’uso amorale delle sue doti. David è un antieroe che sfrutta il misterioso potere per rubare nelle banche e viaggiare. Tratto da un romanzo di Steven Gould, inedito in Italia, Jumper mette in scena una trama superficiale per mostrare salti spaziali verso una serie di location da cartolina. Si balza dalla Sfinge, al Big Bang, a Tokyo, in maniera nervosa e piuttosto confusa. E di queste location la pellicola non mostra più di quanto si veda in una bella foto turistica. Questo antieroe, che volta la faccia alle mille problematiche che con i suoi poteri potrebbe risolvere a favore di una vita fatta di lusso e superfluo, risulta accettabile e a tratti coinvolgente, sicuramente I paladini (cacciatori dei Jumper) risultano banali e anche mal interpretati. La motivazione della nascita di un corpo speciale per la caccia e la distruzione dei jumper risulta non trattata rendendo il film banale e privo di trama. Il susseguirsi di cambi di location nel giro di pochi secondi rende confusionaria la visione non favorendo un coinvolgimento del pubblico vista, come detto, l'assenza di trama.

Consigliato ni

Uci cinema

Warner Village

giovedì 28 febbraio 2008

Doppia ipotesi per un delitto (2005)


Un film di Wayne Beach. Con Ray Liotta, LL Cool J, Mekhi Phifer, Jolene Blalock, Guy Torry, Taye Diggs, Chiwetel Ejiofor, Bruce McGill. Genere Thriller, colore 93 minuti. - Produzione USA 2005. - Distribuzione Eagle Pictures
Locandina Doppia ipotesi per un delitto

Isaac Duparde, impiegato in un negozio di dischi, è stato ucciso nel letto di Nora Timmer, assistente e fidanzata del procuratore distrettuale Ford Cole. A essere accusata dell'omicidio è proprio Nora, che giura di aver agito per legittima difesa. La stessa notte alla centrale di polizia si presenta Luther Pinks, un amico di Isaac, che fornisce a Cole una versione diversa del delitto. Cole, candidato sindaco, scoprirà presto che dietro a quella morte si nasconde un disegno più grande e un nemico insidioso, Danny Lewton, criminale che gestisce numerose attività illegali e la fratellanza nera.
Se vi professate amanti dei thriller psicologici dalle trame complesse, avete trovato pane per i vostri denti. Il film che gode di atmosfere " calde e decise con riferimenti chiari , forse stereotipati ma ben veicolati dal sound intenso e ricercato e dalle inquadrature azzeccate e significative, ben si articola nell'intricata vicenda della risoluzione di un delitto. Forse il regista nell 'ultima mezzora calca un pò la mano ed è qui che la critica lo colpisce e lo affonda, ma non trovandomi quasi mai in accordo col giudizio degli esperti, posso tranquillamente consigliare questo film agli amanti del genere. complesso
Consigliato Ni

Feed (2005)

Un film di Brett Leonard. Con Patrick Thompson, Alex O'Loughlin, Gabby Millgate, Jack Thompson, Matthew Le Nevez. Genere Thriller, colore 90 minuti. - Produzione Australia 2005. - Distribuzione Mediafilm
Locandina Feed
Un poliziotto, indagando sui crimini commessi on line, scopre un sito in cui gli utenti scommettono sulla pelle di povere malcapitate donne: il gestore dello spazio web (un maniaco allucinato) seduce e plagia delle ragazze e le costringe ad ingrassare in maniera spropositata (mille libre), per poi aprire la scommessa su quale sarà il giorno esatto in cui le vittime del malsano gioco moriranno. Il tutto viene trasmesso via web-cam. Trama originale e scioccante, regia frenetica ed autentica capacità di osare fino in fondo (o quasi), fotografia molto contrastata, da spot televisivo. Tante carte vincenti, ma una grossa falla nella sceneggiatura: perso di vista lo spunto interessante di partenza, il film si perde per strada per ricalcare il modello degli action-thriller da cassetta, accompagnando la messa in scena con un montaggio freneticamente maldestro. L’indagine introspettiva sul trauma infantile del maniaco chiude definitivamente la porta ad ogni residua possibilità di ripresa in corner.

Sconsigliato

mercoledì 27 febbraio 2008

In viaggio con Evie - Driving lessons (2006)

 Ben è un adolescente timido e sensibile che vive con la madre Laura, vivace bacchettona, e il padre Robert, remissivo pastore anglicano. L'educazione conservatrice di Laura, timorata di Dio che assiste gli anziani del quartiere e si prende amorevolmente cura dell'amante, influenza la vita di Ben: impacciato coi primi amori e smarrito nella vita. Dopo aver messo un annuncio sul giornale parrocchiale, Ben diventa l'assistente tuttofare di Evie Walton, un'anziana attrice di teatro bizzosa e irresistibile. L'entusiasmo di Evie per la vita e per l'arte, quella letteraria, rivelerà a Ben un mondo meraviglioso che aspetta soltanto di essere vissuto. Film stupendo ed interpretato con maestria dalle due star che occupano la scena, Rupert Grint e Julie Walters, già insieme in Harry Potter, regalano al pubblico, attraverso una interpretazione vissuta e profonda, emozioni pure e importanti. Le musiche sono adatte e il film nel complesso risulta non troppo lungo (leggi non pesante), raggiunge l'obbiettivo che si predispone senza falsi moralismi e sentimentalismi da soppopera. Un difetto, che va per altro attribuito alla casa di distribuzione e al mercato cinematografico odierno, è la scarsa pubblicità e diffusione della pellicola nelle sale, prima, e videoteche, dopo. Ormai è una prerogativa del cinema inglese la commedia dolce e riflessiva, prerogativa conquistata con piccoli confetti come lo è In viaggio con Evie. Capolavoro (MYMOVIES)

lunedì 25 febbraio 2008

Una scomoda verità (2006)

Un film di Davis Guggenheim. Genere Documentario, colore 100 minuti. - Produzione USA 2006. - Distribuzione Universal Pictures
Locandina Una scomoda verità
La condizione del pianeta e i rischi che corre a causa dei gas serra è la scomoda verità che Al Gore si è impegnato a diffondere di persona attraverso un tour che si è esteso ai quattro angoli della terra avviato dopo aver perso (momentaneamente) la corsa alla Casa Bianca. Conscio di andare incontro allo scetticismo delle persone ma forte delle sue ricerche nel campo e di vent'anni di esperienza (già nel 1992 aveva pubblicato il libro Earth in the Balance: Ecology and the Human Spirit sul quale si basa la sua attuale "predicazione") Gore espone una serie di dati scientifici inattaccabili, tabulati, previsioni sul nostro prossimo futuro e risposte alla domanda su come affrontare il riscaldamento globale del pianeta. Un documentario molto approfondito e ben diretto, che riesce attraverso grafici e altre strumentazioni, a mandare un messaggio preoccupanete e quindi non sottovalutabile. Da vedere.
Consigliato SI


Confessioni di una mente pericolosa (2003)

Un film di George Clooney. Con George Clooney, Drew Barrymore, Sam Rockwell, Julia Roberts, Rutger Hauer, Maggie Gyllenhaal, Robert John Burke, Brad Pitt. Genere Drammatico, colore 113 minuti. - Produzione USA 2003.
Locandina Confessioni di una mente pericolosa
Chuck Barris e’ uno dei piu’ noti creatori di programmi e conduttori che la televisione americana ricordi. Negli anni Sessanta era al vertice degli ascolti . In una sua recente biografia ha dichiarato di esser stato anche una spia della Cia e di avere ucciso 33 persone. E’ da questa doppia personalita’ che George Clooney prende il soggetto per il suo primo film da regista. Barris si carica di omicidi di qui ovviamente non c’e’ prova e questo spinge Clooney a mantenere un doppio registro: quanto e’ “reale” e quanto sta invece nella mente mitomane dell’uomo di spettacolo? Mescolando i generi e le memorie cinematografiche, diverte ma al contempo fa riflettere sul formarsi di una personalita’ dissociata in un periodo storico in cui il nemico è lontano e misterioso come fu il tempo della guerra fredda. Da non perdere la scena dello strangolamento in auto con gli sci ai piedi. Il finale è pefetto . Appassionante.

Consigliato SI


Caramel (2007)

Un film di Nadine Labaki. Con Nadine Labaki, Yasmine Al Masri, Joanna Moukarzel, Gisèle Aouad, Adel Karam, Siham Haddad. Genere Commedia, colore 96 minuti. - Produzione Francia, Libano 2007. -
Locandina Caramel
A Beirut, alcune donne lavorano in un istituto di bellezza: Layale (Nadine Labaki), innamorata di un uomo sposato, Nisrine (Yasmine Al Masri), che sta per sposarsi e non sa come dire al futuro sposo che ha già perduto la verginità, Rima (Joanna Moukarzel), che non riesce ad accettare di essere attratta dalle donne, Jamale (Gisèle Aouad), ossessionata dall'età e dal fisico, e infine Rose (Siham Haddad), che ha sacrificato i suoi anni migliori e la sua felicità per occuparsi della sorella Lili (Aziza Semaan). Nel salone, tra colpi di spazzola e cerette al caramello, si parla di sesso e maternità, con la libertà e l'intimità propria delle donne.
Nadine Labaki, insieme protagonista e regista del film, ci propone un affresco sulle donne, che non mancherà di andare dritto al cuore delle spettatrici, ma non solo. Un acquerello a tinte delicate, mai volgari, che tratta però temi di scottante attualità: la guerra, la convivenza tra cristiani e musulmani, il mischiarsi di abitudini ed etnie differenti. Stupiti, contempliamo come i problemi del mondo femminile siano sempre gli stessi, anche se il progresso sembra essersi fermato agli anni '80. Le donne fanno scudo, insieme, per affrontare le difficili realtà da cui sono circondate ed assalite.affrontare le difficili realtà da cui sono circondate ed assalite.
Con colori e fotografia degni dei pittori fiamminghi, Labaki poggia lo sguardo sulle dolci malinconie quotidiane, senza cadere nello scontato o nello stucchevole, e riuscendo a raccontare ben sei storie in una sola, senza che nessuna prenda il sopravvento. Narra attraverso gli occhi, i suoni, gli odori, in modo così pregnante da convincerci di poter toccare e assaporare, come se fossimo realmente immersi nell'atmosfera della ben bilanciata sceneggiatura.
Una parola a parte va indubbiamente spesa per la colonna sonora, dosata con saggezza, sempre presente e non stancante, che non mancherà di far ricordare il suo autore, Khaled Mouzanar.

Consigliato assolutamente si (più alle donne)

Mymovie

Tungay

TanguyUn film di Étienne Chatiliez. Con Sabine Azéma, André Dussollier, Eric Berger. Genere Commedia, colore 110 minuti. - Produzione Francia 2001.

Tanguy è certamente il figlio che ogni genitore desidererebbe avere: ottimo percorso scolastico, un master, una laurea, più un'altra in dirittura d'arrivo. Inoltre, ha un lavoro ben remunerato, e, come se non bastasse, è benvoluto e ammirato da tutti, ed ha molto successo con le donne, insomma è perfetto. O quasi. Infatti il nostro, a 28 anni, non ha la minima intenzione di abbandonare il nido domestico, per la disperazione di mamma Edith e papà Paul. I quali quindi cercheranno, per il bene della loro psiche, in tutti i modi, leciti e non, di liberarsi del figlio, scatenando una piccola guerra familiare senza esclusione di colpi. Si ride, e tanto, in questa pellicola del bravo regista Etienne Chatiliez ("La felicità è dietro l'angolo"), una commedia gustosa, intelligente, brillante, anche assurda per le scene di presunta(ma non troppo) normalità, e cinica quanto basta per far riflettere. Il cast è di altissimo livello, con Sabine Azéma e Andrè Dussolier che fanno a gara, in un crescendo quasi rossiniano di sensazioni, su chi per primo riesce a trasformarsi da genitore affettuoso a terribile, ma sempre esilarante, parente-serpente. Ottimo anche Eric Berger, simpatico, strampalato e stralunato, con una pazienza zen quasi da esasperazione. Il finale forse perde un po', ma non toglie minimamente fascino a questo film, ben diretto e ottimamente sceneggiato. Da guardare certamente, perchè alla  fine i mammoni non sono solo cosa nostra.

Consigliato assolutamente si

Fargo (1996)

Un film di Joel Coen. Con Frances McDormand, Steve Buscemi, William H. Macy, Peter Stormare, Harve Presnell, John Carroll Lynch. Genere Drammatico, colore 97 minuti. - Produzione USA 1996.
Locandina Fargo
Jerry Lundegaard gestisce una concessionaria d'auto e ha un impellente bisogno di denaro liquido. Escogita il rapimento della moglie per ottenere un cospicuo riscatto dal suocero ostile. Ingaggia due crudeli quanto incapaci malviventi che riescono a tramutare il dramma in tragedia. Sarà l'intervento di Marge Gunderson, capo della polizia locale, in avanzato stato di gravidanza, a risolI fratelli Cohen,tornano ai temi cari del loro film d'esordio,"Blood Simple"(l'orrore nel quotidiano),ma attualizzandoli in considerazione dei nuovi avvenimenti nel cinema(Tarantino,Lynch,ecc..).Abili nel dare un tono diverso al solito filone del rapimento e riscatto(mai visto tanto odio verso l'ostaggio,ucciso fuori campo senza un commento,e verso l'odioso maritino)e nel bilanciare umorismo e dramma.Qualche cedimento nel personaggio della poliziotta,golosa e impicciona come il Tenente Colombo.Azzeccata l'ambientazione innevata,che sembra aver ispirato Raimi per il suo "Soldi Sporchi".La McDormand,premiata con l'oscar,era realmente incinta del marito Joel Cohen.Piccola curiosità:nonstante la scritta all'inizio del film,in realtà la storia non è ispirata a nessun fatto di cronaca,come gli stessi registi ammisero in seguito.vere la situazione.

Consigliato assolutamente si

KATYN (2007)

Un film di Andrzej Wajda. Con Joachim Paul Assböck, Waldemar Barwinski, Stanislawa Celinska, Andrzej Chyra, Magdalena Cielecka, Alicja Dabrowska, Jan Englert. Genere Drammatico, colore - Produzione Polonia 2007.
Locandina Katyn
Il 17 settembre 1939 la Polonia viene invasa. Da ovest dalle truppe di Hitler e da est dall'Armata Rossa. 18.000 ufficiali dell'esercito, 230.000 soldati e 12.000 ufficiali di polizia vengono arrestati dai russi. Tutti i graduati vengono portati in campi di concentramento e nella primavera del 1940, su espresso ordine di Stalin, 15.000 di loro vengono uccisi con un colpo alla nuca e seppelliti in fosse comuni nella foresta vicino a Katyn. I tedeschi scopriranno le fosse nell'aprile del 1943 ma i russi scaricheranno su di loro la colpa del massacro. Solo nel 1990 per la prima volta ammetteranno la responsabilita'. Wajda, che a Katyn perse il padre, racconta la vicenda attraverso la storia di Anna, la moglie di un capitano di Cavalleria che, pur non volendo accettarle, si trovera' di fronte alle prove dell'esecuzione del marito cosi' come accadra' ad altre donne. Al termine del conflitto, con la Polonia sotto l'influenza sovietica, una cortina di silenzio verra' fatta calare sull'accaduto e chi cerchera' di sollevarla rischiera' il carcere. Questo pero' non gli impedisce di far riemergere un passato che molti ad Est avrebbero preferito vedere sepolto per sempre e di lasciare l'impronta del Maestro nella sequenza finale in cui la macchina della Morte entra in azione con spietata quanto determinata ferocia. E' li' che lo spettatore abituato a caterve di uccisioni di ogni tipo non puo' non provare un sussulto che non vuole approfittare della commozione quanto piuttosto divenire memento e monito. Quando il cinema riesce a produrre memoria assolve a uno dei suoi compiti principali. Con Wajda, ancora una volta, accade.

Consigliato si

sabato 23 febbraio 2008

Il bacio che mi aspettavo (2006)

Un film di Jonathan Kasdan. Con Adam Brody, Meg Ryan, Kristen Stewart, Olympia Dukakis, Makenzie Vega, Dustin Milligan, Clark Gregg. Genere Commedia, colore 97 minuti. - Produzione USA 2007. - Distribuzione Moviemax

Locandina Il bacio che aspettavo
Il ventiseienne Carter è appena stato lasciato da Sophia e, caduto in depressione, decide di allontanarsi momentaneamente da Los Angeles per andare dalla nonna in Michigan e prendersi cura di lei. Il dolore e il senso di perdita verranno alleviati dalla conoscenza di Sarah, la vicina di casa, e della figlia Lucy. Trascinato in un universo al femminile, Carter si troverà costretto ad analizzare i suoi sentimenti per Sophia e a fare un percorso di crescita sentimentale. Sicuramente un film rivolto, anche per il titolo troppo mieloso, ad un pubblico femminile alla ricerca di buoni sentimenti. Al contrario però il film si distacca in più punti della narrazione dal titolo raccontando momenti drammatici di vita vera. Nel complesso si può dire che il film sia piacevole,c he lasci spazio a una giusta dose di tristezza che fa ci entrare meglio all'interno trama facendoci comprendere lo stato d'animo e di vita dei personaggi, molto bene interpretati dagli attori scelti!
consigliato si

Becoming jane - Ritratto di una donna contro

Un film di Julian Jarrold. Con Anne Hathaway, James McAvoy, Julie Walters, James Cromwell, Maggie Smith. Genere Biografico, colore 120 minuti. - Produzione Gran Bretagna, USA 2007. - Distribuzione Eagle Pictures
Locandina Becoming Jane - Il ritratto di una donna contro
Jane Austen è una giovane donna in età da marito nell'Hampshire del 1795. Educata dal padre alla letteratura e alla musica, sogna un matrimonio con sentimento. Di tutt'altro parere sembra essere sua madre, ansiosa di accasarla con l'aristocratico e impacciato Sir Wisley, nipote della facoltosa Lady Gresham. L'arrivo in campagna di Tom Lefroy, irlandese sfacciato avviato dallo zio alla carriera giuridica, sconvolgerà gli equilibri della piccola comunità rurale. Invaghitosi, ricambiato, dell'orgogliosa Jane, Tom ispirerà col suo amore il cuore e le pagine della Austen.
Come si diventa Jane Austen? Rinunciando al sentimento, accettando il proprio status di zitella e concentrandosi sul comportamento sociale della borghesia del primo Ottocento. L'educazione sentimentale della scrittrice inglese anticipa i temi che la stessa Austen approfondirà in seguito nei suoi romanzi: gli affari amorosi delle fanciulle, l'eterno binomio mente e cuore, etica ed estetica, ragione e istinto, i gruppi di famiglia, il ballo. Che sia l'Elizabeth diOrgoglio e pregiudizio, la Marianne di Ragione e sentimento o la Anne di Persuasione, la giovane protagonista è sempre lei, Jane, una donna determinata a seguire le ragioni del cuore grazie a un padre indulgente e affettuoso e nonostante una madre compromessa col "sistema" e fermamente convinta della bontà delle proprie iniziative.
Contro l'ipocrisia elevata a norma di vita dell'aristocrazia britannica e contro l'anacronismo che costringeva figlie e mogli in una condizione di immaturità psicologica e culturale, Jane si proponeva come un modello di donna emancipata. Julian Jarrold, prima ancora che sui nodi e sullo sviluppo della vicenda, si sofferma sul carattere della protagonista, sottolineando le vibrazioni e le sfumature di una donna in grado di controllare le pulsioni del cuore con un'eccezionale forza di volontà e tuttavia capace di attirare a sé l'attenzione del disinvolto Lefroy fino a scuoterlo dalla sua volubilità. La storia dell'amore impossibile della Austen per Tom Lefroy diventa (anche) un pretesto per radiografare il tessuto sociale dell'epoca, arcaico e rigidamente pregiudiziale.
Al regista interessano i dinamismi di gruppo, i microcosmi e le regole che li governano: il rito del cibo, con le sue liturgie della disposizione degli invitati intorno alla tavola, il rito della danza con il ballo della stagione invernale, che restituisce l'affanno celato sotto le educate conversazioni e i cortesi inchini. Se le tematiche affrontate sono lontane dal gusto moderno, Jarrold accentua l'attualità dei romanzi e della biografia della Austen cercando di rendere fisiche le emozioni, permettendosi quello che non poteva la compita narratrice, per il semplice fatto di non averlo conosciuto e verificato. Un plauso meritano i due protagonisti, Anne Hathaway e James McAvoy, capaci di trovare le giuste misure recitative per vestire con credibilità i “costumi” di fine Settecento.
consigliato SI

Vacancy (2007)


Un film di Nimród Antal. Con Kate Beckinsale, Luke Wilson, Frank Whaley, Ethan Embry, Scott G. Anderson, Mark Casella. Genere Horror, colore 95 minuti. - Produzione USA 2007. - Distribuzione Sony Pictures
Locandina Vacancy
Dopo aver lasciato la strada principale ed essersi inoltrati in una secondaria, l'automobile dei coniugi Fox rompe il motore, fortunatamente (?) proprio di fronte a un motel. Dalla tarda ora sono indotti a prendere una stanza e aspettare l'alba per chiamare i soccorsi. Nei sudici alloggi dell'albergo sembra nascondersi un segreto, mal celato, effettivamente, dai cattivi di turno che lasciano in giro gli snuff movie girati fra quelle pareti. Compreso il pericolo, i Fox decidono di non rimanere ad attendere la propria fine ma di dare del filo da torcere ai loro inseguitori. Il film è buono, anzi più che buono...se solo fosse durato una ventina di minuti in più! Il finale è troppo sbrigativo e dopo un'ora di vera tensione (davvero degna di nota la mezz'ora iniziale) il tutto viene risolto troppo alla svelta e in modo quasi fastidioso (si passa all'improvviso dal marito stratega complessato alla moglie sbrigativa eroina) Peccato, perchè la trama era buona, l'atmosfera molto credibile e gli attori davvero bravi, ma alla fine mi è venuto solo da dire: LIMITATO.
Consigliato NI


L'incubo di Joanna Mills - The returns (2006)

Un film di Asif Kapadia. Con Sarah Michelle Gellar, Peter O'Brien, Adam Scott, Kate Beahan, Sam Shepard. Genere Thriller, colore 85 minuti. - Produzione USA 2006. - Distribuzione Eagle Pictures
Locandina L'incubo di Joanna Mills - The Return
La vita di Joanna, giovane ma affermata rappresentante, comincia a deragliare verso sentieri oscuri quando alcuni torbidi ricordi d'infanzia riaffiorano sotto forma di allucinazioni. Le invadenti visioni cominciano a seguire e condizionare Joanna nei propri viaggi di lavoro, spingendola a indagare su un brutale omicidio che la ossessiona in sogno e portandola così a scoprire alcune connessioni tra il caso e se stessa. Convinta di essere la prossima vittima del misterioso killer, la donna si lascerà guidare dalle proprie visioni in un pericoloso vortice di eventi, dove discernere tra premonizione e ricordo potrebbe rivelarsi arduo.

Ennesimo titolo ad affollare le fila del genere psycho-thriller paranormale dagli echi pseudo-orientali, con una decisa strizzata d'occhio all'ultimo cinema coreano, L'incubo di Joanna Mills si distacca sensibilmente dalle più recenti produzioni del filone nel puntare su forti caratterizzazioni psicologiche, annacquando gli elementi sovrannaturali con dosi massicce di subconscio, onirico e altro materiale da "strizzacervelli".
Per quanto apprezzabile, quello di dare alla vicenda una dimensione in più rimane un visibile sforzo, che fallisce lento e inesorabile in un dispersivo groviglio di autolesionismo e sussurri edipici: con ripercussioni devastanti sulla fruibilità dell'opera e la vitalità dello spettatore.
In un contesto in cui la prestazione opaca e monocorde di Sarah Michelle Gellar è l'ultimo dei mali, qualche buona idea e una discreta tecnica registica non valgono la candela.

Consigliato NO

By Mymovie


venerdì 22 febbraio 2008

I guardiani della notte (2004)

Un film di Timur Bekmambetov. Con Konstantin Khabensky, Vladimir Menshov, Valeri Zolotukhin, Mariya Poroshina. Genere Fantastico, colore 114 minuti. - Produzione Russia 2004.

Locandina I guardiani della notte

Nella Mosca contemporanea umani dotati di poteri straordinari e vampiri si affrontano per mantenere la tregua ormai millenaria tra le forze della Luce e le forze delle Tenebre. I guardiani della notte sorvegliano le gesta dei vampiri impedendo che possano uccidere persone innocenti, allo stesso tempo gli esseri notturni controllano i guardiani della luce. Un'antica profezia prevede che, all'arrivo di un Eletto, l'equilibrio tra i due poteri sia destinato a spezzarsi in favore di una delle due fazioni che, in seguito a una guerra apocalittica, dominerà l'altra. Quel momento è ormai giunto e il messia dovrà scegliere da che parte stare.
Tratto dall'omonimo romanzo di Sergej Luk'janenko, il fanta-horror che non ti aspetti arriva dalla Russia e si appresta a conquistare l'America visto che sono già stati messi in cantiere due seguiti che verranno distribuiti dalla Fox (I guardiani del giorno e I guardiani del crepuscolo). Piccolo caso in patria, stupisce per la riuscita realizzazione tecnica nonostante il modesto budget a disposizione e per la spettacolarità di alcune scene.
Nel Bene si annida il Male e anche nel Male è possibile trovare un po' di umanità e di bontà: è questo che ci racconta il film di Bekmambetov e il tema della contrapposizione non manichea tra i due poteri è uno degli aspetti più interessanti di tutto il film che, pur non brillando per originalità, trascina lo spettatore in un mondo affascinante e oscuro; un cammino a volte reso difficoltoso da una trama così complessa, da essere di ostacolo alla comprensione della vicenda.

Consigliato agli appassionati del genere