Figlio di un impiegato e di una casalinga, ha il suo primo approccio con la cinepresa nel 1965, quando il fratello Ridley lo utilizza come attore, con il padre, nella pellicola in 16 mm Boy and Bicycle. Il girato sarà poi inviato al British Film Institute, che finanzierà il fratello maggiore per portarlo a termine e perfezionarlo. Condividendo con lui la forte passione per la settima arte, studia al Royal College of Art di Londra, entrando poi a lavorare nella Ridley Scott Associates, la società di produzione di spot commerciali che il fratello aveva fondato con Ivor Powell, collaboratore agli effetti speciali di 2001: Odissea nello spazio di Kubrick.
Approssimativamente per dieci anni, Tony lavora nel campo della pubblicità sposando, fra l'altro, la dirigente di un'azienda pubblicitaria, Glynis Sanders. I primi contatti veri e propri con il grande schermo, li avremo con due opere inedite: Loving Memory (1969) e il cortometraggio One of the Missing (1971), tratto da un'idea dello scrittore d'orrore Ambrose Bierce. Nel 1976 dirige perfino un episodio della serie francese "Nouvelle de Henry James", insieme a Claude Chabrol e Volker Schlöndorff.
Solo intorno ai quarantanni, sente il desiderio di passare veramente dietro la macchina da presa e così, con il cappellino da baseball costantemente sulla nuca, firma quello che sarà il suo vero debutto hollywoodiano, la pellicola "vampiromosessuale" Miriam si sveglia a mezzanotte (1983), un noir-horror con Catherine Deneuve, David Bowie e Susan Sarandon, che susciterà reazioni negative fra critica e pubblico. Bombardato in prima linea, Scott passerà i successivi due anni a lavorare esclusivamente nel campo pubblicitario, anche perché venne scartato da Hollywood per la regia di pellicole come Starman (1984, che invece passò a John Carpenter).
La sua seconda opportunità gli venne offerta dai produttori Don Simpson e Jerry Bruckheimer che si misero in contatto con lui, a dispetto del film d'esordio, dopo aver un suo spot per la Saab. Gli affidarono, fiduciosi, la regia di Top Gun (1968) che decretò l'ascesa a star dell'attore Tom Cruise e quella di Tony Scott come regista d'azione. Alla pellicola, seguirono una serie di blockbusters come: Beverly Hills Cop II (1987) con Eddie Murphy e Brigitte Nielsen (allora moglie di Sylvester Stallone e con la quale ebbe una liason sul set, tanto da divorziare dalla prima moglie); Giorni di tuono (1990) che sancì la coppia Cruise-Kidman; Allarme rosso (1995) con Denzel Washington e Gene Hackman; Nemico pubblico (1998) con Will Smith e Hackman e uno dei suoi film più belli Man on fire – Il fuoco della vendetta (2004) con Washington e Christopher Walken.
Il cinema di Scott è un cinema elettrico, dal montaggio serrato, arricchito da flashback. Uno stile nervoso che deve tanta immediatezza alla sua formazione pubblicitaria che gli permette di comunicare tensione anche con un solo sguardo. È questo che ne fa un maestro del cinema d'azione.
Torna, quasi sessantenne, con un film fresco e giovanile come Domino (2006), biografia di una delle sue migliori amiche, la cacciatrice di taglie Domino Harvey, che sottolinea ancora la sua grandezza e la potente maestria nel saper descrivere le profonde mutazioni psicologiche, estetiche e generazionali dei suoi personaggi. Firma poi Déja vu – Corsa contro il tempo.
C'è poco da fare, in Tony Scott è ancora ardente il fuoco della passione per il cinema.



