L’iniziazione amorosa del ragazzo ha la purezza del cristallo che incanta. Una fisicità arricchita dall’emozione della mente che scopre la bellezza della parola letteraria condivisa con Hanna. Cosa chiedere di più alla ad un film!. La vicenda si allarga a una dimensione storica e ripropone per l’ennesima volta il tema della responsabilità individuale nell’Olocausto. Film dalla doppia personalità, quasi erotica e sensuale la prima, riflessiva e molto soggettiva la seconda. Difficile scegliere da che parte stare, capire dove una mente più debole abbia le proprie colpe e giustifiche. Un film che sorprende ed incanta con la maestria di una grande attrice e un bravo regista. Consigliato assolutamente si.
Ho trovato questo film davvero interessante. Innanzitutto perché non solo ha mostrato l’ostilità e lo sdegno che non solo il mondo, ma anche i tedeschi stessi sentivano per Hitler, ma anche il coraggio di alcuni uomini che hanno cercato di porre fine alle atrocità di cui si sentivano colpevoli tra i colpevoli. Il tema del nazismo è predominante nella cultura cinematografica anche antecedente ( a parte il famoso Shindler’s List, ricordiamo il pianista, il giorno più lungo, l’allievo, la vita è bella) . Il motivo fondamentale sta nel fatto che riesce a toccare punti dolorosi del cuore degli uomini di ogni generazione. Nel corso della storia è stato compiuto uno scempio da non dimenticare, frutto di un uomo e di parte dei tedeschi che lo hanno innalzato ai vertici del potere. Ma come è più volte ripetuto nel film: la storia non deve ricordare tutti i tedeschi come sostenitori di Hitler. I tentativi di ucciderlo sono stati molteplici all’interno stesso del regime. In un modo o nell’altro il fato è sempre stato benefico tanto che solo lui stesso ha posto fine alla sua vita suicidandosi. Il film è tratto da una storia vera: il tentativo di uccidere Hitler, ad opera del colonnello Claus von Stauffenberg e di altri importanti alti ufficiali della Wehrmacht. Il colonnello, nato nel 1907, a 19 anni era già ufficiale cadetto. Rampollo della nobiltà e classe dirigente tedesca, era simbolo di una Germania che non poteva mai identificarsi nel nazionalsocialismo di Hitler. Dopo aver perso un occhio, una mano e due dita dell’altra in Africa, si decise ad agire, per spodestare Hitler dal trono dorato della sua crudeltà. Il tentativo chiamato effettivamente “ Complotto di Luglio” mirava anche a rovesciare l’intera organizzazione del Fuhrer e porre fine alla guerra cercando la pace con gli alleati. Tom Cruise si cimenta in un ruolo nuovo per lui, forse ha preso coscienza che non potrà fare per sempre il giovane ed aitante eroe. Consigliato SI
Un film di Andrzej Wajda. Con Joachim Paul Assböck, Waldemar Barwinski, Stanislawa Celinska, Andrzej Chyra, Magdalena Cielecka, Alicja Dabrowska, Jan Englert. Genere Drammatico, colore - Produzione Polonia 2007.
Il 17 settembre 1939 la Polonia viene invasa. Da ovest dalle truppe di Hitler e da est dall'Armata Rossa. 18.000 ufficiali dell'esercito, 230.000 soldati e 12.000 ufficiali di polizia vengono arrestati dai russi. Tutti i graduati vengono portati in campi di concentramento e nella primavera del 1940, su espresso ordine di Stalin, 15.000 di loro vengono uccisi con un colpo alla nuca e seppelliti in fosse comuni nella foresta vicino a Katyn. I tedeschi scopriranno le fosse nell'aprile del 1943 ma i russi scaricheranno su di loro la colpa del massacro. Solo nel 1990 per la prima volta ammetteranno la responsabilita'. Wajda, che a Katyn perse il padre, racconta la vicenda attraverso la storia di Anna, la moglie di un capitano di Cavalleria che, pur non volendo accettarle, si trovera' di fronte alle prove dell'esecuzione del marito cosi' come accadra' ad altre donne. Al termine del conflitto, con la Polonia sotto l'influenza sovietica, una cortina di silenzio verra' fatta calare sull'accaduto e chi cerchera' di sollevarla rischiera' il carcere. Questo pero' non gli impedisce di far riemergere un passato che molti ad Est avrebbero preferito vedere sepolto per sempre e di lasciare l'impronta del Maestro nella sequenza finale in cui la macchina della Morte entra in azione con spietata quanto determinata ferocia. E' li' che lo spettatore abituato a caterve di uccisioni di ogni tipo non puo' non provare un sussulto che non vuole approfittare della commozione quanto piuttosto divenire memento e monito. Quando il cinema riesce a produrre memoria assolve a uno dei suoi compiti principali. Con Wajda, ancora una volta, accade.
Un film di Antonietta De Lillo. Con Maria de Medeiros, Rosario Sparno, Imma Villa, Raffaele Di Florio, Riccardo Zinna, Marco Manchisi, Lucia Ragni, Enzo Moscato, Mimmo Esposito. Genere Storico, colore 103 minuti. - Produzione Italia 2004.
Tratto dall'omonimo romanzo di Enzo Striano, narra la storia di Eleonora Pimentel De Fonseca, nobildonna portoghese di nascita ma cresciuta nell' aristocrazia napoletana di fine ‘700, che divenne tra i più determinati oppositori del regno di Ferdinando IV, ispirata dagli ideali rivoluzionari francesi e dagli scritti di Gaetano Filangeri. Arrestata, poi liberata dai francesi durante la rivoluzione del 1799, tenta invano di coinvolgere il popolo nella nascita della Repubblica partenopea, ma, al ritorno del Re a Napoli grazie all'aiuto degli inglesi, viene di nuovo catturata e condannata a morte. La sfida che si propone la brava regista Antonietta de Lillo è quella di costruire il film dentro la mente di questa eccezionale figura femminile, attingendo alle sue idee, ai suoi ricordi, alle sue passioni, ai suoi dolori, e da lì porre le basi per tracciare un affresco di un'epoca in bilico tra la rigidità legata alla storia e il cambiamento che si dipana dietro l'ideale della Libertà. Il cast è ottimo, a cominciare dalla straordinaria Maria de Medeiros, che conferisce al suo personaggio grande forza espressiva e recitativa. E' anche la Storia che torna protagonista, con una ricostruzione magnifica e attenta ad ogni particolare (luci, musiche, costumi, ambito in cui vinse il David di Donatello nel 2005), grazie anche all'ottimo lavoro dello sceneggiatore Giuseppe Rocca: avessero incluso anche scene di battaglia, sarebbe stata l'apoteosi. Un piccolo gioiello da ammirare, da lascir scolpito nella memoria, perchè tutto quello che è accaduto non cada nel niente, o nel suo resto. Michele Pieloni
Un film di Ridley Scott. Con Orlando Bloom, Eva Green, Liam Neeson, Jeremy Irons, Jouko Ahola, Shane Attwooll, Tim Barlow, Christian Boeving, Marton Csokas, Samira Draa, Eriq Ebouaney, Khaled El Nabaoui, Jon Finch, Michael Fitzgerald, Brendan Gleeson, Ghassan Massoud, Kevin McKidd, Nasser Memarzia, Edward Norton, Michael Shaeffer, Michael Sheen, Alexander Siddig, David Thewlis, Ulrich Thomsen, Velibor Topic. Genere Drammatico, colore 145 minuti. - Produzione USA, Spagna, Gran Bretagna 2005.
Balian è un giovane maniscalco francese solo e senza famiglia poiché ha perso da poco la moglie suicida in seguito alla morte del figlioletto. Tuttavia la sua vita sta per cambiare. Riceve infatti la visita di un nobile crociato, Goffredo di Ibelin, che dichiara di essere il suo vero padre e di essere tornato in patria dal lontano Oriente per portarlo con sé in Terra Santa. Dopo l'iniziale esitazione, Balian accetta l'offerta e intraprende un avventuroso viaggio verso Gerusalemme insieme a suo padre e ad una compagnia di cavalieri. Quando Goffredo viene ferito a morte durante una battaglia, Balian si ritrova a dover affrontare da solo il difficile compito di difendere la strada per la Città Santa percorsa da pellegrini di ogni fede. Alla corte di re Baldovino, il giovane francese entra in contatto con i personaggi più emblematici di Gerusalemme, dal consigliere del sovrano, Tiberias, alla sorella del re e moglie del cavaliere Templare Guy de Lusignac, la bella Sibylla che prende un posto speciale nel suo cuore. A seguito di un complotto ordito dagli alti dignitari della città, Balian dovrà affrontare l'esercito dei Saraceni capeggiato da Saladino, per evitare la conquista di Gerusalmme da parte dei mussulmani. Il film mostra alcune lacune gravi nella sceggiatura, non permissibile ad un film storico, e soprattutto credo che asportado il nome di Ridley Scott dalla locandina, le recensioini degli esperti sarebbero molto diverse, a mio avviso. In questa recensione continuerò la mia battaglia contro la presenza in film d'azione di Orlando Bloom. Se la figura e la fisicità di O. Bloom è accettabile nei film come il signore degli anelli o Troy, dove la sua interpretazione non richiede fisicità e carattere, perche nel primo interpreta un elfo e nel secondo un Paride più donnaiolo che condottiero, nel film "le crociate" la sua presenza sembra fuori luogo. Fuoco di paglia.
Proprio mentre un gruppo di prufughi pakistani è in volo per raggiungere l'America, il governatore dell'Idaho Farley decide di chiudere le frontiere del suo Stato agli stranieri. L'evento desta enorme scalpore, e tutti i più grandi networks fanno a gara tra loro per seguire gli sviluppi e sbatterli in prima pagina; intanto il Presidente degli Stati Uniti, indeciso sul da farsi, chiede aiuto al suo consigliere più fidato, Jack Buchan, mago delle pubbliche relazioni. Alla fine il governatore, innamorato di una giornalista messicana, decide di mollare tutto, ma un equivoco, che fa scambiare la parola "successione" con "secessione", porterà tutta la situazione verso un tragico epilogo. Politica e politici, strapotere dei media, nazionalismo, interessi economici, persino organizzazioni umanitarie: niente e nessuno viene risparmiato in questa originale black-comedy, che l'ottimo regista Joe Dante, coadiuvato da un bravo sceneggiatore come Martyn Burke, sceglie di ambientare in un fanta-ipotetico (ma chissà poi quanto...) futuro. E' una pellicola che diverte e che spaventa, ma sempre con satira e ironia, che fa meditare, e che soprattutto graffia come poche, con intelligenza e senza volgarità. Con un cast fenomenale per bravura e stile, tra cui spiccano uno straordinario Beau Bridges, una brillante Joanna Cassidy, un efficace James Earl Jones e un cinico ma adorabile James Coburn. Un film che è un pugno nello stomaco all'American dream e ai suoi valori più importanti, che colpisce nel segno, irriverente e umoristico quanto basta, quasi un elogio alla stupidità umana. Veramente e decisamente da non perdere, se si vuol cercare di porre un freno al potere dei mass media e delle loro tre "P"
1807. Imprigionato nel manicomio di Charenton, il Marchese De Sade pubblica ancora le sue opere, aiutato dalla giovane lavandaia Madeleine, sua collaboratrice, che le fa uscire di nascosto dal carcere. Quando vengono scoperti, il Marchese, per ordine dello stesso Napoleone, viene posto sotto il ferreo controllo del Dr. Royer-Collard, un rigido tradizionalista legato al principio della repressione come atto correttivo. Padre Coulmier, giovane responsabile del mancomio, tenterà inutilmente sia di conquistarsi i favori di Madeleine, sia di mitigare la personalità traviata del Marchese, fino al giorno in cui, fatalmente, le azioni sempre più intemperanti di De Sade e la pericolosità delle idee che fuoriescono dai suoi scritti decadenti e infiammati trascineranno ogni cosa nella rovina e nella corruzione. Non era facile produrre un film che riuscisse a rendere perfettamente una personalità così complessa come quella di De Sade, un uomo brillante e sensibile, ma anche blasfemo e a tratti oscuro e malvagio, che lotta per affermare la sua libertà d'espressione contro l'opprimente censura che cerca di tarpargli le ali. Tuttavia il regista Philip Kaufman, grazie alla collaborazione dello sceneggiatore Doug Wright, riesce nell'intento, offrendoci una storia di amore e di follia, esilarante e commovente allo stesso tempo. Geoffrey Rush è a dir poco magnifico, costantemente in equilibrio tra gli eccessi e le contraddizioni del personaggio, con un'interpretazione credibile e incredibile, che affascina sin dalla prima apparizione. Ma tutto il cast è attento nel fornirgli il giusto supporto: Joaquim Phoenix è un Coulmier inquieto e appassionatamente malato, Kate Winslet seduce con la sua semplicità e la sua passione, e Michael Caine è un Royer-Collard inquietante, perverso, ambiguo e spietato. Candidato a 3 premi Oscar e a 2 Golden Globe(tra cui, ovviamente, Miglior Attore protagonista), "Quills" è un film originale e poetico, che parte da una singola figura per comporre un affresco corale della società, in cui la scrittura è vita, ma anche morte. Da vedere, da ammirare, da conservare nel cuore e nella memoria.
Eccellente trasposizione cinematografica di uno dei romanzi più scomodi dell'ottocento. La libera interpretazione di Faenza è accompagnata da un montaggio incalzante e inquadrature da grand cinemà. Ne risulta una storia ben raccontantata, interpretata da attori di qualità e destinata a far riflettere sull'oggi, sull'ieri e su certe posizioni che si riflettono anche in questo Forum. Si esce dalla sala con l'impressione che questo film doveva proprio essere girato e con un senso di gratitudine per tutti coloro che hanno prestato la propria professionalità affinchè venisse realizzato. Molto interessante il proseguimento dell'iniziativaa vantaggio delle scuole: l'approfondimento della nostra storia passa anche da qui. [+]
Sicilia. Ultimi anni di dominazione borbonica prima della nascita dello stato italiano. La morte della principessa Teresa introduce la famiglia Uzeda discendente dei vicerè di Spagna. Le vicende degli Uzeda e i loro intrighi, raccontati negli anni attraverso gli occhi di Consalvo, l'ultimo discendente, rappresentano la società dell'epoca in rapido divenire, in cui sopravvivere significa innanzitutto essere schiavo di regole e tradizioni. Eccellente trasposizione cinematografica di uno dei romanzi più scomodi dell'ottocento. La libera interpretazione di Faenza è accompagnata da un montaggio incalzante e inquadrature da grand cinemà. Ne risulta una storia ben raccontantata, interpretata da attori di qualità e destinata a far riflettere sull'oggi, sull'ieri e su certe posizioni che si riflettono anche in questo Forum. Si esce dalla sala con l'impressione che questo film doveva proprio essere girato e con un senso di gratitudine per tutti coloro che hanno prestato la propria professionalità affinchè venisse realizzato. Molto interessante il proseguimento dell'iniziativaa vantaggio delle scuole: l'approfondimento della nostra storia passa anche da qui. Film consigliatissimo
Un film di Shekhar Kapur. Con Cate Blanchett, Geoffrey Rush, Clive Owen, Rhys Ifans, Jordi Mollà, Abbie Cornish, Samantha Morton. Genere Drammatico, colore 114 minuti. - Produzione Gran Bretagna, Francia 2007. - Distribuzione Universal Pictures
Filippo II, re di Spagna e fervente cattolico, è fermamente deciso a detronizzare l'"eretica" Elisabetta I e a incoronare regina d'Inghilterra la cugina Maria Stuarda. Sostenuto dalla Chiesa di Roma e armato di un poderoso esercito il sovrano spagnolo ordisce un complotto ai danni di Elisabetta, che da trent'anni governa gli inglesi con forza e saggezza. Mentre il fondamentalismo cattolico di Filippo e dell'Inquisizione minaccia l'Europa protestante, la presenza a corte di Raleigh, un cittadino senza titolo nobiliare con la vocazione per l'esplorazione e per la navigazione su mari perigliosi, indebolisce le salde certezze della regina. Dimenticando il suo ruolo, Elisabetta si scopre vulnerabile e innamorata. Ma la politica estera la reclama. L' "invincibile" Armada di Filippo, centotrenta galere e trentamila uomini, è salpata per l'Inghilterra.La singolarità del film va ricercata nel linguaggio cinematografico: la costruzione dello spazio e il ruolo del montaggio. Dentro una ricostruzione storica volutamente accademica, secondo i modelli del classico kolossal storico, il regista riesce a fare interagire i volti e i corpi dei tre protagonisti (Elisabetta, Sir Raleigh e il segretario di stato Francis Walsingham) con le masse civili e con quelle armate. La spettacolarità volumetrica dell'ambiente cortigiano e quella epica della battaglia navale sono intercalate da scene liriche e private, che comunicano con efficacia una forte presa emotiva. Nella ricchezza della narrazione, che non risparmia gli eccessi e si concede di sollecitare sentimenti, la composizione sonora imprime il ritmo alla rappresentazione, contribuendo non poco alla mitizzazione della "regina vergine".Elizabeth - The Golden Age è l'occasione per consacrare (e venerare) Cate Blanchett, infinita nella definizione del personaggio storico, indagato nella sua umanità e seguito nella sua straordinaria avventura. Dotata di un'innata fotogenia e di un solenne portamento scenico, l'ultimo sguardo della sua regina è di quelli che non si dimenticano, quasi intuisse oltre lo "schermo" la presenza del suddito-spettatore.
Ridley Scott ci colpisce ancora una volta. Con l'azione ci sa fare(vedi Alien) ma con la storia un pò meno. Il Gladiatore non rispecchia ciò che è realmente avvenuto sotto Marco Aurelio e Commodo ma interpreta romanzando la storia romana. Scott se ne infischia della realtà e se questi sono i risultati come dargli torto. Russel Crowe spadroneggia per tutta la durata del film accompagnato da un abilissimo J. Phoenix che ci regala un personaggio fantastico in tutte le sue sfaccettature. Tornando a Crowe, egli è abile sia nei panni del generale che nei panni dello schiavo prima e del gladiatore poi. Lo scopo è quello di riportare la repubblica a Roma (pura utopia come la storia romana ci racconta) e di eliminare un delirante Commodo impossessatosi di Roma dopo il parricidio di Marco Aurelio. I molti errori storici (alcuni abbastanza goffi e ridicoli) non cambiano la sostanza dei fatti: Scott ha realizzato un film che rimarrà nella storia del cinema e nelle memorie di chi lo ha visto e chi lo ha apprezzato veramente! Un film da vedere e rivedere soprattutto per un Russel Crowe assolutamente divino in un ruolo quello dell'eroe che appare facile da fare per un attore,a cui però Crowe ha dato nuova solfa consegnando agli annali un interpretazione esemplare e un film fantastico un autentico capolavoro di regia e recitazione.
Miller è divenuto una leggenda nel mondo dei fumetti con la serie Sin City e lo stesso 300. Insieme a Robert Rodriguez ha filmato una pellicola di gran successo la tenebrosa Sin City. Dopo l'enorme successo di quest' ultima Miller ci ha riprovato con un altro suo grande soggetto: 300. Il film trasmette esattamente le sensazioni dei protagonisti lasciando tutti a bocca aperta nelle sequenze delle battaglie. Uno Gerard Butler (Leonida) ultra muscoloso, domina la scena essendo lui la figura che spicca tra il piccolo plotone che dovrà affrontare l'immensa e mostruosa armata di Serse un inguardabile colosso ricorperto di piercing. Il film è spettacolare in tutti i suoi aspetti e ci regala frasi che rimarranno nei ricordi di chi lo ha visto per molto molto tempo. 300 è diverso da tutti i film storici che Hollywood ci ha proposto, sopratutto perchè non è un film storico ma è da considerarsi d' azione. Anche qui la storia reale viene molto ridimensionata e narrata molto liberamente. Se Miller ha voluto dirci che quei mostruosi persiani non sono altro che l'immagine che gli spartani avevano dei barbari,beh allora è un vero genio . Fatto stà che la pellicola rimane una delle migliori dell'annata 2007 . Zack Snyder fa il suo bel sporco lavoro dietro la camera da presa con la complicità di un cast più che soddisfacente. 300 merita pienamente il successo che ha avuto: per una volta un film nuovo fresco e con una trama (piu o meno) reale e che fa riflettere su quanto sia importante difendere i propri valori e non i soliti film d'animazione che tanto fanno impazzire la gente e che tanto sono fini a se stessi
Petersen, si ispira ma non ricalca perfettamente il poema di Omero, lasciando spazio cosi alle aggiunte cinematografiche e produttive. Il film presenta delle incongruenze storiche molto evidenti: dalla trasformazione di Patroclo da amante a cugino di Achille, fino all'uccissione di Agamennone da parte di Briseide, ma è proprio di questo che parlavamo prima. Il film è emozionante ma anche scenograficamente perfetto, ricco di contenuti e perdonaggi complessi e avvincenti e permette allo spettatore di immedesimarsi nel personaggio, a suo avviso più simile. Importante è la spettacolarità di alcune scene, come il combattimento tra Ettore (E.Bana) e Achille (B.Pitt) o gli scontri sotto le mura di Troia, forse un pò ispirate nella tecnica di visione, al precedente "Signore degli anelli". Le note stonate di questo film, a mio avviso, sono la recidazione di O. Bloom che interpreta il codardo ma donnaiolo Paride, e l'eccessivo ingigantimento del personaggio di Achille, riportato sulla pellicola come un Terminetor di uomini. Nonostante la presenza del comunque bravo B. Pitt, è da applausi l'intepretazione di Bana che riesce a non sfigurare con un rivale così dotato.
Ottobre 1962. Un aereo spia americano scopre sull'isola di Cuba una base missilistica in costruzione. Immediatamente si allerta lo Stato Maggiore. Kennedy si consulta rapidamente con il suo consigliere per la sicurezza Kenneth O'Donnell e con suo fratello Bob. La decisione viene presa: gli Stati Uniti non permetteranno all'URSS di installare missili con teste nucleari dinanzi alle loro coste. È la crisi. La più grave dopo la fine della seconda guerra mondiale. E questa volta il rischio è quello di un conflitto nucleare. Chi viveva in quei giorni ricorda la tensione che attraversava il mondo. Quei tredici giorni di braccio di ferro diplomatico vengono ricostruiti da Roger Donaldson, con Costner come produttore. Il film ha una trama adatta a una produzione cinematografica, infattiil film è sempre realistico e interessante, forse troppo unilaterale ma mai patetico. Le uniche obiezioni sono rivolte a Donaldson (regista anche di Dante's speak), che con scelte di dialoghi e scenografie banali,un profondo patriotismo e colonne sonore non appropriate, rende una pellicola che con un pò piu di verve sarebbe stata una produzione sicuramente migliore.