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sabato 24 ottobre 2015

Tutto può cambaire

L'affermazione dell'indipendenza di una ragazza che aveva anteposto la realizzazione artistica del fidanzato alla propria. L'incontro di due anime tradite che realizzando un progetto musicale trovano la forza e l'ispirazione per tornare ad assaporare la vita, ciascuna a modo proprio. Una storia semplice ma non scontata, raccontata fluidamente.Gli attori all'altezza di quanto richiesto dal film ad eccezione della Knightley in versione cantante.

Nota: Segnaliamo la presenza del cantante dei Maroon 5 nel ruolo della bellissima Keira Knightley.

martedì 17 aprile 2012

Quasi amici

La vita ci offre tanto nel suo quotidiano ma a volte la nostra continua incapacità di apprezzarla non ci permette di gustarla quanto merita. Quasi amici è un film che va vissuto, esso ci ricorda l'importanza delle piccole cose,  piccole solo per la loro possibilità di essere continuamente assaporate nel quotidiano. Vivere veramente, senza l'estenuante ricerca della formalità (distacco) nei rapporti, dove un riprovero, uno sguardo o un sorriso fragoroso sono le vere sfumature del piacere.  Una storia vera, ma questo è poco importante essendo la realtà un aspetto sempre presente in questa dolce e incredibilmente avvincente pellicola. La trama da my movies: La vita derelitta di Driss, tra carcere, ricerca di sussidi statali e un rapporto non facile con la famiglia, subisce un'impennata quando, a sorpresa, il miliardario paraplegico Philippe lo sceglie come proprio aiutante personale. Incaricato di stargli sempre accanto per spostarlo, lavarlo, aiutarlo nella fisioterapia e via dicendo Driss non tiene a freno la sua personalità poco austera e contenuta. Diventa così l'elemento perturbatore in un ordine alto borghese fatto di regole e paletti, un portatore sano di vitalità e scurrilità che stringe un legame di sincera amicizia con il suo superiore, cambiandogli in meglio la vita.

venerdì 2 marzo 2012

L'arte di vincere

Lo sport è l'elemento base di questo film,  lo si potrebbe quasi definire un sottofondo con al centro di tutto l'economia, Spendere fa vincere? Chi decide quale giocatore fà la differenza? quale ti fa vincere i campionati? Ormai non è più il campo a deciderlo ma sono sponsor, media e qualche sapientone. Valutare un giocatore in base alla faccia, allo stile elegante di corsa è ciò a cui ormai gli scout americani si affidano. Spendono  e sperperano, non considerando che a volte si tratta di uomini che interpretano lo sport in base al loro modo di essere. La valutazione oggettiva, quindi basata sui numeri, senza guardare il sorriso o l'estetica di un giocatore possono davvero cambiare un sistema ormai corrotto e poco razionale. Questo è un film di sport vero, dove l'aspetto umano potrebbe sembrare defilato, in realtà in questo film il giocatore non vale quanto guadagna ma vale in base a quanto bene fà per la propria squadra. Saper guardare all'essenza, alla passione porta lo sport ad essere quella cosa meravigliosa che noi tifosi adoriamo.
un pò di trama presa da MYmovies Gli Oakland Athletics sono una buona squadra di baseball che però non può competere con i budget stratosferici di squadre come ad esempio i New York Yankees. Quando al termine di una buona stagione il general manager Billy Beane si vede portar via i suoi tre migliori giocatori, la loro sostituzione diventa impossibile, soprattutto con i pochissimi soldi a disposizione. A questo punto però Beane incontra Peter Brand, giovane laureato in economia che gli dimostra come si possa costruire una squadra vincente basandosi sulle statistiche invece che sui nomi altisonanti. Beane abbraccia la filosofia del ragazzo e rifonda la squadra con nomi sconosciuti o apparenti scarti, lasciando basiti tutti i collaboratori degli Oakland Athletics, compreso l'allenatore Art Howe. All'inizio le cose non sembrano funzionare, ma pian piano il "sistema" messo in piedi da Beane Brand comincia a dare frutti insperati… 

lunedì 1 marzo 2010

Invictus


Invincibile, lo può essere un uomo dopo una grande impresa sportiva, ma lo può essere anche un uomo dopo 27 anni anni di duro carcere, ed uscirne con la capacità di perdonare il suo carceratore per il bene del suo paese. Sullo sfondo di un Sud Africa appena uscito dalle elezioni che hanno visto trionfare Nelson Mandela, principale esponente anti-apartheid, ma sempre sull'orlo di una crisi civile. Modiba ( Nelson Mandela) e Francois Pienaar (capitano della nazionale di Rugby sudafricana) saranno i protagonisti di una delle più grandi vittorie sociali che solo lo sport poteva regalare. Clint Eastewood ritorna sul tema del razzismo riscoprendo una delle più brutte pagine della storia e lo fa a suo modo, armato di sensibilità e passione.

"Se io non so cambiare quando le circostanze lo impongono come posso chiedere agli altri di cambiare?"



lunedì 16 marzo 2009

Gran Torino

Clint ha ormai da molti anni effettuato un lento cammino alla scoperta dell'animo umano, in questo suo omaggio approfondisce il problema del razzismo che da sempre ha caratterizzato la storia, ma nell'era della globalizzazione è ormai una ferita in cancrena. In un quartiere nei sobborghi di una grande città  americana convivono diverse etnie come cinesi, messicani ed europei creando ostilità e odio immotivato per il proprio vicino di casa. Le motivazioni sono diverse ma nessuna oggettivamente valida. Nel film si analizza la storia di Walt, pensionato ed ex soldato impegnato nelle campagne coreane, di questa esperienza ha ancora i segni scolpiti nella propria anima. l'unico affetto che permette ti tenere in vita questo vecchio burbero e sboccato vecchio uomo è una macchina fantastica, la Gran Torino, che  non smette mai di curare/coccolare. Delle strane esperienze di vita permetteranno a Walt di conoscere una famiglia "di musi gialli" segnandolo per sempre. Ancora una volta Clint introduce la figura della chiesa o della religioen nei suoi film, in Million dollar baby come in questo, è vista come un intralcio o una figura incapace di guidare perchè priva dell'esperienza di vita giusta per esser vicina ai problemi comuni. Un film che commuove e suscita sensazioni contrastanti ma non lascia mai lo spettatore appassionato e coinvolto. Consigliato: Assolutamente si     CLICCA QUI SE VUOI VEDERE IL FILM 

domenica 22 febbraio 2009

La settima profezia

In questo blog ci si preoccupa di consigliarvi e sconsigliarvi le uscite che il cinema e la videoteche vi propongono, per evitarmi spiacevole sorprese, ma mi piace spesso porre alla vostra attenzione anche film "vecchi" che conservano sempre il loro fascino senza tempo. In  questo caso vi pongo all'attenzione una pellicola con un bel pò di polvere, risalente al 1988 con una Demi Moore giovanissima , che narra con intrigo e passione l'avvento delle sette profezie. Un pò di trama presa da Mymovie...Una giovane donna sta portando a termine la sua gravidanza quando si rende conto, in seguito a una serie di fatti inspiegabili ma inconfutabili, che dovrà sostenere una parte terribile in un futuro molto vicino, dopo che la Terra sarà stata sconvolta da un olocausto che segnerà la sua distruzione. Consigliato SI

lunedì 25 febbraio 2008

Fargo (1996)

Un film di Joel Coen. Con Frances McDormand, Steve Buscemi, William H. Macy, Peter Stormare, Harve Presnell, John Carroll Lynch. Genere Drammatico, colore 97 minuti. - Produzione USA 1996.
Locandina Fargo
Jerry Lundegaard gestisce una concessionaria d'auto e ha un impellente bisogno di denaro liquido. Escogita il rapimento della moglie per ottenere un cospicuo riscatto dal suocero ostile. Ingaggia due crudeli quanto incapaci malviventi che riescono a tramutare il dramma in tragedia. Sarà l'intervento di Marge Gunderson, capo della polizia locale, in avanzato stato di gravidanza, a risolI fratelli Cohen,tornano ai temi cari del loro film d'esordio,"Blood Simple"(l'orrore nel quotidiano),ma attualizzandoli in considerazione dei nuovi avvenimenti nel cinema(Tarantino,Lynch,ecc..).Abili nel dare un tono diverso al solito filone del rapimento e riscatto(mai visto tanto odio verso l'ostaggio,ucciso fuori campo senza un commento,e verso l'odioso maritino)e nel bilanciare umorismo e dramma.Qualche cedimento nel personaggio della poliziotta,golosa e impicciona come il Tenente Colombo.Azzeccata l'ambientazione innevata,che sembra aver ispirato Raimi per il suo "Soldi Sporchi".La McDormand,premiata con l'oscar,era realmente incinta del marito Joel Cohen.Piccola curiosità:nonstante la scritta all'inizio del film,in realtà la storia non è ispirata a nessun fatto di cronaca,come gli stessi registi ammisero in seguito.vere la situazione.

Consigliato assolutamente si

martedì 19 febbraio 2008

Prova a prendermi (2001)


Un film di Steven Spielberg. Con Tom Hanks, Leonardo DiCaprio, Christopher Walken, Martin Sheen, Nathalie Baye, Amy Adams, James Brolin. Genere Commedia.
Locandina Prova a prendermi

Frank W. Abagnale Jr. è il tipico ragazzo americano di buona famiglia degli anni '60. Ma l'improvviso dissesto finanziario del padre e il divorzio dei genitori lo costringono ad andarsene di casa. Ma come sbarcare il lunario? Ad esempio ottenendo una divisa da pilota Pan Am, falsificando assegni della compagnia aerea e comprandosi una macchina marcatrice per alterare i numeri degli stessi. In poco tempo Frank, che cambia identità più velocemente dei propri abiti, diventa una delle priorità dell'Fbi ed in particolare dell'agente Hanratty, esperto in frodi bancarie e come il suo antagonista solo al mondo. Tra i due finirà per crearsi un insolito rapporto filiale. Catch me if you can è senz'altro il miglior titolo dell'ultimo Spielberg. I temi sono quelli caratteristici dell'ultima fase – i rapporti con il padre, la ricerca di una propria identità – ma stavolta il regista decide di divertire e divertirsi, cogliendo il bersaglio. Cast superlativo, regia impeccabile memore tanto della commedia di costume quanto della suspence hitchcockiana, un tono leggero mantenuto per due ore. Peccato che la morale della storia venga diluita negli ultimi, inutili venti minuti. Comunque un ottimo esempio di cinema di entertainment.

Consigliato assolutamente si

lunedì 11 febbraio 2008

Una lunga domenica di passioni

Un film di Jean-Pierre Jeunet. Con Audrey Tautou, Dominique Pinon, Chantal Neuwirth, Gaspard Ulliel, Ticky Holgado, Julie Depardieu, Marion Cotillard, Jodie Foster, Clovis Cornillac. Genere Drammatico, colore 132 minuti. - Produzione Francia 2004.
Locandina Una lunga domenica di passioni
La vicenda è quella della sognatrice Mathilde che non si rassegna alla condanna a morte del fidanzato ucciso dai commilitoni – durante la Ia guerra mondiale – e in maniera ossessiva cerca gli indizi che la conducano a ritrovarlo. Si sposterà dal suo paesino alla scoperta di una Parigi favolosa (rivitalizzata in digitale), con i colori vivaci di Place de l'Opéra e del Trocadero, tra preti che conoscono mezze verità, prostitute vendicative e avvocati che faticano ad essere avidi; tornerà al suo paese in preda allo sconforto, scoprirà un altro indizio e ripartirà per Parigi... è un oscillamento per la verità ripetitivo tanto che non c'interessa veramente sapere se il fidanzato Manech sia vivo o morto. Il film in questione è uno dei capolavori del cinema moderno, un piacevole tuffo nel passato accompagnato da due giovani innamorati che fanno riscoprire al mondo freddo e distaccato di oggi l'unica ragione di vita: l'amore. Cosa dire, scelte ottime, storia stupenda e ben presentata, per niente pesante e così messa a livello dello spettatore che diventa un piacevole tuffo nel passato. Ancora una volta stupefacente L'Amelie del cinema francese per non parlare del giovane Matech... Un vero inno all'Amore che supera ogni ostacolo, che rifiorisce nonostante il freddo di lunghi anni d'attesa, dove la speranza non muore. Un capolavoro da vedere assolutamente per imparare ad non arrendersi mai, come la piccola, grande Matilde.

Consigliato SI


sabato 9 febbraio 2008

Nemico pubblico (1998)

Un film di Tony Scott. Con Jon Voight, Gene Hackman, Jason Robards, Will Smith, Scott Caan. Genere Thriller, colore 130 minuti. - Produzione USA 1
Locandina Nemico pubblico

Giovane avvocato di colore (W. Smith) entra in possesso, per caso e senza saperlo, di una videocassetta che incrimina come mandante di un omicidio politico un alto dirigente (J. Voight) della NSA (National Security Agency), più potente, segreta e costosa della CIA (Central Intelligence Agency). Per neutralizzarlo, gli uomini della NSA “deviata” imbottiscono l'ignaro avvocato di cimici sofisticate, lo diffamano, gli fanno perdere casa, moglie, lavoro, finché, con l'aiuto di un misterioso ex agente (G. Hackman) dei servizi segreti, la vittima parte alla riscossa. Sulla scia di Crimini invisibili (1997), la sceneggiatura di David Marconi è ispirata a un'inchiesta (dicembre 1995) del Baltimore Sun. Sembra un thriller di fantapolitica, ma non lo è: dove non coincide con la realtà del controllo telematico, è verosimile. È forse il miglior film di T. Scott che l'ha diretto ad alta velocità senza risparmiarsi nelle sequenze spettacolari. Il suo vero autore, però, è lo sceneggiatore che nel finale recupera la vicenda sindacale della mafia italoamericana enunciata nell'avvio. G. Hackman entra in scena nell'ultima mezz'ora.

il MORANDINI 2008
di Laura, Luisa e Morando Morandin

giovedì 7 febbraio 2008

Seven (1995)


Locandina Seven

Sette sono i peccati capitali e sette sono gli omicidi che un assassino psicopatico programma, corredati da torture efferate. Comincia con la gola e l'avarizia, continua con l'accidia. L'ultimo è la lussuria, ma l'intervento di due investigatori, uno anziano e nero, uno giovane e bianco, lo obbliga a modificare il piano. Tra i tanti meriti della sceneggiatura di Andrew Kevin Walker c'è anche quello di aver modificato gli stereotipi della coppia bianco-nero approfondendo i personaggi a livello psicologico e legandoli ai temi principali del : la presenza del Male nel mondo e l'indifferenza di fronte alla caduta dei valori. Un film dal taglio espressionista (fotografia di Darius Khondji; musica di Howard Shore), ambientato in una città senza nome, ricco di citazioni letterarie che ne sono la minacciosa struttura, senza una scena di violenza di cui sono visibili soltanto le conseguenze. Un bel cast in cui si distingue K. Spacey nel tragico epilogo.

BY il Morandini

I segreti di Brokebeck Mountain (2005)


Locandina I segreti di Brokeback Mountain

Un film di Ang Lee. Con Jake Gyllenhaal, Heath Ledger, Michelle Williams, Anne Hathaway, Randy Quaid, Linda Cardellini, Anna Faris, Scott Michael Campbell, Kate Mara, Cheyenne Hill, Brooklynn Proulx, Tom Carey. Genere Drammatico, colore 134 minuti. - Produzione USA 2005.
Ispirato da un racconto di Annie Proulx Siamo negli anni sessanta. Ennis e Jack, devono trasferire un gregge su un pascolo di montagna, quel Brokeback del titolo. E lì, fra i monti, in solitudine nasce la loro storia d'amore, che riprenderà ciclicamente per molti anni. Nel frattempo i due vivranno, parallelamente, una sorta di vita normale.Fil altamente rischioso ma raccontantato con tale talento da sembrare tutto cosi normale e perfettamente coerente. Una storia così esplicita e diretta senza mezzi termini riesco solo ad emozionare ridimensinando oltre che l'icona macho man del cowboy americano ma forse tutto ciò che ci circonda. Ang Lee stupisce in tutto, oltre che per i film in se anche perchè, è difficile immaginare un regista che ha realizzato pellicole di dubio gusto come hulk e la foresta dei pugnali volanti, sia dietro a tutto questo capolavoro. Montagne incantate e paesaggi sperduti fanno da cornice a una storia d'amore come tutte le altre, fatta di giochi di seduzioni e voglia di dolcezza rubate quando solo la natura può guardare i due protagonisti assolutamente a loro agio in questi panni.

Consigliato assolutamente si

Match Point (2005)


Locandina Match Point
Un film di Woody Allen. Con Scarlett Johansson, Jonathan Rhys-Meyers, Brian Cox, Emily Mortimer, Matthew Goode, Penelope Wilton. Genere Drammatico, colore 124 minuti. - Produzione USA, Gran Bretagna 2005.

Chris Wilton è un tennista che ha rinunciato alla sua carriera e ora fa il maestro di tennis a Londra in un club di alto livello. Qui conosce il ricco Tom Hewett e sua sorella Chloe che si innamora subito di lui e del suo apparente interesse per la cultura. Il ricco padre dei due lo inserisce nella sua attività finanziaria e il matrimonio tra Chris e Chloe si avvicina. Ma Chris, che ha conosciuto la fidanzata di Tom (l'aspirante attrice americana Nola) e ne è rimasto irrimediabilmente attratto, quando la reincontra libera dal legame con il quasi cognato inizia con lei una relazione basata sulla passione. Il matrimonio avviene e Chloe desidera a tutti costi la maternità. A rimanere incinta è invece Nola che vuole che Chris lasci la moglie. Incapace di resistere alla pressione Chris escogita una via di fuga.
Non è bene raccontare altro del più articolato e fluido dei Film recenti di Allen. Una incredibile evoluzione del regista americano che sorprendente,mente abbandona alcuni steriotipi che lo hanno accompagnatomato in questi anni da regista e da attore. La sua presenza in questo film si limita solo dietro la macchina da presa permettendogli di raccontare alla e un film dalla doppia personalita, descrittivo e biutifulliano la prima, graffiante e antimoralista la seconda. P la descrizione dei personaggi, dove nulla e sottovalutato nonostante i quattro attori principali si possano suddividere in ricchi e arrampicatori sociali. Il film è una lezione di come il bene non vinca sempre sul male e di come la nostra vita è segnata da dettagli all'apparenza insignificanti. L'abilità di Woody è di raccontare tutto questo come una partita di tennis, con una iniziale di studio con i ritmi che pian piano si alzano, ma solo il destino e un pizzico di fortuna (cme uan aplla che rimbanza sulla rete, ma solo fattori a noi sconosciuti decideranno da quale lato cadere) permetteranno l'esito della stessa. Tutto questo viene raccontato con delle musiche non cantate che cullano e inglobano lo spettatore accompagnadolo per mano fino al macht point. Indimenticabile..

Consigliato assolutamente SI






Il vento fa il suo giro

Un film di Giorgio Diritti. Con Thierry Toscan, Alessandra Agosti, Dario Anghilante, Giovanni Foresti. Genere Drammatico, colore 110 minuti. - Produzione Italia 2005.

Girato interamente nelle valli occitane del Piemonte, un ex professore decide di trasferirsi con tutta la sua famiglia – una moglie e tre figli - in un paesino di poche anime, sulle montagne, per poter vivere secondo natura. Nella diffidenza generale, Philippe e sua moglie vivono di pastorizia, cercando di raggiungere quel difficile equilibrio con le cose del mondo e con gli anziani abitanti del posto.
Il film di Giorgio Diritti vale almeno quattro stelle (su cinque). Una per il coraggio, due per le difficoltà della distribuzione (il film fa la spola fra una sala e l'altra di Italia, dove il mercato non sembra accorgersene, mentre all'estero ha fatto incetta di premi e riconoscimenti), la terza per la prova corale di tutti gli attori, bravissimi e non professionisti (eccezion fatta per Thierry Toscan e Alessandra Agosti), la quarta per risarcirlo moralmente di tutto ciò che ha subito e per tutto ciò che subirà, nella cecità dei nostri critici e dei nostri speculatori culturali. Tre aggettivi per descriverlo? Genuino, inaspettato, meraviglioso. Come le anime salve che descrive, uomini in cerca di un senso che l'esistenza stessa allontana ogni giorno di più.

By Mymovie


mercoledì 6 febbraio 2008

Tutto su mia madre (1999)

 Un film di Pedro Almodóvar. Con Penelope Cruz, Cecilia Roth,              
Marisa Peredes, Candela Peña, Antonia San Juan, Rosa María Sardá, Fernando Fernán Gómez. Genere Drammatico, colore 105 minuti. - Produzione Spagna 1999.

Madrid: Manuela ha un figlio di diciassette anni che muore travolto dalla macchina su cui viaggia una famosa attrice impegnata nella pièce Un tram che si chiama desiderio. Manuela decide di trovare il padre del ragazzo che vive a Barcellona ed è diventato Lola, un travestito. La donna incontra Agrado, altro travestito, che fa la vita, conosce anche l'attrice indiretta responsabile della morte del figlio. Alla fine Manuela, che aveva esperienza di palcoscenico, reciterà nel Tram. Nel frattempo ecco una suora incinta (anche lei di Lola), e un paio di uomini assolutamente idioti e sessualmente confusi. Variabile straordinaria, di Almodovar. Il suo miglior film, completo e consapevole. Una volta accettato il mondo di Almodovar, che è assolutamente incapace di concepire la normalità soprattutto quella sessuale, il film è uno straordinario manifesto di fantasia, dolcezza, soprattutto umanità. E di pittura. Il regista va dritto per la propria strada, estremizza tutto per esperimere la sua tesi. Successo di pubblico e di critica. Vincitore dell' Oscar come miglior film straniero

Parla con lei (2002)


Un film di Pedro Almodóvar. Con Leonor Waitling, Javier Cámara, Rosario Flores, Darío Grandinetti, Paz Vega, Elena Anaya. Genere Drammatico, colore 112 minuti. - Produzione Spagna 2002.

Marco è un giornalista specialista in guide turistiche, Benigno un infermiere generoso, perfetto. Quest'ultimo da quattro anni si prende cura di Alicia, (ex) ballerina, in coma. Marco ha una relazione con Lidya, torera, che ben presto raggiunge Alicia nello stesso ospedale, ridotta a sua volta in coma. Benigno parla con la sua paziente come se fosse cosciente, le racconta tutto, vita quotidiana, pensieri, spettacoli. Marco, meno fantasioso, si limita a guardare piangendo. Benigno (mai avute donne, forse gay), gli insegna a "parlare con lei", appunto. Il film prende sentieri imprevedibili, sconcertanti, allarmanti. Alicia (le cui funzioni vitali sono comunque integre) viene scoperta incinta. Il "colpevole" è naturalmente Benigno, che finisce in prigione. Marco, sempre più coinvolto, lo sostiene a oltranza. Miracolosamente Alicia, il cui bimbo è morto subito, esce dal coma, ma Benigno non dovrà mai saperlo, così l'infelice infermiere si suicida. Il caso (un balletto), vuole che Alicia e Marco si incontrino. Premesse e sguardi sono dolci e promettenti, ci saranno sviluppi.
E'un film che parla d'amore e della potenza delle parole come espressioni di desideri e terapia contro la morte.L'amore in questo film è completa dedizione al corpo e al cervello dell'altro, come venerazione, un'amore che si sviluppa attraversoil completo annullamento di se'e un divenire l'oggetto della propria ossessione.Il tutto si svolge contornato dal teatro, metafora delle bugie che i personaggi rifilano principalmente a loro stessi per rendere la vita più meritevole di essere vissuta.La vita di quattro persone vissuta sull'orlo dell'abisso; le loro azioni non sono classificabili come del tutto buone o del tutto cattive.Marco e Benigno sono i pali di un'amicizia virile non priva di tenerezza. L'ambiguità e' impalpabile, sussurrata, si insinua nelle conversazioni e subito si dilegua. La relazione che forse inizia nel finale è il frutto dell'assimilazione dei desideri dell'altro e quindi diventa un doppio atto d'amore. Grandissima poesia
MYmovies

Crash - Contatto fisico (2004)

Locandina Crash - Contatto fisico
Un film di Paul Haggis. Con Sandra Bullock, Don Cheadle, Matt Dillon, Jennifer Esposito, William Fichtner, Brendan Fraser, Terrence Howard, Thandie Newton, Ryan Phillippe, Larenz Tate, Tony Danza, Keith David, Shaun Toub, Loretta Devine, Daniel Dae Kim, Michael Peña, Beverly Todd. Genere Drammatico, colore 113 minuti. -

Visto che Robert Altman è preso una vacanza dopo gli ultimi, deludenti film realizzati, a raccogliere il testimone del genere "pellicola corale impregnata di pessimismo diffuso", ci pensa lo sceneggiatore dello splendido Million Dolla Baby, Paul Haggis, qui anche nelle vesti di , che ci racconta, in una pellicola appassionante e vibrante, le vite di numerosi personaggi in cerca d'autore, alle prese con i problemi di tutti i giorni, dovuti all'ignoranza, al razzismo, alla ostentata misantropia che uno dei protagonisti ritiene causa principale del dissesto di una Los Angeles cupa e oscura, spettro di un paese, l'America, il cui sogno pare essere svanito nel nulla. Eccezionale il cast: è davvero difficile decidere quale dei numerosi attori di talento emerga rispetto agli altri. Triste, pessimista, a volte persino senza speranza, Crash mostra in maniera evidente il grande paradosso del mondo contemporaneo: abbiamo tantissimi strumenti per comunicare, ma non ne utilizziamo nessuno e, soli, sprofondiamo nell'abisso. Un film a volte brutale, ma allo stesso tempo pudico ed etico, da vedere, pensare e ripensare.

Nella valle di Elah (2007)


Un film di Poul Haggis. Con Tommy Lee Jones, Charlize Theron, James Franco, Susan Sarandon, Jonathan Tucker, Frances Fisher, Jason Patric, Josh Brolin, Wes Chatman, Mehcad Brooks, Victor Wolf. Genere Drammatico, colore 124 minuti. - Produzione USA 2007. - Distribuzione Mikado
Locandina Nella valle di Elah



Hank Deerfield (l'imperturbabile Tommy lee Jones), un veterano del Vietnam maniaco dell'ordine e patriota devoto, parte alle ricerca del figlio Mike, tornato dall'Iraq da appena una settimana e misteriosamente scomparso. Dopo le prime infruttifere ricerche – e grazie all'aiuto dell'ispettore Emily Sanders (la perfetta Charlize Theron), vessata dai colleghi e costretta a occuparsi di piccoli casi irrisolti - il cadavere del giovane soldato viene ritrovato in una zona militare, fatto brutalmente a pezzi e con segni visibili di bruciature.
L'universo della famiglia Deerfield cade a pezzi, punito per la seconda volta con la scomparsa di un figlio, scardinando le convinzioni etiche e morali dell'orgoglioso militare in pensione, convinzioni che iniziano a vacillare mano a mano che la verità sull'efferato delitto salta fuori. Un film imperdibile la cui costruzione narrativa non presenta nessuna smagliatura: intreccio, pathos, citazioni bibliche ma senza mai scadere nella retorica e nella commozione facile. Scene forti ma non gratuite, buoni sentimenti ma non falsi moralismi, verità scomode senza indugiare negli intenti e nelle riprese. Molto forte, più che intenso, forse a tratti un pò lento nella complessa fragilità del soggetto e nel lungo dispiegarsi della trama, ma un film coraggioso con un cast convincente..Riflessioni a 360 gradi, micro e macrocosmi a confronto: ..l'uomo e il mondo...la pace e la guerra, un padre e un figlio...l'atrocità e il non senso della guerra...un grido d'aiuto da un paese senza voce...la perversa onestà dei lavori sporchi...che imperversa e beffeggia l'ipocrisia del sogno americano... ......un film che ti porti a casa...con il pensiero che la perfezione non è di questo mondo....una pellicola che rende onore per una volta alla dicitura 'ispirato a fatti realmente accaduti'....un film Sulla guerra e non Di guerra...un film che non vuole essere altro da sè: non è documentaristico, non è un reportage, non fa comunicazione politica, tocca semplicemente le corde dell'anima, ti scuote dal torpore mediatico e dall'assuefazione alla assurda normalità della guerra e della violenza.. Scioccante e vibrante. Da rivedere


Consigliato SI

mercoledì 30 gennaio 2008

Oldboy (2003)

Locandina Oldboy
Dalla Corea un film teso, duro visionario che è piaciuto molto a Tarantino, che lo ha premiato a Cannes 2004, dove era presidente. Forse perché, come dice Chan-wook, questo è il film che Tarantino sognava di fare.

Un film di Park Chan-wook. Con Choi Min-sik, Yoo Ji-tae, Gang Hye-jung, Ji Dae-han. Genere Drammatico, colore 119 minuti. - Produzione Corea del sud 2003.



Probabilmente destinata come ogni altra ad incanalarsi presto nella canonizzazione e nell'isterilimento, la cinematografia sudcoreana vive però nei primi anni del nuovo millennio un periodo di fulgore che non è dato trascurare. A futura memoria resterà di sicuro Old boy, gioiello nero vincitore di premi un po' ovunque. È la storia di Dae-su, imprigionato per 15 anni senza sapere perché, e della sua implacabile vendetta una volta libero. Non dovrà cercare lontano, perché il suo persecutore non ha ancora chiuso la partita. L'appena conosciuta e subito amata Mi-do lo accompagnerà alla ricerca della rivincita e, più ancora, del motivo della sua prigionia.
Un film che non ha né un soggetto né uno stile originali più di tanto, ma che nel suo incedere crudo, lacerante, inesorabile verso il suo senso profondo, finisce per portare soggetto e stile a livelli che hanno pochi eguali in questi anni, in Oriente come in Occidente. Al tempo stesso intimista e spettacolare, il film di Park Chan-wook parla per sé, e costringerà i supposti "maestri" del noir contemporaneo ad inghiottire bolo amaro: mentre questi ultimi posizionano i loro soldatini di plastica per verificare complesse strategie filmiche, Dae-su si fa strada a martellate nei cuori del pubblico


La leggenda del pianista sull'oceano (1998)

Un film di Giuseppe Tornatore. Con Bill Nunn, Tim Roth, Pruitt Taylor Vince, Nicola Di Pinto, Gabriele Lavia, Anita Zagaria, Luis Molteni, Adriano Wajskol, Melanie Thierry, Peter Vaughan. Genere Drammatico, colore 165 minuti. - Produzione Italia 1998.

Un capolavoro. Senza dubbio è il termine che più si addice al film realizzato da Giuseppe Tornatore. Eravamo abituati a ottimi film da parte del regista, ma questo li supera tutti. Non è stato premiato con molti oscar semplicemente perchè difficilmente l'Accademy privilegia registi d'oltre confine. Avrebbe dovuto avere gli stessi attestati di stima che ha avuto Benigni con La Vita è Bella, ma solo perchè parla di una storia semplice e intriseca di poesia è stato snobbato, ricevendo solo un contentino. La leggenda del pianista sull'Oceano tratta la cruda realtà dell'emigrazione verso la "terra promessa" che per tutti i passeggeri risulta un viaggio ricco di speranza che si conclude con l'avvistamento della fiaccola della statua della libertà ma per molti, forse uno solo, questo viaggio è solo vita. Lui, un grande Tim Roth, che non vuole far altro che vivere, lavorare e morire nella sua casa: la nave, tanto da non riuscire a scendere neanche una volta da quella nave per visitare la terra ferma. Di contro gli immigrati che ad ogni viaggio esprimono felicità sul trasferimento verso altri luoghi, dove porteranno folclore, costume e cultura, ma dai quali difficilmente un giorno potranno andar via per tornare a casa propria. Tornatore ci mette anche grande lirica: come il concerto tra le onde di T.D. Boodman Lemon 900, dove la straordinaria combinazioni di immagini musica non vi permetterà in alcun modo di rimanere indifferenti, facendovi rabbrividire ad ogni nota . Non manca l'ironia che spezza piacevolmente la trama lunga, ma mai appesantita., ed è questo che sbalordisce, il film non annoia mai districandosi su una molteplicità di argomenti come musica, amore, speranza e paternità . Tornatore ha sicuramente scritto una pagina di storia permettendo ancora una volta di dimostrare al mondo che la poesia è ancora prerogativa del popolo italiano, ricordando che per creare la magia non c'è bisogno di bigottismo e lustrini. ma solo della realtà, quindi della sua volgarità che la caratterizza, mista solo a un pò di follia.


NON LO CONSIGLIO MA VE LO ORDINO