SCEGLI IN BASE AI TUOI GUSTI E PASSIONI

martedì 2 febbraio 2010

the hangover- Una notte da leoni


Addio al celibato a Las Vegas, Doug (lo sposo) Phil (bello e dananto) Stu (inquadrato e frustrato) ed infine il pezzo forte Alan ( cognato di Doug e pazzo scatenato) saranno i protagonisti di questa a vventura. Tutto ha inizio sul tetto dell'Hotel dove si festeggia e brinda alla serata bevendo Jegermaister...ma un salto temporale di 12 ore ci riporta nella loro stanza d'albergo con una tigre nel bagno, una donna che fugge dalla stanza, un bebè nell'armadio e il festeggiato Doug che è scomparso... Vi sembra abbastanza? Di primo impatto il film sembrerebbe la solita commedia banale e demenziale in stile americano, in realtà forse lo è, ma sicuramente questo film vi coinvolgerà e appassionerà fino alla fine. Consigliato

Il giorno in più


Si può amare senza conoscere? Si può capire la persona "giusta" solo da uno sguardo o da piccoli gesti nel breve tragitto del tram? Si può stravolgere la propria vita per questo?


Se credete che amare sia qualcosa di non controllabile, non si decide e non si può di certo razionalizzare ...... un qualcosa che ci porta a far cose senza senso in una vita che fino ad allora era piena di razionalità. ... allora potete leggere questo libro di Fabio Volo.


Lavoro di F. Volo, “Il giorno in più” è la storia di un 35enne single, Giacomo. Giacomo ha avuto molte donne in passato ma nessun rapporto serio, in cui valesse la pena credere davvero. Ha una storia familiare difficile alle spalle e il suo nucleo familiare è costituito dalla madre, molto protettiva e insoddisfatta, e dalla nonna, sempre presente, dall’infanzia fino alla maturità; il padre, invece, lo ha abbandonato in tenera età, con ovvie ripercussioni sul suo relazionarsi con il mondo.
La vita di Giacomo cambia quando vi fa ingresso una donna, Michela. Giacomo incontra Michela sul tram che prende quotidianamente per recarsi al lavoro. Non la conosce, non sa nemmeno come si chiami ma c’è qualcosa di lei che gli piace. La scruta, e in un certo qual modo crede di conoscerla. Pensa che sia strano lasciarsi trascinare così da un viso, da un’immagine, ma a lui succede. I loro incontri sono fatti solo di sguardi rubati e di pensieri segreti finché Michela non gli offre un caffè, che suona però come un addio, dato che è in partenza per New York per lavoro.


venerdì 18 dicembre 2009

Fuori Menu

Nacho Garcìa Velilla, regista spagnolo, impegnato per lo più in serie televisive, con “Fuori Menù” debutta nella regia cinematografica, adottando un registro, comico all’apparenza, ma anche drammatico nella sostanza. Il suo stile si può paragonare a quello di Almodovar, che alterna con delicatezza drammaticità e comicità, tragedia e parodia? No, decisamente no. Ma non per questo Velilla può essere giudicato inferiore o addirittura maldestramente debuttante. Anzi, al contrario ha dimostrato di essere stato, tutto sommato, capace di raccontare, con capacità comunicativa e convincente creatività, una storia particolare nel suo genere, non priva di messaggi audaci che rimandano alla contemporaneità del quotidiano. Gli spunti comici sono sinceramente divertenti e poco banali o offensivi, g'attori ci mettono cuore e passione coinvolgendo in tutto e per tutto lo spettatore.




martedì 8 dicembre 2009

cado dalle nubi


L'esordio sul grande schermo di Checco Zalone sembrerebbe proprio appagare un'esigenza del Cinema italiano che già da tempo necessita di un tipo di comicità, se non proprio nuova, ma perlomeno fresca, genuina e che non si accartoccia sui soliti e ripetitivi argomenti visti e stravisti. Checco Zalone dimostra, nel corso di questa pellicola, di essere un attore comico dallo stile diretto, schietto, forse un tantino semplicistico, ma comunque avente il grande pregio ( e questo ovviamente merito anche e soprattutto dei vari attori di contorno che hanno contribuito non poco alla riuscita di questo film, come il buon Dino Abbrescia o il valido Ivano Marescotti) di far ridere il pubblico in maniera praticamente quasi costante e anche se egli interpreta un personaggio di media bassa cultura, la sua bravura consiste nel non scadere mai nella volgarità gratuita, come invece siamo spesso stati abituati a vedere in molti film di questo genere. La storia parla di un emigrante pugliese che nel Nord Italia cerca fortuna e successo come cantante. Nel corso della trama vengono affrontate tematiche come il razzismo e l'omosessualità e anche se non vi è alcuna pretesa di aggiungere qualcosa di nuovo ad argomenti già ben trattati in altri film ben più impegnati, Zalone riesce a descriverli con un piglio di squisita originalità. Come avviene ad esempio a proposito della circostanza in cui egli deve convincere i genitori di suo cugino ad accettare il fatto che quest'ultimo sia gay e come tale dargli la possibilità, se non il sacroanto diritto, di costruirsi una sua vita affettiva senza più continuare a nascondere a loro la sua condizione di omosessuale. Oppure il modo in cui il protagonista deve affrontare l'ostilità e il pregiudizio che nutre nei suoi confronti il padre (leghista attivista) di Marika, ragazza di cui egli si è innammorato. Non ho certo alcuna pretesa di definire Checco Zalone addirittura come un nuovo Troisi o un nuovo Verdone, ma sicuramente lo reputo una simpatica faccia nuova del Cinema comico italiano ed il suo esordio è sicuramente convincente. Forse posso esagerare, ma a questo film voglio attribuirgli quattro stelle. Del resto lo scopo di un buon film comico è quello di far ridere bene e con gusto e per quanto riguarda questo aspetto, Checco ha pienamente fatto centro

by Nino Pell (pubblico di Mymovie)

domenica 29 novembre 2009

500 giorni insieme

Commedia agrodolce, che fa sorridere e riflettere. Il film viene narrato con una serie di passaggi dei 500 giorni che descrivono la storia di Tom e Summer ( Sole nella traduzione italiana). La scenografia è eccellente, permette con una serie di soluzioni grafiche di descrivere i pensieri e gli stati d'animo del protagonista Tom. La pellicola viene presentata come commedia d'amore, ma sinceramente non banalizzerei così il film. SI tratta in realtà della narrazione della vita, o parti di essa, di Tom; uomo dolce e alla ricerca del vero amore. Tom vive una vita che forse non gl'appartiene, è un semplice scrittore di bigliettini d'auguri quando in realtà è un architetto, anche molto dotato ma è lui stesso a non crederci veramente nelle sue capacità. Un bel giorno entra nella sua vita Sole, donna disillusa quando si parla d'amore, o forse in realtà non l 'ha mai trovato.I due intraprendono una storia che vive di un periodo iniziale fantastico, dove si conoscono e piaccino ma poi....?? Il finale è inaspettato e non banale che insieme alla narrazione e alle scenografie rendono la pellicola piacevole e consigliabile.


" Forse nella vita non tutto il male viene per nuocere, le delusioni e le sofferenze servono a renderci migliori e a darci la forza per capire cosa vogliamo e come ottenerlo"

CONSIGLIATO


domenica 8 novembre 2009

Lascia perdere Jonny


Fabrizio Bentivoglio aveva esordito alla regia nel 1999, con il mediometraggio “Tipotà”, il film raccontava un incontro tra culture diverse, profughi, difficoltà di comunicazione, il tutto accompagnato dalla musica degli Avion Travel. La collaborazione con il complesso è andata avanti in questi anni e “Lascia perdere, Johnny!” ne è uno dei frutti. La storia si rifà alla vita di Fausto Mesolella, il chitarrista del gruppo ed ai suoi racconti a tavola, i suoi primi passi nel mondo della musica nella Caserta degli anni ’70.
Il film diventa, però, non solo il racconto di un singolo, ma attraverso immagini, suggestioni e atmosfere l’immagine sognata di un epoca, un periodo più ingenuo, mostrato attraverso gli occhi di un giovane di provincia che non vive le tensioni di quegli anni, ma insegue, senza tanta convinzione, quasi trascinato dagli eventi, la sua voglia di fare il musicista.
Il racconto di formazione passa attraverso l’incontro con personaggi bellissimi, il bidello-maestro Domenico Falasco interpretato da Toni Servillo, l’impresario un po’ cialtrone, un po’ truffatore di Ernesto Mahieux e il musicista milanese Augusto Riverberi, ex amante della Vanoni, interpretato dallo stesso Bentivoglio.
Sono proprio i personaggi il punto di forza del film, se la sceneggiatura si perde in alcune lungaggini e a volte il ritmo è un po’ lento, i loro visi, i gesti, le parole sono scritti e resi con tale passione che si rimane affascinati davanti a questi volti. Sempre sospeso tra realtà e sogno il film risulta più bello nella prima parte, più realistica e seducente, nella seconda tutto è più evocato, ma meno coinvolgente, colpa anche di un finale frettoloso.

La frase: "The show must come on"


Recensione by FilmUP

sabato 7 novembre 2009

Religiolus-Vedere per credere


Irriverente documentario-inchiesta che suscitò scalpore nel Torino film festival del 2007 per la sua scorrettezza politica. Diretto da Larry Charles, ma interpretato dal comico Bill Masher, nome noto negli USA. Nel Film si vedono intervistate i personaggi di fede più i voga negli States, ma anche semplici persone di fede. Il film non ha il compito di verificare l'esistenza del Divino, ma più che altro di smascherare chi grazie alla Parola del signore, o pseudo tale, si arricchisce e forvia menti deboli. Documentario con lo stesso stile visto nei film di Michael Moore, dove irriverenza e sarcasmo la fanno da padrone. Non è sicuramente un capolavoro ma merita assolutamente di essere visto. L'argomento trattato è talmente vasto che meriterebbe molti film a riguardo. Non è facile concentrare in pochi minuti un dibattito secolare e così importante, e infatti Bill Maher non ci riesce per niente. Ma molti spunti sono interessantissimi e molte scene sono divertenti. Atei, agnostici e credenti possono imparare qualcosa e riflettere grazie a questa pellicola.

INTERESSANTE E FUORI DAGLI SCHEMI

sabato 24 ottobre 2009

Parnassus- L'uomo che voleva ingannare il diavolo


" I sogni sono la creazione dei nostri desideri, è sempre importante sapere cosa si vuole realmente, perchè se dovessero realizzarsi dovremmo essere capaci di viverli"

Parnassun, uomo divenuto immortale per aver accettato le tentazioni del diavolo, conduce una vita di stenti e poca fortuna, dove ogni giorno è vissuto alla ricerca di anime pure, per permettere alla sua unica figlia di sfuggire alle grinfie di un demonio tentatore. Terry Gilliam è un regista surreale, tra le sue opere più riuscite troviamo "l'ESERCITO DELLE DODICI SCIMMIE" e "PAURA E DELIRIO A LAS VEGAS".Gilliam merita la fiducia e la stima di noi spettatori, ma il film ai più risulterà inconcludente ed estremamente lento, portando lo spettatore all'uscita delle sale ad essere insoddisfatto e deluso. La pellicola è sicuramente da vedere per la scenografia e i costumi, la storia però non lascia alcuna riflessione se non la solita vecchia storia dell'uomo che vende l'anima al diavolo. Siamo molto lontani dal genio di tim burton anche se gilliam ci prova. Grandissimi attori come heath ledger, jhonny deep, collin farrel e jude law, purtroppo sprecati, usati per coprire l'assenza di ledger, punto in cui la storia inizia ad essere forzata. L'unica figura che prevale su tutte è lei, valentina, l'eroina che oscura tutti, la cui fisicità si incarna perfettamente nella dimensione fantastica del film. Stiamo parlando di una storia più adatta ai bambini poichè il mezzo del film è la fantastia, l'immaginazione, in cui si confondono il bene e il male che non hanno una distinzione ben precisa, il diavolo non è cattivo ma burlone, è tutto un gioco e una scommessa in cui la storia non prende nessuna strada. è proprio questo il punto, la fantasia e l'immaginazione non sono sfruttate per raccontare un qualcosa di più profondo, ma solamente fini a sè stesse. ma il cinema è anche questo. DI NICCHIA

sabato 3 ottobre 2009

Bastardi senza gloria


L'apoteosi tarantiniana viene messa in scena creando un idillio cinematografico che non trascende mai nel grottesco ma crea un mix tra splutter, azione e commedia che affascinano e non deludono. Un tarantino forse più commerciale, ma non snaturato, infatti in esso troviamo sempre forti le allusioni al western di Sergio Leone e al cinema del driven in anni '80. Il cast e le sceneggiature fanno la loro parte per rendere in tutto più armonico e coinvolgente, da ammirare oltre all'interpretazione di Brad Pitt, quella di Christoph Waltz che interpreta il colonello Hans Landa, forse il vero protagonista del film. Già dalle prime battute il dialogo tra il colonnello delle SS Hans Landa e il contadino francese che dà rifugio alla famiglia di ebrei,il regista dimostra la sua bravura creando una tensione palpabile grazie alla contrapposizione tra la falsa gentilezza di Landa e la folle paura del francese,che cederà e rivelerà il nascondiglio degli ebrei. A Landa però sfugge una componente della famiglia, Shoshanna, che sarà una delle artefici della fine del Reich. Insieme a lei agiranno , seguendo però una strada totalmente separata, proprio i "Bastardi", gruppo multietnico massacratore di nazisti, capitanati da Aldo Raine-Brad Pitt. Bastardi senza gloria è un film che tiene incollati alla poltrona, energetico, ironico, scoppiettante, mai banale, mai noioso; unica pecca potrebbero essere i troppo momenti splatter che non mancano mai nei flm di Tarantino che, nonostante questo, merita un unico interminabile applauso, CONSIGLIATISSIMO

lunedì 28 settembre 2009

Sud Est

Marco Brando


SUD EST

Vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia.

Sud Est

Ecco Qui un bel Libro !!! Il libro narra un viaggio percorso dallo stesso marco Brando nei posti più o meno in voga della "nostra" fantastica terra natale. Esso li mostra in tutta la loro bellezza, ma anche nelle loro problematiche, ma senza mai utilizzare un tono saccente o arrogante, ma sempre da osservatore ammirato e nostalgico.

«...Tra reti stese ad asciugare le ultime bancarelle dei pescatori davanti alle barche, un'apparizione: una signora con un ombrellino giallo, inseguita da un plotone di giapponesi, diretti a ranghi serrati verso la cattedrale. Un avvistamento raro, da fanatici del tourist watching...»


venerdì 18 settembre 2009

La scuola

E' l'ultimo giorno di scuola in un istituto tecnico di Roma. Il professor Vivaldi e i suoi colleghi devono ancora affrontare una lunga serie di problemi: alunne incinte, interrogazioni finali per tirar su la media(e il "ragazzo-mosca" Cardini di nuovo assente), amanti segreti, soffitti che crollano, una colletta per la collega che va in pensione(sparita pure lei...), allarmi bomba. E, tra i flashback della gita a Verona, si arriva al momento degli scrutini. "La scuola come non l'avete mai vista prima"? No, sarebbe meglio dire "la scuola come è, e come sempre sarà", e non potrebbe essere altrimenti: un ritratto lucido, anche preciso, quanto mai calzante, di quell'immenso e misterioso Leviatano che risponde al nome di scuola italiana, di cui l'ottimo regista Daniele Lucchetti("Il portaborse") si fa nel contempo cronista e portavoce. Un film brillante e originale, intelligente nella costruzione e geniale nelle trovate, con battute esilaranti(l'urlo della notte del secchione di turno è da lacrime agli occhi), gag al limite dell'assurdo, quasi grottesche(il finale dove "appare" Cardini, come fosse un "deus ex machina"), e scene spassosissime(Vivaldi che balla la musica dance durante gli scrutini merita più di un plauso), tuttavia volutamente sfumate e "amareggiate" da un clima di generale sconfitta, disillusione e sconforto in cui vive l'istruzione italiana, sintetizzato magnificamente dal consiglio docenti, un film nel film, e nella frase "la scuola è una guerra"(e, se avete genitori prof., non potranno che essere d'accordo), summa e morale dell'intera pellicola. Risate amarognole, atte più a far riflettere che a sorridere davvero, in questa pseudo – fiaba moderna senza lieto fine(ma anche senza drammi!). Cast decisamente sopra le righe per la qualità delle prove recitative: spiccano una sontuosa Anna Galliena "brutto anatroccolo"(che diventa un cigno triste e malinconico) e il "cattivello redento" Fabrizio Bentivoglio, un meschino in fondo bonario, con autoironia da vendere, a guidare una truppa di caratteristi e coprotagonisti da antologia, a cominciare dai "colleghi"(strepitoso il "terrunciello" Roberto Nobile). La palma del migliore se la becca però un perfetto Silvio Orlando, assolutamente fenomenale, idealista grintoso e rassegnato, paladino degli studenti e sfigatello dal cuore d'oro: insomma, l'insegnante che tutti noi vorremmo avere(o aver avuto). Una commedia che ha segnato un'epoca, che rimarrà sempre un evergreen, sconvolgente per quanto sia tuttora attuale. Da guardare e conservare nella vostra cineteca, da far vedere e sponsorizzare, magari anche alla nostra Mary Star.

Michele Pieloni

mercoledì 16 settembre 2009

Una vita sospesa


Ho deciso di rinnovare il blog inserendo anche i libri che m'hanno principalemente colpito. Sinceramente non sono un grande lettore ma ultimamente sto rivalutando l'arte delle parole, perche la capacità di comunicazione di un libro, spesso se non sempre, un film non possiede nemmeno lontanamente.


Oggi vi presento "Una vita sospesa" di Giancarlo Sperti
Può un coniglio cambiare la vita di un uomo? A cosa deve mirare sempre la volontà umana? Cosa rende veramente libera la nostra vita?

Risulteranno ai più domande banali, più inerenti ad una narrativa fantasy, ma in realtà l'ultimo prodotto della penna di Sperti è un libro che libera la mente e ci dà il senso della vita, che sicuramente può differenziarsi da persona a persona, ma che ha un unico elemento comune, l'affrontare tutto quello che la vita ci offre, bello o brutto che sia. La felicià è una condizione che si crea senza scendere a compromessi. Ora sta a voi liberare la mente e capire ciò che vi rende liberi.

giovedì 16 luglio 2009

St. Trinians


Film comico "demenziale" all inglese, il chè gli dona un certo fascino e sofisticatezza che è impossibile vedere nelle produzioni americane. Logicamente lo humor anglosassone non è semplice e il film mette a dura prova chi non è amante di tali pellicole. Si distinguono due grandi attori britannici come Colin Firth e il sempre verde Rupert Everett, il secondo non propriamente a suo agio nelle vesti della preside della demenziale scuola, ma forse è proprio questo l'effetto desiderato. St. Trininas é un film ridicolo quanto basta che permette di passare un oretta spensierata. Chi ha amato la comicità di "funeral party" amerà anche questa nuova pellicola prodotta dai sudditi della regina. English

lunedì 29 giugno 2009

La classe - entre les murs


François è un professore di francese in una scuola media della periferia parigina. Nonostante abbia a che fare coi ragazzi "difficili" delle banlieues, François cerca in ogni modo di istruirli, di abituarli al dialogo e al confronto, di farli crescere e maturare, aiutandoli a tirar fuori il meglio di loro stessi, senza darsi mai per vinto anche di fronte ai casi disperati. I fallimenti e le cocenti delusioni, però, saranno ben più dei successi ottenuti. Non aspettatevi qualcosa di simile a "L'attimo fuggente" o a "La scuola", tuttavia non disperate: all'ottimo regista Laurent Cantet("Risorse umane", "Verso il Sud") basta veramente poco per costruire un'opera di rara bellezza ma di amplissimo respiro. In primis il libro omonimo a cui si è ispirato(e di cui consiglio caldamente la lettura!), dal quale prende vita un film in forma di documentario, ironico e divertente(alcune battute sconquassano le budella), a tratti anche triste e malinconico, sui problemi dell'istruzione più che su quelli dell'integrazione, sui valori dell'insegnamento, e degli insegnanti che lottano per trasmetterli, così surreale da apparire tremendamente reale(i discorsi nella sala professori sono il trionfo dell'assurdo), ma nel contempo talmente attuale che quasi si stenta a credere ai propri occhi(e alle orecchie: il turpiloquio dei ragazzi è di casa anche da noi...). A questo si aggiunga la scelta stilistica di ambientare il tutto in appena tre ambienti chiave, all'apparenza piccoli e chiusi, in realtà variegati e multisfaccettati microcosmi, e di filmare con l'ausilio di due telecamere- due- il trascorrere di un intero anno scolastico visto attraverso gli occhi di chi si trova da ciascuno dei due lati della "barricata"(la cattedra), sfruttando la luce naturale e abusando(in senso buono) dei primi piani, mai così incisivi e comunicativi delle molteplici sensazioni dell'animo. Un cast che definire straordinario appare riduttivo, tanto è convincente e perfetto sotto ogni punto di vista, da ammirare ancor più perchè composto interamente da esordienti: dai ragazzi(e specialmente le ragazze: gentil sesso rulez!), ben caratterizzati e definiti nelle loro personalità e non ridotti a semplici macchiette stereotipate(vero Moccia?), per finire al fantastico e bravissimo(a dir poco) François Bégaudeau, pragmatico sognatore, un moderno Don Chisciotte idealista e trascinatore, combattente sconfitto ma mai arrendevole. Certo, la pellicola sarà lenta nello scorrere e a tratti un po' monotona, ma i risultati sono stati a dir poco mirabolanti: Palma d'oro a Cannes come Miglior Film, e Oscar nomination come Miglior Film Straniero.Se il buongiorno si vede dal mattino...Da vedere e far vedere, cinema allo stato puro che diventa lezione di vita.
Michele Pieloni

Prova a volare.


Tragicommedia italiana, sicuramente distante dalle infiocchettate storie narrate oltre oceano. Una ragazza del profondo sud che scappa da quello che non reputa giusto per se, che gli viene imposto dai genitori, ma la sua forza d'animo la porterà a fare le scelte giuste. La storia gode dell unione delle problematiche dei due interpreti che si trovano, consapevolmente ed inconsapevolmente, a scappare per poter avere la forza d' iniziare una vita più simile a loro e non una che gli veniva ritagliata su misura. Scamarcio e Alessandra Mastronardi ci daranno la possibilità di vivere una storia che forse a molti è capitata , con le dovute proporzioni, o che forse avremmo volute vivere. Riflessivo