Visualizzazione post con etichetta regista David Lynch. Mostra tutti i post
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venerdì 8 febbraio 2008

Velluto Blu (1986)

Un film di David Lynch. Con Isabella Rossellini, Kyle MacLachlan, Dennis Hopper, Laura Dern, Hope Lange, Dean Stockwell, Bruce Dern, Val Kilmer, Brad Dourif. Genere Thriller, colore 120 minuti. - Produzione USA 1986.
Locandina Velluto blu

Un giovanotto apre una porta proibita e si trova nel gorgo di un mondo bizzarro (violenza, droga, omosessualità, sadomasochismo, depravazione) dove ciascuno è succubo di qualcun altro. Il regno del Male? Torbido, insolito, affascinante film che conferma la predilezione visionaria di Lynch per l'immaginario perverso, l'anormale e il mostruoso che si cela sotto la superficie dell'America odierna. Memorabile Hopper, ma Stockwell non gli è da meno.

il MORANDINI 2008

Cuore selvaggio (1990)

Un film di David Lynch. Con Diane Ladd, Isabella Rossellini, Nicolas Cage, Willem Dafoe, Laura Dern, Harry Dean Stanton, Freddie Jones, Sheryl Lee, Bruce Dern, Pruitt Taylor Vince, Crispin Glover. Genere Thriller, colore 127 minuti. - Produzione USA 1990.
Locandina Cuore selvaggio

Da un romanzo di Barry Gifford. Sailor, in libertà vigilata, e Lula, scappata di casa, si amano follemente e tentano di raggiungere il Texas. Thriller d'inseguimento che ha cadenze di film nero, modi di un film di strada ed eccessi di violenza da melodramma gotico. Lynch connota la sua storia maledetta del profondo Sud con una dimensione ironica e parodistica che ne rovescia il senso e ne rivela la vera natura di favola comica, nel significato “basso” della parola, ma anche vicino al fumetto, quella di due innamorati che attraversano un mondo atroce dal cuore selvaggio. Anche quando apparentemente s'accomoda alle leggi di un genere, Lynch rimane un visionario impressionista e grottesco che guarda all'America di oggi con occhio impietoso. Palma d'oro al Festival di Cannes.

il MORANDINI 2008

Fuoco cammina con me(1992)

Un film di David Lynch. Con David Bowie, Sheryl Lee, Harry Dean Stanton, Moira Kelly, Kyle MacLachlan, Ray Wise, Chris Isaak, Kiefer Sutherland, Heather Graham, Joan Chen. Genere Fantastico, colore 135 minuti. - Produzione USA 1992.
Locandina Fuoco cammina con me

Si raccontano gli antefatti del serial TV Twin Peaks , cioè i sette giorni che precedono la morte di Laura Palmer, schiava della cocaina e di una dissoluta vita sessuale, vittima di un padre potenzialmente incestuoso che a sua volta è posseduto da un demone. Stroncato dai critici a Cannes, il film è alleggerito nella prima parte da graffiate umoristiche e grottesche e procede poi trasformandosi in un incubo sanguinoso. È sicuramente un'opera manierista, ma di alta classe, e di un pessimismo inquietante, avvolto dalla colonna musicale di Angelo Badalamenti di turgido maledettismo. “Sembra un pessimo film diretto da un ottimo regista, stanco di perder tempo con un pubblico televisivo!” (Derek Malcolm).

il MORANDINI 2008

Strade perdute (1996)

Un film di David Lynch. Con Bill Pullman, Patricia Arquette, Balthazar Getty, Justin Theroux. Genere Thriller, colore 105 minuti. - Produzione USA 1996.
Locandina Strade perdute

Fred (B. Pullman), sassofonista di Los Angeles, geloso della bruna moglie Renee (P. Arquette), riceve una videocassetta dove lo si vede accanto al corpo della consorte assassinata. Lo arrestano per uxoricidio, ma presto nella sua cella le guardie trovano, al suo posto, il giovane meccanico Pete (B. Getty) che, scarcerato, torna al lavoro in officina e si fa paladino di Alice (ancora P. Arquette), pupa bionda di un gangster (R. Loggia). Scritto da D. Lynch (1946) col coetaneo Barry Gifford, questo thriller allucinato come un incubo parla dell'incapacità di un uomo di mantenere il controllo sulla propria vita. Lo fa attraverso una struttura narrativa paragonabile a quella di una fuga (musicale) oppure all'anello di Moebius che si avvolge su sé stesso senza che sia possibile distinguere la parte esterna da quella interna, una struttura in cui è scardinato addirittura il fondamento di ogni narrazione, l'identità del protagonista. Si può anche non salire sul film, cioè respingerlo, ma “è difficile sottrarsi al suo fascino inquietante, negare la fosca bellezza delle sue immagini, dimenticare la presenza minacciosa dell'uomo misterioso” (R. Blake). Musiche di Angelo Badalamenti e Barry Adamson con una dozzina di canzoni.

il MORANDINI 2008
Consigliato si

Una storia vera (1999)

Un film di David Lynch. Con Sissy Spacek, Harry Dean Stanton, Richard Farnsworth, Everett McGill, Jane Galloway. Genere Commedia, colore 111 minuti. - Produzione USA, Francia 1999.
Locandina Una storia vera

Nella più profonda provincia americana, terra di mendriani e agricoltori, dove i rapporti umani hanno ancora un valore, l'incredibile storia del vecchio Alvin Straight, che ad un passo dall'infermità fisica decide di intraprendere un singolare e lunghissimo viaggio per incontrare il fratello allo scopo di riconcigliarsi dopo 11 anni di assoluta assenza di rapporti. E' poesia allo stato puro questo inatteso e meraviglioso film di David Lynch; nelle immagini, nelle musiche, negli occhi e nelle parole del protagonista c'è la tutta la magia del cinema che sa scavare nell'intimo e risvegliare l'attenzione ai valori e al profondo senso delle cose. E' la storia della vita che si consuma come l'interminabile viaggio di Alvin, inevitabilmente segnato anche da cattivi ricordi ed errori ma che ha la neccesità di compiersi, di giungere ad una significativa meta. Eccezionale Richard Farnsworth, il suo sguardo è indimenticabile per profondità e intensità, ma bravissima è anche Sissy Spacek lacerante nel silenzioso dolore del suo personaggio. Lynch vola altissimo, realizzando uno dei maggiori capolavori degli ultimi ventanni; un lungo toccante brivido che coglie più che mai nel segno. Con le lacrime agli occhi.

Mulholland Drive (2001)

Locandina Mulholland Drive
Un incidente sulla Mulholland Drive a Hollywood. La donna superstite ha perso la memoria: si rifugia in un bosco e poi, penetrata in un appartamento, conosciuta Betty, un'aspirante attrice appena giunta nella città delle star, cercherà, insieme a lei, di risalire alla sua identità e alla provenienza del denaro che ha con sé. Della storia di "Mulholland Drive" si capisce poco o nulla. Ma niente paura, deve essere così. Punto primo: David Lynch ribadisce l'assunto del suo film più sperimentale ("Fuoco cammina con me") e di quello (secondo lui più irrisolto), "Strade perdute". Il cinema è la scrittura del sogno. Una finestra che si apre su un mondo dove non è la logica a regolare i rapporti di causa-effetto ma il delirio. Punto secondo: solo attraverso l'intima conoscenza dell'Ordine è possibile descrivere alla perfezione il Caos. In parole povere: il fatto che la storia, a caldo, sia incomprensibile, non significa naturalmente che non abbia "senso". La mappa per muoversi nel delirio la dà proprio il regista, con il suo cinema precedente (personaggi che parlano al rovescio) e attuale (una chiave di lettura... blu). Provate a percorrere al contrario la Mulholland Drive, a viverla come la storia d'amore tra l'attricetta acqua e sapone Diane e la vamp Camilla, e magari fantasticate sulla sospensione di realtà che il tema dell'amnesia deliziosamente introduce. Abbandono, deriva: con un genio come Lynch bisogna saper accettare il surrealismo e la disillusione di realtà come sole, vere, essenze del cinema.
By film.tv.it

martedì 22 gennaio 2008

Inland Empire - L'impero della mente (2006)

Un film di David Lynch. Con Laura Dern, Jeremy Irons, Justin Theroux, Harry Dean Stanton, Julia Ormond, Diane Ladd, William H. Macy, Laura Harring, Jordan Ladd. Genere Drammatico, colore 172 minuti. - Produzione USA, Polonia, Francia 2006. - Distribuzione Bim

Un'esperienza. Inland Empire di David Lynch non è un film organico, lineare, comprensibile, con un inizio e una fine definibili tali, ma è innanzitutto un'esperienza sensoriale. Un flusso di pensiero libero di un artista, che non richiede spiegazioni, ma solamente intuizioni, emozioni personali, positive o negative che siano. Si potrebbe parlare di mondi paralleli, di realtà e finzione che si fondono, si incontrano, si abbandonano, di cinema e televisione (e di pellicola e digitale), del concetto del Tempo, non sequenziale, "random" e assoluto. Si potrebbe anche analizzare il film nei dettagli dei frammenti che compongono la storia. Si potrebbe anche non giudicare, e semplicemente sentire, subirne il suo effetto. Inland Empire, infatti, per la lunga durata (172 minuti di Lynch, in ogni caso, mettono a prova anche i suoi fan), è uno straordinario bombardamento di immagini e suoni, ai quali lo spettatore non può non reagire. La perdita dell'orientamento che ne consegue provoca una totale apertura verso ciò che è sullo schermo, generando le emozioni a cui abbiamo fatto riferimento in precedenza. Lo si può amare, odiare, rifiutare, non giustificare. Paradossalmente, in riferimento al giudizio di valutazione potrebbe valere una stella, tre stelle, cinque stelle. Il sospetto che un'opera simile sia un divertissement di Lynch stesso, non va tralasciato. Anche se fosse, comunque, il risultato sarebbe il medesimo, perché di questi tempi uscire con una sensazione violenta, da una sala è sempre più raro. Inland Empire è un'esplorazione, un esperimento, un varcare i confini noti e verificarne la possibilità e i limiti. Fra dieci anni, chissà, sarà considerato un capolavoro.

Consigliato : SI





venerdì 4 gennaio 2008

david lynch

David Lynch

Eclettica e visionaria icona della cinematografia mondiale, David Lynch è un moderno artista del rinascimento (così viene definito) che attraverso le sue opere ha sviscerato l'inconscio umano, conducendoci al limite dell'immaginifico.
Cineasta, pittore, designer, compositore e molto altro ancora: nel corso della prodigiosa carriera, il divo ha espresso la sua essenza astrale mediante le più svariate forme artistiche.
Oltre ad aver diretto numerosi videoclip musicali nonché accattivanti spot come quelli per la Playstation 2, Lynch è anche un'abile fumettista: il Los Angeles Reader pubblica regolarmente la sua strip "Il Cane più Arrabbiato della Terra".
Inoltre, realizza quadri, sculture e composizioni dinamiche caratterizzate da elementi come formiche vive o carne putrefatta. Le pellicole estremamente surrealistiche di questo maestro prendono forma dalle sue tele intrise di sconcertante nonsense.
Il 20 Gennaio 1946, Donald e Sunny Lynch danno alla luce il primogenito David. Nasce a Missoula, nel Montana: cittadina assai pittoresca, come quelle che il regista tende a raffigurare nei suoi film.
Di origini tedesco-finlandesi, il bimbo adora giocare assieme ai fratelli John e Margaret, con i suoi cinque pupazzi di Woody Woodpecker: Chucko, Buster, Peter, Bob e Dan. Piccolo membro degli scout, David è costretto a trasferirsi ripetutamente a causa del lavoro di suo padre: scienziato del Servizio Forestale.
Durante l'adolescenza sogna di fare lo psichiatra; col passare del tempo però scopre la passione per la pittura e nel 1963 decide di iscriversi al Corcoran School of Art di Washington DC. Dodici mesi più tardi, frequenta il Museum School di Boston: in quel periodo il ragazzo è assunto come commesso in un art store di cornici ma viene ben presto licenziato, perché non riesce a svegliarsi presto al mattino e di conseguenza ad essere puntuale. Nel 1965 il 19enne Lynch è ammesso alla Pennsylvania Academy of Fine Arts di Philadelphia, dove si stabilisce definitivamente con la famiglia.
L'anno successivo dà vita alla sua prima creazione: il cortometraggio Six Figures Getting Sick. Nel '67 convola a nozze con l'attrice Peggy Lentz: la loro unione durerà sette anni. La donna darà al marito una figlia: Jennifer, che diventata adulta dirigerà il controverso thriller Boxing Helena. La realtà violenta della periferia di Philadelphia ispira il giovane David per il suo debutto nel grande schermo: Eraserhead - La mente che cancella, horror girato per l'American Film Institute. Oltre a produrlo e dirigerlo, Lynch ne firma la sceneggiatura, la fotografia, il montaggio nonché gli effetti speciali. Lavorerà ossessivamente a questo progetto per cinque anni, mezzo decennio travagliato da mille disastri finanziari: per via dei debiti dovuti alla realizzazione del film, David perde la casa ed è costretto a dormire nel set all'insaputa della troupe eliminando sapientemente, alla mattina, ogni traccia del bivacco.
Già in questa pellicola prima emerge il suo affascinate stile allucinato e inquietante, completamente estraneo a tutto ciò che è stato creato fino ad allora. E' stato riportato che l'opera prima di Lynch sia il film preferito da Stanley Kubrick. Gli estenuanti sacrifici vengono premiati con una meritatissima popolarità: persino George Lucas diviene un suo ammiratore e gli offre l'opportunità di dirigere Il ritorno dello Jedi. La star tuttavia rifiuta, dato che lo sci-fi è già totalmente definito da Lucas. Il 21 giugno 1977 sposa Mary Fisk dalla quale divorzierà l'anno seguente; i due hanno un figlio, Austin Jack.
Nel 1980 arriva la consacrazione definitiva: l'amico e collega Mel Brooks affida a David la direzione del dramma vittoriano The Elephant Man. Il film è la ricostruzione romanzata della vita di John Merrick, un uomo realmente esistito nel tardo Ottocento, orrendamente deformato a causa di una malattia genetica. Questa opera struggente e di eccezionale bellezza, interpretata in modo superbo da Anthony Hopkins e John Hurt, ottiene un enorme successo di pubblico e critica. Nella notte della 52esima edizione degli Academy Awards, The Elephant Man si aggiudica ben otto nomination all'Oscar ma scandalosamente non ne vince neanche uno.
Ciò nonostante, David Lynch diviene un mito, un emblema di inimitabile genialità. È il 1984 quando è dietro la macchina da presa del suo primo film a colori: il flop fantascientifico Dune. A quei tempi Lynch accetta la proposta di De Laurentis di girare questa pellicola, assicurandosi di avere carta bianca per il prossimo lungometraggio. L'opera in questione è l'eccessivo e delirante Velluto Blu, escluso dal Festival di Venezia con l'accusa di pornografia gratuita. Pertanto, l'opera rimane la sua "creatura" più personale e singolare dalle origini.
Durante le riprese, il divo viene incantato dallo charmedi Isabella Rossellini, con la quale ha una relazione. Arriva il 1990 e con esso il paradossale Cuore Selvaggio: presentato al Festival di Cannes, il film tra fischi e polemiche, vince la Palma d'Oro come migliore pellicola, grazie alla forte influenza di Bernardo Bertolucci, presidente della giuria. È in questo periodo che l'eccentrico cineasta genera la sua opera più innovativa fino ad allora: la serie tv I Segreti di Twin Peaks. Questa telepsychonovela di elevata fattura scandalizza e turba il pubblico del piccolo schermo, accaparrandosi numerosi riconoscimenti. Nel 1997 ingaggia Bill Pullman, Patricia Arquette e altre stelle di Hollywood per l'ipnotico Strade Perdute. Due anni dopo invece dirige Richard Farnsworth e Sissy Spacek nel commovente Una storia vera.
Nel 2001 la mente di questo eccelso artista partorisce una delle sue migliori opere in assoluto: Mulholland Drive. Onirico, conturbante, sinistro,ambiguo,estremo,complesso: in una sola parola "lynchiano". Questo thriller racchiude in sé, tutta la sofisticata entità del regista che mediante la straordinaria pellicola si aggiudica la Palma d'Oro per la miglior regia al Festival di Cannes, in ex aequo con L'uomo che non c'era di Joel Coen. Spesso accreditato con il nome di Judas Booth, il divo si sta separando dalla montatrice Mary Sweeney: con lei ha avuto il terzo figlio, Riley. David è un grandissimo fan della band germanica dei Rammstein e per quanto riguarda il cinema, ha sempre amato Luis Buñuel, Werner Herzog, Kubrick e Roman Polanski. Fedele alla sua natura bizzarra e stravagante, Lynch richiede esplicitamente che le edizioni in DVD suoi film non siano divise in "capitoli". Nel 2006 è stato insignito con il Leone D’oro alla carriera, durante la 63ª edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, dove ha presentato la sua ultima, scioccante fatica: Inland Empire - L'impero della Mente.