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sabato 26 gennaio 2008

Un altra Giovinezza (2007)


Un film di Francis Ford Coppola. Con Tim Roth, Alexandra Maria Lara, Bruno Ganz, Marcel Iures, André M. Hennicke, Adrian Pintea, Alexandra Pirici. Genere Drammatico, colore 121 minuti. - Produzione Romania, USA 2007. - Distribuzione Bim

Piatra Neamt, Romania, 1938. Dominic Matei è un settantenne docente di linguistica ossessionato dal linguaggio e da Laura, amata in gioventù e morta di parto. Deciso a togliersi la vita con una dose letale di stricnina, la mattina di Pasqua viene colpito da un fulmine davanti alla stazione di Bucarest ma la scarica elettrica, invece di ucciderlo, innesca un prodigioso processo rigenerativo. Sopravvissuto alla Seconda Guerra Mondiale, alla bomba atomica e alla Guerra Fredda, Matei vuole portare a termine il suo libro sull'importanza del linguaggio nell'attribuzione di senso al tempo. La proroga di vita e l'incontro con Veronica, incarnazione dell'amata Laura, diventano la possibilità per raggiungere l'inarticolato momento del principio.
Un'altra giovinezza, adattamento del romanzo del filosofo e storico delle religioni Mircea Eliade, può essere considerato una cosciente messinscena del tempo e insieme uno strumento di ricerca e scoperta dell'origine del linguaggio e della nostra civiltà. A un primo livello di lettura il film di Francis Ford Coppola è una fiaba epica e metafisica, da cui mutua la struttura circolare. Eppure, un universo più profondo ci attende. Dopo dieci anni di folgoranti incursioni ai confini del cinema (dirige la sua compagnia di distribuzione e la rivista letteraria "Zoetrope") Coppola torna con un'opera rivelatrice, la cui sostanza si fonda nella sintesi delle sue metafore e della sua simbologia.
Affidando il senso della propria parabola artistica ed esistenziale al professore di Tim Roth, il regista traccia l'intera traiettoria della storia umana attraverso la capacità di trasmettere significati. Coppola, in un viaggio a ritroso nel tempo, conduce lo spettatore al senso ultimo del linguaggio e dell'immagine. Come il Dracula di Bram Stoker, Un'altra giovinezza diviene una struggente epopea di amore e morte, una riflessione sul tempo e sull'eternità, un saggio sulla natura del cinema.
Ancora una volta impressiona l'abilità di Coppola nel rinnovare le forme visive e narrative, recuperando l'incanto dello spettacolo delle origini fino a raggiungere il "protolinguaggio" del cinema: la camera oscura che presenta l'immagine del mondo rovesciata. Rifiutando ancora una volta la rivoluzione digitale (pur girando in digitale), il suo film è un equilibrio quasi perfetto tra scienza e magia luminosa, quella che crea sullo schermo effetti analoghi al caleidoscopio.
L'ultimo artista totale del cinema americano, che ha saputo coltivare il successo e sopportare la sconfitta, che ha conosciuto il trionfo ma anche la morte del (suo) cinema, realizza la sua opera più personale e indipendente, lanciando sul mercato cinematografico, come Tucker in quello automobilistico, un "prototipo" rivoluzionario

By Mymovie

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giovedì 3 gennaio 2008

gus van sant

Gus Van Sant

Van Sant è artista a tutto tondo: pittore, scrittore, fotografo e musicista. All'inizio della carriera dietro la macchina da presa dirige videoclip di famose star come David Bowie, Elton John e Red Hot Chili Peppers.
L'esordio sul grande schermo arriva nel 1987 con Malanoche (1987) ma è Drugstore Cowboy (1989) che lo rivela al grande pubblico. Il film, girato con piglio quasi documentaristico, è uno dei migliori documenti sul mondo della droga. Matt Dillon offre la sua interpretazione più riuscita. Meritevole di menzione è anche la presenza lisergica di William Burroughs, santone della beat generation, e di una giovanissima Heather Graham.
Sempre controcorrente e coraggioso nell'affrontare temi scottanti, tutta la sua filmografia è caratterizzata dalla presenza di temi forti come il sesso, l'amicizia (spesso maschile), l'omosessualità e l'adolescenza (Belli e dannati , 1991). Il road movie al femminile Cowgirl - Il nuovo sesso (1993) e Da morire (1995) permettono agli spettatori di apprezzare due dive come Uma Thurman e Nicole Kidman in vesti molto diverse da quelle abituali, specie per la allora signora Cruise. Il film è un trampolino di lancio essenziale e fondativo della sua crescita artistica che culminerà con le ottime performance di Eyes Wide Shut e Moulin Rouge.
Gus Van Sant è anche mentore di un'altra coppia d'oro di Hollywood: il duo poliedrico di Affleck-Damon. Il loro Will Hunting fa incetta di premi, ottiene l'Oscar per la sceneggiatura, la nomination alla regia e permette all'istrionico Robin Williams di vincere la mitica statuetta.
Il regista compie un mezzo passo falso con la nuova versione di Psycho (2000), ottima proposta per le nuove generazioni poco propense al bianco e nero come pure difficilmente avvicinabile all'originale hichkochiano. Nel 2001 Gus Van Sant gira un ideale seguito di Will Hunting, Scoprendo Forrester (2001), interpretato da un sempre godibile Sean Connery, che torna ad esplorare le vie del talento giovanile.
Nel 2002, ispirato dal cinema dell'ungherese Bela Tarr, inaugura una trilogia stilisticamente sperimentale dedicata ancora una volta al tema della giovinezza. A partire dal metafisico Gerry (2002), mai distribuito in Italia, per continuare con il massacro della high school di Elephant (2003), fino ad arrivare agli ultimi giorni di vita della rockstar Blake (Michael Pitt) in Last Days , Van Sant intraprende la strada poco americana del piano sequenza e dei lenti e meditativi pedinamenti dei suoi tragici personaggi, dando una significativa svolta al proprio stile di regia.