Qualcosa sicuramente manca, infatti difficilmente il film diventerà un cult dei film d'azione, ma la storia c'è e l'attore pure. Parliamo di un film che non crea pentimenti nell'averlo visto, ma appassiona fino alla fine. Russel nella interpretazione di "padre coraggio" trova molta espressività artistica.venerdì 30 settembre 2011
the next three days
Qualcosa sicuramente manca, infatti difficilmente il film diventerà un cult dei film d'azione, ma la storia c'è e l'attore pure. Parliamo di un film che non crea pentimenti nell'averlo visto, ma appassiona fino alla fine. Russel nella interpretazione di "padre coraggio" trova molta espressività artistica.martedì 20 aprile 2010
cella 211

Dopo un esordio che ritengo pressoché sconosciuto, Daniel Monzon ci ha regalato un vero gioiello, possente ed impetuoso, incastonato in una struttura narrativa semplice e lineare che si lascia seguire con facilità, dando corpo e voce ad una delle tante storie “assurde” che diventano realistiche proprio grazie a quella meravigliosa macchina dei sogni rispondente al nome di cinema. Vi potreste mai immaginare un secondino che, per una strana serie di cause, deve assumere l’identità di un detenuto e che, nel volgere di un brevissimo spazio di tempo, subisce tante e tali di quelle esperienze da vedere completamente sconvolta la sua vita, fino al punto di guidare con profonda convinzione una rivolta carceraria, di uccidere un collega reo di avergli ammazzato la moglie incinta e di stringere un sotterraneo ma sincero rapporto di stima e di amicizia con il peggiore dei reclusi? Eppure Daniel Monzon riesce a rendere verosimile tutto questo. Bellissimo, nella sua cruda violenza estetica. Indimenticabile lo sguardo fiero e magnetico di Malamadre – Luis Tosar. A dimostrazione di come, per costruire grandi film, non siano indispensabili grandi capitali od effetti speciali. A differenza de "Il profeta", che sfrutta abilmente una prospettiva claustrofobica sulla quale costruire una sottile sensazione di angoscia che ti accompagna dall'inizio alla fine
By MYMOVIES
lunedì 22 febbraio 2010
Once were warrios

Film cruento sulle problematiche sociali di una famiglia neozelandese, ma rispecchia molte altre dinamiche sociali. La storia e l importanza dei maori è ancora viva e presente, ma non in tutti, molti invece rivendicano un passato di schiavitù e lo usano come giustificazione ad uno stile di vita poco umano, ma più simile all'animale. Da vedere.
sabato 3 ottobre 2009
Bastardi senza gloria

L'apoteosi tarantiniana viene messa in scena creando un idillio cinematografico che non trascende mai nel grottesco ma crea un mix tra splutter, azione e commedia che affascinano e non deludono. Un tarantino forse più commerciale, ma non snaturato, infatti in esso troviamo sempre forti le allusioni al western di Sergio Leone e al cinema del driven in anni '80. Il cast e le sceneggiature fanno la loro parte per rendere in tutto più armonico e coinvolgente, da ammirare oltre all'interpretazione di Brad Pitt, quella di Christoph Waltz che interpreta il colonello Hans Landa, forse il vero protagonista del film. Già dalle prime battute il dialogo tra il colonnello delle SS Hans Landa e il contadino francese che dà rifugio alla famiglia di ebrei,il regista dimostra la sua bravura creando una tensione palpabile grazie alla contrapposizione tra la falsa gentilezza di Landa e la folle paura del francese,che cederà e rivelerà il nascondiglio degli ebrei. A Landa però sfugge una componente della famiglia, Shoshanna, che sarà una delle artefici della fine del Reich. Insieme a lei agiranno , seguendo però una strada totalmente separata, proprio i "Bastardi", gruppo multietnico massacratore di nazisti, capitanati da Aldo Raine-Brad Pitt. Bastardi senza gloria è un film che tiene incollati alla poltrona, energetico, ironico, scoppiettante, mai banale, mai noioso; unica pecca potrebbero essere i troppo momenti splatter che non mancano mai nei flm di Tarantino che, nonostante questo, merita un unico interminabile applauso, CONSIGLIATISSIMO
lunedì 16 febbraio 2009
felon. il colpevole

venerdì 6 febbraio 2009
Death Race

Film tipicamente americano, per molti questo non è propriamente un difetto, dove la combinazione di muscoli, hip hop, motori, armi da fuoco e belle donne (non tante come ci si aspetterebbe) la fanno da padrona. Death race è un mix tra fast and fourius&sequel e The Trasporter, dove hanno recitato i due protagonisti Jason Statham e Tyrese Gibson ormai gl'idoli di questo genere. Nella trama regna l'irrazionalità di una società caotica e violenta che permette gare suicide ed omicide dove il tutto si fa in nome della pay-TV, forse non troppo irrazionale se detto cosi.....Consigliato agli amanti del genere
venerdì 17 ottobre 2008
Io vi troverò

Lui, Liam Neeson, ex militare che abbandona la propria carriera per esser vicino alla figlia che vive con la madre risposata. Cosa succede quando l' ingenua ragazza in viaggio a Parigi viene rapita?... avvincente action movie che ben si addentra nelle complesse vicende del mercato del sesso. Il film ben interpretato e diretto segue, con intelligenza, le innovazioni proposte dalla trilogia di "jason Bourne" ( bourne identity, bourne supremacy e bourne ultimatum) permettendo a questa produzione francese di essere un cult nel genere. consigliato si
lunedì 13 ottobre 2008
Batman. Il cavaliere oscuro

Fantastico film estremamente ben einterpretato. La storia è avvincente nonostante la pellicola duri ben più di due ore, ma il ritmo incalzante e recitazioni sopra le righe favoriscono una visione continua e sempre più coinvolgente. Ormai siamo invasi da film su super eroi o pseudo tali, batman è un super eroe atipico, molto rock e dark, questo favorisce trame sempre moderne e mai banali. Cristian Bale e Ledger sono due perfetti antagonisti che si rubano la scena rendendo questo fil una dell più belle pellicole del 2008. Ledger raggiunger il massimo picco della sua carriera, peccato non lo si possa più ammirare. I malpensanti hollywoodiani hanno attrbuito alla bellezza e alla cattiveria del suo personaggio una delle motivazioni del suo suicidio.
Sfida senza regole

Sfida senza regole è uno di quei film che sarà sempre difficile trovare nelle videoteche perchè con un cast di questo tipo è difficile sbagliarsi, infatti la pellicola non delude ma non entusiasma, permette di godersi con piacere le due ore in sua compagnia. Oltre al cast c'è una discreta trama, ma una tecnica narrativa già vista. Il film difatti sembra che ci dica tutto sin dall 'inizio.... ma sarà realmente così? scopritelo potreste rimanere sorpresi. Consigliato: si
gone baby gone

Fantastico esordio alla regia di Ben Affleck che realizza senza mezzi termini, una pellicola piena di sentimento e azione che però pone tutti i suoi spettatori dinanzi ad una scelta, scelta che non è per tutti così scontata. Gone baby gone è uno di quei film che lascia traccia, che facilmente entra nelle top ten personali, perchè non ha genere e pubblico. Vi terra sempre con fiato sospeso. Consigliato : assolutamente si
lunedì 7 aprile 2008
Annapolis (2006)
Consigliato SI
venerdì 22 febbraio 2008
the Condemned (2007)
Jack Conrad è un assassino rinchiuso in un carcere corrotto del Centro America e sta attendendo di essere giustiziato. Poco prima della sua esecuzione viene ingaggiato da un produttore di film e viene deportato su un isola abitata da altri nove assassini. Queste 10 persone si dovranno uccidere a vicenda e il sopravvissuto otterrà la libertà.
Urban Justice . Città violenta
L'ex agente dei corpi speciali Simon Ballester non ha pace da quando il figlio poliziotto è stato ucciso da un killer sconosciuto.Il suo unico pensiero è la vendetta, e decide di trasferirsi nel quartiere malfamato dove lavorava suo figlio.
Qui inizia a combattere la violenza…
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mercoledì 20 febbraio 2008
The fast and furius: Tokyo Drift

Avete presente Gioventù bruciata? Il film di Nicholas Ray del 1955 narrava la storia di un ragazzo ribelle che arrivava in una nuova città, incontrava una ragazza, disubbidiva ai genitori e sfidava una gang locale. Qualcuno deve aver fatto un calco della trama perché esistono circa un milione di film simili, ambientati nei mondi più disparati - dal balletto alla boxe. Il terzo capitolo di Fast and Furious non è da meno. Dopo un incidente avvenuto durante una gara di macchine, Sean Boswell (Lucas Black) rischia di finire in riformatorio, ma viene invece spedito dalle autorità dal padre, che vive a Tokyo. Sui banchi di scuola incontra Neela e fa amicizia con Twinkie (Bow Wow) che lo introduce nel giro di gare di drifting, dove il re indiscusso dello "sbandamento in curva con il controllo del sovrasterzo" è proprio l'uomo di Neela, D.K. (Brian Tee), capo di una banda legata alla mafia giapponese. Sean non perde occasione per sfidarlo, ma non conoscendo le tecniche del drifting perde, distruggendo la macchina. Per ripagarla dovrà lavorare per Han (Sung Kang) che a sua volta è uno degli uomini di D.K.. Han però prende a cuore le sorti del ragazzo e gli diventa amico, insegnandogli in poco tempo tutto quello che c’è da sapere sul drifting. Ambientato in una Tokyo decisamente underground, e ricco di momenti altamente adrenalinici, The Fast and the Furious: Tokyo Drift fa accelerare i battiti cardiaci a ritmo di musica e di motori rombanti. Sia chiaro: a parte le gare, le macchine preparate, e le feste piene di belle ragazze, la pellicola offre ben poco (pur riservando una sorpresa finale). Ma non è detto che ogni film debba insegnare qualcosa o divenire simbolo di una generazione, come nel caso di Gioventù bruciata. Chi sceglie di vedere The Fast and the Furious: Tokyo Drift potrebbe volere anche solo distrarsi per un'ora e trentasette minuti e sentire il brivido dell'alta velocità, senza provarla sulla propria pelle.
Consigliato ni
lunedì 18 febbraio 2008
Lord of war (2005)

Yuri Orlov è un trentenne ucraino immigrato con la famiglia negli Stati Uniti con tanta voglia di emergere, ma pochi mezzo per farlo. Un giorno Yuri - uno straordinario Nicolas Cage - intuisce che il traffico d'armi può diventare il suo passaporto verso la vita agiata che ha sempre sognato e infatti, in breve tempo, conquista tutto ciò che desidera: soldi, potere e la donna dei suoi sogni. Alla sua rapida ascesa si oppone però Jack Valentine, un giovane agente idealista dell'Interpool, interpretato da Ethan Hawke.
La storia che Andrew Niccol porta sullo schermo è inventata, ma si ispira a fatti e persone reali, mostrando i retroscena del traffico d'armi e degli intrighi politici che lo rendono possibile. Lord of war è un film che alterna con maestria momenti drammatici e ironici, scene d'amore e d'azione, ma è soprattutto un atto di denuncia. Guardandolo si capisce perché il regista abbia incontrato tante difficoltà a reperire i fondi per il progetto, presentato nel 2004 a ridosso dell'inizio del conflitto in Iraq, sebbene Niccol non sia Michael Moore e la sua denuncia non sia rivolta solo agli Stati Uniti, ma a tutti i paesi membri permanenti del consiglio di sicurezza dell'Onu, tutt'oggi i maggiori produttori di armi al mondo.
Consigliato SI
venerdì 15 febbraio 2008
Pathfinder (2007)

Consigliato No
Mongol (2007)
Il premio Oscar Sergei Bodrov (Il prigioniero del Caucaso), uno dei più apprezzati registi russi contemporanei, mette in scena un'epopea storica che ricostruisce la nascita del guerriero Temugin, consegnato alla storia come il sanguinario Khan (condottiero) dell'impero mongolo, ritraendolo dalla nascita e riportando le varie tappe di una vita di stenti e umiliazioni, fino alla battaglia che lo lanciò definitivamente verso la costruzione del suo sconfinato impero. Nato nel 1162, il piccolo Temugin subisce soprusi e angherie da parte delle fazioni rivali, assiste alla morte del genitore e rischia a sua volta di rimanere ucciso. Privato della moglie bambina – scelta quando era poco più di un fanciullo – la avrà accanto per tutta la vita, lottando contro tutto e tutti pur di tenerla al proprio fianco. Girato nei veri luoghi che nei secoli scorsi hanno ospitato l'impero (spesso raggiungibili dopo ben quindici ore di viaggio dai centri abitati più vicini), obiettivo di Bodrov è quello di restituire alle cronache un personaggio diverso dal sanguinario conquistatore dipinto sui libri di storia, delineandone caparbietà e temerarietà nell'affrontare la vita e il nemico.
Un kolossal di due ore con scene cruente a base di digitale e luce naturale (creando un effetto realistico davvero impressionante), un film che punta sui sentimenti e sulle battaglie all'ultimo sangue, trascurando forse qualche dettaglio storicamente rilevante o magari contraendo il tempo con delle ellissi troppo accentuate. Ma Mongol è e resta un bell'affresco, una pagina di buon cinema che ricorda un passato remoto in cui un condottiero di nome Genghis Khan, è entrato nella storia.
Warner Village
martedì 12 febbraio 2008
The transporter Trasporter extreme
Frank, ex agente speciale a riposo, vive sulla costa del Mediterraneo francese e soltanto occasionalmente accetta lavori - più o meno illeciti - da corriere. La sua regola è quella di non chiedersi mai cosa trasporti e perché: ma quando da un pacco spunta all'improvviso una bella orientale le cose cambiano. Tanto da indurlo a mettersi contro il suo potentissimo e losco committente... Strano caso di coproduzione franco - americana, "The transporter" vede come garante del prodotto Luc Besson in veste di produttore: il che non è necessariamente una garanzia, anzi. Ma stavolta va un po' meglio del solito. Merito soprattutto del protagonista Statham, la cui maschera alla Bruce Willis è capace anche di qualche autoironia, conferendo al
Frank Martin è un trasportatore con l'incarico di condurre a scuola il figlio di un pezzo grosso della squadra antidroga di Miami. Sembra un lavoro tranquillo finché il bambino non viene rapito da una banda di terroristi allo scopo di iniettargli un virus mortale in grado di contagiare il padre alla vigilia di un importante vertice antidroga cui partecipano esponenti politici di molte nazioni sudamericane. Frank dovrà lottare per salvare il bambino e per sventare il piano dei terroristi.
Jason Stathman torna nel ruolo che gli dette fama nel 2002 consacrandolo come uno dei nuovi attori di Hollywood, perfetto per i
Scritto e prodotto come il precedente The trasporter da Luc Besson, questo film piacerà sicuramente agli amanti delle scene mozzafiato: in 90 minuti assistiamo a inseguimenti ai limiti dell'irrazionale, sparatorie da cui il buono riesce sempre a farla franca, un campionario di arti marziali da far invidia ai film orientali (non per la qualità), un'automobile che sembra presa in prestito da un qualsiasi set di un film di James Bond e chi più ne ha più ne metta. Detto questo, se per un attimo mettiamo da parte il fatto che in un film del genere i caratteri dei personaggi risultano appena tratteggiati (il buono – supereroe, il cattivo dalle movenze mafiose interpretato da Alessandro Gassman, la madre coraggio, il padre inesistente che quando compare sulla scena dice soltanto banalità), riusciamo anche a salvare qualche momento genuinamente piacevole in cui emerge un umorismo quasi involontario che non stona con i caotici eventi narrati. Si astengano dalla visione coloro che in un film cercano qualcosa di più del semplice intrattenimento.
Consigliati agli amanti del genere
lunedì 11 febbraio 2008
Lords of Dogtown (2005)
Dvd Lords of Dogtown
Lords of Dogtown fotografa quel magico momento degli anni'70 in cui, tre giovani surfers ebbero l'intuizione di trasferire il "volo sull'acqua" sull'asfalto di Venice Beach in California. L'epoca trasgressiva, il passaggio dalla sabbia allo status di "rich and famous", la ribellione e la droga, investono i tre ragazzi che subiscono il conformismo di un paese in crisi di identità che fagocita anche chi ha grandi idee. L'unica soluzione è liberare l'energia su una tavola di legno e quattro ruote.
Viscerale, immerso nelle riprese acrobatiche sullo skate, il film della Hardwicke manca della poesia del documentario. Così come accade con il Rap, quando si perde il contatto con la strada, la realtà si trasforma e lo stereotipazione emerge consegnandoci una sensazione fittizia, non immediatamente percepibile da chi non ha provato l'ebbrezza dello skateboarding.
Lords of Dogtown rimane comunque un'interessante istantanea di un sogno che ancora oggi è vivo.
Consigliato ni
domenica 10 febbraio 2008
John Rambo (2008)
John Rambo non è più tornato a casa. L’ex reduce del Vietnam vive al confine tra la Tailandia e la Birmania e risale il fiume Salween per cacciare serpenti velenosi. L’ozio catartico del guerriero è turbato da un gruppo di missionari laici, guidati dalla bionda e idealista Sarah Miller, che vorrebbe raggiungere e soccorrere alcuni villaggi birmani vessati da un sadico regime militare. La missione di pace verrà duramente interrotta dai soldati di Burma. Messo insieme un esercito di mercenari, Rambo e compagni si imbarcheranno in un´impresa (apparentemente) suicida. “Non si può vivere tutta la vita sopra una sella, bisogna fermarsi da qualche parte…” e così anche John Rambo ha trovato un luogo fisico e una condizione dell’anima dove cominciare progressivamente a invecchiare. Ma poi Stallone lo ha stanato e lo ha motivato con nuovi sviluppi narrativi. Così Rambo è tornato, sempre più stanco, sempre più in crisi, sempre più incazzato. Con la chiamata alle armi ritorna pure l’incubo della rimozione esplicitata dall’attore-regista attraverso l’evidenza del flashback, che rinnova al giovane spettatore come al vecchio e nostalgico, le vite precedenti del reduce belligerante del cinema
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