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lunedì 1 marzo 2010

Invictus


Invincibile, lo può essere un uomo dopo una grande impresa sportiva, ma lo può essere anche un uomo dopo 27 anni anni di duro carcere, ed uscirne con la capacità di perdonare il suo carceratore per il bene del suo paese. Sullo sfondo di un Sud Africa appena uscito dalle elezioni che hanno visto trionfare Nelson Mandela, principale esponente anti-apartheid, ma sempre sull'orlo di una crisi civile. Modiba ( Nelson Mandela) e Francois Pienaar (capitano della nazionale di Rugby sudafricana) saranno i protagonisti di una delle più grandi vittorie sociali che solo lo sport poteva regalare. Clint Eastewood ritorna sul tema del razzismo riscoprendo una delle più brutte pagine della storia e lo fa a suo modo, armato di sensibilità e passione.

"Se io non so cambiare quando le circostanze lo impongono come posso chiedere agli altri di cambiare?"



lunedì 16 marzo 2009

Gran Torino

Clint ha ormai da molti anni effettuato un lento cammino alla scoperta dell'animo umano, in questo suo omaggio approfondisce il problema del razzismo che da sempre ha caratterizzato la storia, ma nell'era della globalizzazione è ormai una ferita in cancrena. In un quartiere nei sobborghi di una grande città  americana convivono diverse etnie come cinesi, messicani ed europei creando ostilità e odio immotivato per il proprio vicino di casa. Le motivazioni sono diverse ma nessuna oggettivamente valida. Nel film si analizza la storia di Walt, pensionato ed ex soldato impegnato nelle campagne coreane, di questa esperienza ha ancora i segni scolpiti nella propria anima. l'unico affetto che permette ti tenere in vita questo vecchio burbero e sboccato vecchio uomo è una macchina fantastica, la Gran Torino, che  non smette mai di curare/coccolare. Delle strane esperienze di vita permetteranno a Walt di conoscere una famiglia "di musi gialli" segnandolo per sempre. Ancora una volta Clint introduce la figura della chiesa o della religioen nei suoi film, in Million dollar baby come in questo, è vista come un intralcio o una figura incapace di guidare perchè priva dell'esperienza di vita giusta per esser vicina ai problemi comuni. Un film che commuove e suscita sensazioni contrastanti ma non lascia mai lo spettatore appassionato e coinvolto. Consigliato: Assolutamente si     CLICCA QUI SE VUOI VEDERE IL FILM 

mercoledì 25 febbraio 2009

Lettere Da Iwo Jima

In un modo radicalmente diverso Eastwood si immerge in una lettura insolita di una delle tante pagine sanguinose del Secondo Conflitto Mondiale. Allo spettatore spetta il ruolo insolito di mettersi nei panni del "nemico", in un ribaltamento dei soliti schemi convenzionali, tipici dei film di guerra. In effetti, il lavoro di Eastwood lo si può definire più che altro un monito alle letture superficiali degli eventi, e lancia un segnale chiaro e mai assolutamente retorico sull'inutilità e le barbarie che ogni conflitto porta inevitabilmente con se. Il film viaggia lento come una barca in un mare piatto, questo permette una attenta analisi dei personaggi  e di tutto quello che li spinge a lottare per la patria e a volte a morire per essa e per il proprio onore. Clint in maniera indieretta mette  a fuoco questo aspetto fanatico a cui l'uomo viene portato mettendone in risalto soprattutto i lati negativi, e incoraggiando sempre l'importanza della vita e dei suoi valori piu veri che non sono onore e fanatismo, ma principalmente amore uguaglianza e rispetto. 

sabato 15 novembre 2008

Changeling


In questo mio blog voglio far sorgere una mozione per proporre la santificazione  di Clint Eastwood. Il regista di Million dollar baby o lettera da Iwo Jima  propone ancora una volta una pellicola capace di far discutere  e appassionare sotto un unico comun denominatore, quello di  sorprendere. Changeling, che vede come protagonista una profonda e credibile Angelina Joly, narra del presunto rapimento del figlio di una madre singl, ma che con l'aiuto della polizia dopo solo 5 mesi riuscirà a ritrovare il  proprio bambino. Cosa succederebbe se all'incontro la bella e dolce madre non riconosce il ragazzino come il proprio figlio?. Ora collocate il tutto nel 1927 dove DNA o qualsiasi tipo di tecnologia non è lontanamente pensabile e le persone per seguire la notte degli Oscar devono seguirla alla radio, dove la polizia è corrotta e sporca, pronta a tutto per detenere il proprio potere sul popolo, ecco ne verrà un film tratto da una storia vera che riuscirà a riempirvi il cuore e stringere i pugni per fiancheggiare le singolari, quanto inqietanti, vicissitudini che intrecceranno la straordinaria storia di questa donna coraggio. Consigliato assolutamente si

martedì 5 febbraio 2008

clint eastwood

Clint Eastwood

È stato Clint Eastwood a ispirare ai Gorillaz il loro singolo più famoso: "Clint Eastwood" (per l'appunto). Perché hanno scelto lui? Perché questo attore californiano è un imperdibile e leggendario mito di Hollywood, ma ancora di più perché è un regista che ha saputo rubare, dietro la macchina cinema, le emozioni della quotidianità interrotta dal destino e/o dalla violenza di altri uomini, diffondendola e poi amplificandola in qualcosa che va aldilà della stessa scena di un film. Una delle icone del macho dello star system, occhi di ghiaccio e lineamenti che sembrano scolpiti nella pietra, considerato una vera e propria leggenda vivente, Clint Eastwood è un uomo della polvere, ovverosia uno di quegli individui che hanno incarnato il prototipo di quei personaggi che si scontrano con l'aridità del mondo circostante, pur non rinunciando alla propria sensibilità.
Nato nel 1930 a San Francisco, figlio di un operaio in una fabbrica di acciaio e di una casalinga, Eastwood ha studiato scienze economiche al Los Angeles College, poi si è arruolato come soldato nella United States Army. Non alieno alle avventure, durante un volo da Seattle alla base di Fort Ord, mentre esplodeva invece la guerra di Corea (anni Cinquanta), il portellone del bombardiere dentro il quale viaggiava si spalancò all'improvviso, con il rischio di risucchiarlo fuori. Clint Eastwood, senza perdere la calma nonostante la situazione da panico, trancia un pezzo di cavo dell'interfono e lo trasforma in un piccolo lazzo, con il quale aggancia la maniglia e riesce faticosamente a richiudere la porta, anche se nel frattempo l'aereo perde quota e precipita in mare… Ma il non-ancora-attore non muore, esce dall'aereo vivo per miracolo e raggiunge a nuoto il faro di Port Reyes, coperto dalla nebbia. Più che convito che la carriera militare non fa al caso suo, si impegna in svariati lavori prima di intraprendere quello di attore: da boscaiolo in una segheria a guardiano notturno, da bagnino a conducente di camion e poi impiegato amministrativo, pianista e addirittura trombettista jazz.
Incoraggiato da due suoi compagni d'armi, gli attori David Janssen e Martin Milner, a fare un provino per la Universal, nel 1954, firma da subito un contratto da 75 dollari a settimana per 40 settimane. Comincia così a lavorare in b-movie horror come La vendetta del mostro di Jack Arnold e Tarantola, anche se, nel frattempo, si aggiudica in modo del tutto casuale (era stato notato da un dirigente mentre era andato a trovare un suo amico negli studi della CBS) la parte del cowboy Rowdy Yates protagonista del telefilm Rawhide (1958-59).
Due sono i registi che consacreranno il suo volto spigoloso e aspro alla gloria: l'italiano Sergio Leone che ne farà suo idolo nel genere degli spaghetti-western e l'americano Don Siegel che immortalerà la sua smorfia da duro. Per il primo, Eastwood indosserà sempre lo stesso poncho senza mai lavarlo in ben tre pellicole: Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più e Il buono, il brutto, il cattivo. Mentre per il secondo, avrà lo sguardo tagliente e le labbra sottili dei cowboy metropolitani de: L'uomo dalla cravatta di cuoio, La notte brava del soldato Jonathan, Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo! – poi seguito da una lunga fila di sequel anche diretti dallo stesso Eastwood – e Fuga da Alcatraz.
Nel 1966 doveva essere Two-Faces nella serie tv Batman con Adam West, ma lo show fu cancellato e il fisico asciutto e scattante di Eastwood vennero utilizzati in war-movies come Dove osano le aquile e I guerrieri di Brian G. Hutton, il western Impiccalo più alto e il quasi musical La ballata della città senza nome di Joshua Logan. Con i guadagni, fonda la sua casa di produzione, la Malpaso Productions che gli permetterà di realizzare uno dei suoi più grandi sogni, quello di diventare produttore e regista.
Inizia nel 1971 dirigendo il documentario breve The Beguiled: The Storyteller, poi si lancia nel suo primo film a soggetto, il thriller Brivido nella notte che però non ha un grande successo. La recitazione di Eastwood, così come il suo modo di dirigere un film, è essenziale, istintivo, difficilmente calcolato, tanto da essere lungamente criticato anche per gli altri film a venire e da lui diretti (Lo straniero senza nome, Assassinio sull'Eiger, Il texano dagli occhi di ghiaccio, Bronco Billy e Firefox volpe di fuoco.
Negli anni a venire si distinguerà enormemente come attore nelle mani di John Sturges e soprattutto in quelle di Michael Cimino che nel 1974 lo affiancherà a Jeff Bridges in Una calibro 20 per lo specialista. Poi, in eterna competizione con Burt Reynolds per chi dei due dovesse avere il ruolo più maschio nel cinema americano, finisce per lavorare con il suo rivale in Per piacere… non salvarmi più la vita di Richard Benjamin. Intraprenderà anche la carriera politica diventando sindaco della città di Carmel-by-the-Sea, in California, ma disgraziatamente, con l'arrivo degli anni Novanta, si fa sempre più vicina l'eclissi della sua fama. Per salvarsi, Eastwood prende la decisione di non essere diretto più da alcun regista, fuorché se stesso (eccezion fatta per Wolfgang Petersen in Nel centro del mirino). Sono gli anni dell'accorato ritratto jazz di Bird con Forest Whitaker - pellicola che gli farà vincere il Golden Globe come miglior regista -, quelli de La recluta con l'astro nascente Martin Sheen, e soprattutto del magnifico e sorprendente Cacciatore bianco, cuore nero, biografia del regista John Huston.
I primi a scoprire e ad apprezzare la sua filmografia come regista sono gli europei che lo consacrano ufficialmente come uno dei più formidabili registi americani. L'America ha così un brusco sobbalzo e, dopo averlo criticato fino a disintegrarlo, passa a tesserne le lodi. Palpitante e commovente nelle inquadrature, spicca sempre qualcosa di spiritualmente denso nei suoi lungometraggi anche grazie alle sceneggiature perfette e alla particolare importanza data alla musica che accompagna le immagini riprese sempre nitidamente. Gli spietati è il suo capolavoro. Un western che gli fa guadagnare l'Oscar come miglior regia e film e la nomination come miglior attore protagonista.
Un successo che lo riporta a confermare la scelta di essere un narratore. Dirige Kevin Costner e Laura Dern in Un mondo perfetto, Meryl Streep nel romantico I ponti di Madison County, e poi tanti altri grandissimi attori in Mezzanotte nel giardino del bene e del male, Fino a prova contraria, Debito di sangue e Space Cowboys. Presidente della Giuria del Festival di Cannes nel 1994, Premio alla Carriera riservatogli dall'Academy nel 1995, nonché César alla Carriera nel 1998, Clint Eastwood si afferma come un Autore con la A maiuscola. Padre di otto figli (molti dei quali attori), sposato per ben due volte, fra l'altro con relazioni e convivenze alle spalle di molte compagne di set, appassionato di golf e proprietario di un ranch, nonostante uno dei riconoscimenti più ambiti (il Leone d'Oro alla Carriera al Festival di Venezia nel 2000), continua a lavorare imperterrito nel cinema e sforna alcuni dei suoi film più belli e autentici: Mystic River che gli farà piovere una valanga di nomination Oscar e una serie di premi internazionali sulla testa, ma soprattutto uno dei suoi film più belli Million Dollar Baby. Storia di un allenatore disilluso di boxe che porta sul ring una cameriera in cerca di riscatto e che gli frutterà ben 4 Oscar, fra cui film e regia. Cercherà di replicare con i film bellici Flags of Our Fathers (2007) e Lettere da Iwo Jima (2007), che raccontano la battaglia di Iwo Jima dal punto di vista americano e da quello giapponese, riuscendo però a ottenere solo le nominations come miglior film e miglior regia per il secondo.
Produttore, attore e regista, Clint Eastwood dimostra l'innata capacità di catturare l'attimo fuggente, quasi senza far capacitare lo spettatore del fatto che è pur sempre un'inquadratura quella che si sta guardando. I film di Eastwood hanno l'abilità di essere così veri da rendere il cinema un allungamento del nostro mondo, dei nostri occhi, dei nostri pensieri. Non è nella pellicola che si registrano suoni ed immagini, ma è nel nostro cuore. Non si tirano fuori i dialoghi di un film, ma le nostre viscere che fuoriescono dopo uno sparo dell'uomo della polvere.

I ponti di madison country (1995)

Locandina I ponti di Madison County
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Un film di Clint Eastwood. Con Clint Eastwood, Meryl Streep, Annie Corley, Victor Slezak. Genere Sentimentale, colore 135 minuti. - Produzione USA 1995.

Nel caldo torrido dello Iowa dell'estate del 1965, Robert Kincaid, fotografo di mezza età del National Geographic, giunge a una vecchia fattoria in mezzo ai campi per chiedere indicazioni sui ponti di Madison County, che egli dovrà fotografare. Conosce così Francesca Johnson, donna di casa e madre di due figli, una quarantenne italiana un po' dimessa e rassegnata. Complice l'assenza del marito e dei figli, partiti per una fiera del bestiame, i due fanno amicizia e in breve il loro incontro si trasforma in un'autentica e profonda passione. Ma la loro intensa storia d'amore con il ritorno della famiglia giunge a un bivio: seguire le ragioni del cuore o restare ancorati alle proprie responsabilità e agli affetti ormai consolidati. Abbandonata da tempo la 44 magnum, Clint Eastwood dà prova, qui nel doppio ruolo di regista-attore, di sensibilità, eleganza e stile nel trasporre sullo schermo l'omonimo romanzo di Robert James Walker, duettando romanticamente con Meryl Streep e probabilmente anche fuori dal set, come hanno fatto intendere le cronache pettegole di hollywood




Consigliato si

domenica 16 dicembre 2007

A million dollar baby (2004)


Un film di Clint Eastwood. Con Clint Eastwood , Hilary Swank, Morgan Freeman, Mike Colter, Lucia Rijker, Brian F. O'Byrne, Anthony Mackie, Margo Martindale, Riki Lindhome, Michael Peña, Benito Martinez, Bruce MacVittie, David Powledge. Genere Drammatico, colore 137 minuti. - Produzione USA 2004.


La ragazza da un milione di dollari è un opera sublime del regista controcorrente Clint Eastwood, che con abile furbizia riesce a produrre un film che sembra essere la solita storia sulla boxe ma poi spiazza il pubblico facendolo incollare alla sedia, intraprendendo la tortuosa strada dell'eutanasia. Uno dei punti forti del film è la straordinaria combinazione dei tre personaggi, interpretati da Clint Eastwood, Hilary Swank e Morgan Freeman che fondono mirabilmente i loro stili di recitazione commuovendoci senza mai colpi bassi e lasciando trasparire l'anima e le profonde angosce dei personaggi. Il film è di quelli che commuovono e lasciano un segno profondo tormentando lo spettatore, anche dopo lo stesso film, di cosa voglia dire "morire lentamente" e se l'autanasia sia o meno un gesto di straordinaria generosità. Una curiosità che può piacere a voi maniaci, è che la Swank ha dovuto mettere 7 km di massa muscolare comportando sveglie mattutine per pasti calorici e allenamenti massacranti, ma tutto ciò ha permesso alla brava attrice di ricevere l'oscar per questa interpretazione. La trama......Million Dollar Baby", un titolo che poteva suscitare qualche timore, è una delle prove più convincenti di questo californiano pacato e lungimirante. Ispirato ai racconti dello scomparso F.X.Toole, il film mostra la trentenne Maggie Fitzgerald (Hilary Swank) irrompere nella vita dell'anziano manager di pugilato Frankie Dunn (Clint Eastwood), un uomo senza illusioni, ma privo di rancori. L'energia vitale della donna riesce a contagiare il riluttante Frankie, visto che la giovane vuole ad ogni costo diventare campionessa di pugilato. Non più tanto giovane per quello sport violento, Maggie ha una spinta interiore capace di travolgere ogni resistenza. Frankie vede in lei, pur senza ammetterlo, la figlia che non vede ormai da troppi anni. Inizia così il loro sodalizio, che comprende la totale dedizione della donna per quell'uomo che sembra essere l'ultimo legame tra lei ed il resto dell'umanità. Anche il vecchio ex-pugile Scrap (Morgan Freeman), che è diviso tra amicizia e risentimento per Frankie, si unisce al progetto di trasformare la ragazza in un pugile di qualità, in un lasso di tempo proibitivo.