Romanzo epistolare imperniato sull'amore tra due sorelle di colore e sui loro differenti destini dal 1908 al 1937. Dalla brutale negritudine dell'adolescenza all'emancipazione dell'età adulta. Tratto dal forte e pluripremiato romanzo (1981) di Alice Walker, premio Pulitzer 1983. S. Spielberg ha rischiarato la torva materia epica del romanzo con i colori romantici dell'elegia, smussando le tinte e attenuando i passaggi spinti. Carico d'emozioni, figurativamente sontuoso, regia inventiva. W. Goldberg un po' teatrale, ma bravissima. Sceneggiato da Menno Meyjes. Fotografia: Allen Daviau. 10 candidature agli Oscar, nemmeno una statuetta. Nella stagione 2005-06 ne fu tratto il
martedì 19 febbraio 2008
Il colore viola (1985)
L'impero del sole (1987)
Dal romanzo (1984) di James G. Ballard, adattato da Tom Stoppard: c'è un ricco ragazzino inglese, nato in Cina, che il colonialismo l'ha succhiato col latte. Quando i giapponesi occupano Shangai, è separato dalla famiglia e finisce in un campo di internamento che diventa scuola di vita. È un megafilm da 35 milioni di dollari che, nonostante la bellezza di alcune sequenze (ottimi i primi 40 minuti), non riesce a diventare, come vorrebbe, una saga sull'innocenza perduta. Quella del bambino e quella del mondo, dopo l'atomica di Hiroshima. Nel bene e nel male, comunque, un film spielberghiano al 100%.
Cosigliato assolutamente SI
Amistad (1997)
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Schindler's List (1993)
Dal libro dell'australiano Thomas Keneally La lista. L'industriale tedesco Oskar Schindler, in affari coi nazisti, usa gli ebrei dapprima come forza-lavoro a buon mercato, un'occasione per arricchirsi. Gradatamente, pur continuando a sfruttare i suoi intrallazzi, diventa il loro salvatore, strappando più di 1100 persone dalla camera a gas. È il film più ambizioso di S. Spielberg e il migliore: prodigo di emozioni forti, coinvolgente, ricco di tensione, sapiente nei passaggi dal documento al romanzesco, dai momenti epici a quelli psicologici. La partenza finale di Schindler è l'unica vera caduta del film, un cedimento alla drammaturgia hollywoodiana, alla sua retorica sentimentale. L. Neeson rende con grande efficacia le contraddizioni del personaggio. L'inglese R. Fiennes interpreta il paranoico comandante del campo Plaszow come l'avrebbe fatto Marlon Brando 40 anni fa. Memorabile B. Kingsley nella parte dell'ebreo polacco, contabile, suggeritore e un po' eminenza grigia di Schindler. 7 Oscar: film, regia
Minority Report (2002)

I nomi in gioco sono certo "garanti di cinema
Consigliato si
A.I. Intelligenza artificiale (2001)
In un futuro in cui l'umanità ha subito immani cataclismi causati dallo scioglimento della calotta polare, la tecnologia ha compiuto passi da gigante. Si è ormai in grado di riprodurre esseri simili in tutto agli umani. David appartiene all'ultimissima generazione di robot: può anche amare. Viene affidato a una coppia il cui figlio, affetto da un male apparentemente incurabile, è stato ibernato in attesa di una cura. Vinte le resistenze iniziali David riesce a farsi amare da Monica, la sua 'mamma'. Ma la guarigione del figlio naturale rimette tutto in discussione. David deve essere abbandonato in un bosco per liberarsene e, al contempo, salvarlo dalla distruzione. Per lui comincerà un viaggio, accompagnato da un Lucignolo/Gigolo, in un paese dei balocchi orrorifico alla ricerca della Fata dai Capelli Turchini che lo possa far diventare un bambino vero e, quindi, totalmente amato. Il binomio Spielberg/Kubrick è di quelli da far tremare le vene ai polsi di qualsiasi cinefilo. Il freddo razionalismo kubrickiano, fondendosi con la vocazione al mélo di Spielberg, ha prodotto un film complesso e commerciale allo stesso tempo. Sorprende però il modo in cui Spielberg scrive la sua nuova fiaba e la suggella con un finale destinato inevitabilmente (e consapevolmente) a far discutere. Il lungo epilogo del film è così carico di figure care alla psicoanalisi da poter sembrare banale e semplicistico.
Consigliato NiSalvate il soldato Ryan (1998)

Il 6 giugno 1944 il cap. John Miller (T. Hanks) sbarca con i suoi uomini a Omaha Beach, settore Dog Green. È un massacro sotto il micidiale fuoco tedesco. Il generale George Marshall (H. Presnell), comandante supremo dell'armata anglo-americana, apprende che la famiglia Ryan dell'Iowa ha già perduto tre figli e che un quarto fratello, James Francis Ryan (M. Damon), è stato paracadutato in Normandia, oltre le linee nemiche. Dà ordine che sia ritrovato e rimandato a casa. L'incarico è affidato al cap. Miller che, con sei uomini e un interprete (J. Davies), parte alla sua ricerca. Decenni dopo, sulla sua tomba, il vecchio Ryan si domanda se abbia veramente meritato di essere vivo. Una grigia bandiera a stelle e strisce sventola piano. Dramma bellico in 3 atti e una cornice. 1° atto: lo sbarco in Normandia, la guerra come carneficina e caos (i primi 24 minuti, fin troppo acclamati: da vedere, comunque, e da sentire); 2° atto: la ricerca di Ryan: apparentemente convenzionale e già vista, ma ricca di problemi e di domande senza risposta; 3° atto: la battaglia nel paesino di Ramelle per salvare Ryan e tenere un ponte: un compendio del war film made in USA che pone il film sotto il segno di una sospetta ridondanza, rivelata anche dal ricorso insistito alle riprese “a spalla” e agli effetti speciali. Film di forti impatti e molte bellezze, ma anche di numerosi stereotipi, interamente dentro la prassi e la retorica di Hollywood, dentro i confini del Nordamerica e della famiglia nordamericana. I tedeschi sono nemici e la Francia è vuota. “La memoria diventa così - più che un'occasione per riflettere, per parlare di storia e di etica - un argomento nostalgico di propaganda” (Giorgio Cremonini). Salvate il soldato Ryan è un film di guerra, La sottile linea rossa è un film sulla guerra. Due curiosità: in I sacrificati di Bataan (1945) John Wayne si chiama Rusty Ryan, ma è tenente; le grigie Stelle & Strisce che sventolano all'inizio e alla fine sono una citazione di una foto firmata Mapplethorpe. 5 Oscar: regia, fotografia (Janusz Kaminski), suono (Ronald Judkins, Gary Rydstom, Gary Summers, Andy Nelson), effetti speciali sonori (Gary Rydstom, Richard Hymns), montaggio (Michael Kahn). Successo internazionale. 3° posto sul mercato italiano 1998-99.
Prova a prendermi (2001)

Un film di Steven Spielberg. Con Tom Hanks, Leonardo DiCaprio, Christopher Walken, Martin Sheen, Nathalie Baye, Amy Adams, James Brolin. Genere Commedia.
Frank W. Abagnale Jr. è il tipico ragazzo americano di buona famiglia degli anni '60. Ma l'improvviso dissesto finanziario del padre e il divorzio dei genitori lo costringono ad andarsene di casa. Ma come sbarcare il lunario? Ad esempio ottenendo una divisa da pilota Pan Am, falsificando assegni della compagnia aerea e comprandosi una macchina marcatrice per alterare i numeri degli stessi. In poco tempo Frank, che cambia identità più velocemente dei propri abiti, diventa una delle priorità dell'Fbi ed in particolare dell'agente Hanratty, esperto in frodi bancarie e come il suo antagonista solo al mondo. Tra i due finirà per crearsi un insolito rapporto filiale. Catch me if you can è senz'altro il miglior titolo dell'ultimo Spielberg. I temi sono quelli caratteristici dell'ultima fase – i rapporti con il padre, la ricerca di una propria identità – ma stavolta il regista decide di divertire e divertirsi, cogliendo il bersaglio. Cast superlativo, regia
Consigliato assolutamente si
The terminal (2004)

Un film di Steven Spielberg. Con Tom Hanks, Catherine Zeta-Jones, Stanley Tucci, Diego Luna, Zoe Saldana, Chi McBride, Barry Shabaka Henley, Kumar Pallana, Eddie Jones, Michael Nouri, Jude Ciccolella. Genere Commedia, colore 128 minuti. - Produzione USA 2004.
Viktor Navorski giunge all'aeroporto J.F. Kennedy di New York dalla Krakozhia, un piccolo stato sorto dalla frantumazione dell'Urss. Nel momento in cui giunge al desk dei visti viene però bloccato. In Patria c'è stato un colpo di stato. Il nuovo regime non viene riconosciuto dagli Stati Uniti e quindi lui non può entrare in America. Benché il responsabile dell'aeroporto, in attesa di un'ispezione per passaggio di grado, a un certo punto lo spinga ad infrangere la legge Viktor non esce dal terminal che diventa la sua casa in attesa di poter realizzare il sogno per cui è giunto negli States. Steven Spielberg ha realizzato, ispirandosi solo per lo spunto iniziale ad un fatto realmente accaduto, un film molto severo sul proprio Paese anche se presentato in confezione regalo. Perché non bisogna farsi trarre in inganno dalla storia d'amore tra Viktor e la hostess Amelia o dal clima idilliaco che si costituisce tra lui e gli inservienti del terminal. Il senso del film sta altrove. Sta nel ritornare, dal punto di vista della filmografia spielberghiana, in uno spazio concentrazionario. Lo erano il Jurassic Park, lo era per definizione il lager di Schindler's List, lo era l'aula di tribunale di Amistad. Questa volta il regista affronta uno dei non luoghi per eccellenza: l'aeroporto. Ci 'rinchiude' il suo protagonista(bella l'immagine dello spazio ampio e luminoso che diventa prigione in cui costruirsi con le proprie mani nicchie di creatività) e lo mette di fronte al non sogno americano. Stanley Tucci è perfetto nel delineare il ritratto di un'America sempre più chiusa in se stessa, dimentica delle sue origini e dei suoi ideali, in cui lo straniero viene tollerato solo se piega il capo e quasi 'sparisce'. E' un'America in cui si scivola spesso (chi vede o ha visto il film comprenderà il riferimento) su una pulizia di facciata mentre si cerca di 'applicare regole' che negano la speranza agli uomini ma la lasciano alle bestie (la scena dei medicinali è una delle più intense del cinema di spielberghiano). Spielberg ama il suo Paese e ce lo ha dimostrato in più di un'occasione. Proprio per questo non vuol assistere al dissolversi dell'American Dream. Che, a volte, può stare anche in una scatola di peanuts.
By Mymovie
Consigliato si
Munich (2005)

Consigliato SI
giovedì 3 gennaio 2008
Incontri ravvicinati del terzo tipo
Quando Spielberg si occupa direttamente della sceneggiatura dei suoi film gli ottimi risultati sono evidenti. Un film pensato e realizzato (titanicamente) nel 1977 che ancora oggi resiste senza un granello di polvere addosso. Decisamente un buon anno per la fantascienza: nello stesso periodo uscì anche un certo "Guerre Stellari" di un tal George Lucas, forse qualcuno se ne ricorderà. Da amante di questo film ritengo senza alcun dubbio uno dei migliori lavori di Spielberg, anche migliore di alcuni titoli più blasonati e acclamati. Ma c'è qualcosa di più: una indubbia carica mistica data un discorso sulla pace e l'amicizia con razze extraterrestri che consegna al film l onnipotenza assoluta sul genere dedicato al contatto tra uomo e alieno. “Se lo squalo è genericamente un film sul Diavolo e Incontri ravvicinati del terzo tipo è genericamente un film su Dio, E.T. è specificamente un film su Gesù.” (M.W. Bruno).La guerra dei mondi

Spielberg ripropone il genere fantascientifico discostandosi da quello che esso stesso aveva proposto in passato. Infatti la guerra dei mondi, tratto da un celebre racconto di H.G. Wells e gia diretto ne 1953 dal regista Haskin, è una produzione che ritaglia dalla scena scienziati sentenziosi o giornalisti petulanti pronti con idee geniali a salvare il mondo, riuscendo a porre in risalto un povero scaricatore di porto, che lotta contro alieni e uomini per riportare i filgli dalla madre, al sicuro nella città di Boston. Favolosi effetti speciali fanno da cornice a una situazione familiare complessa, dove un pessimo padre si redime riuscendo a riallacciare un rapporto di amore e di fiducia con i propri figli. Il male e il pericolo non verranno solo dagli spaventosi tripodi, ma da comuni cittadini ormai assaliti dalla psicosi, esempio importante è il personaggio interpreatato da Tim Robbins, che procurerà non poche noie all'eroe "comune" Tom Cruise. Per gli amanti del genere fantascientifico, probabilmente il film non risulterà piacevole infatti stiamo parlando solo di un contesto in realtà fantascientifico, ma la storia familiare è un concetto radicato nella realtà. Scena di forte adrenalina e spettacolarità sarà la rivelazone aliena, che invece come consueto provenire dall'alto, sbucherà dal sottosuolo