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venerdì 22 febbraio 2008

Be king rewind (2007)

Un film di Michel Gondry. Con Jack Black, Danny Glover, Mos Def, Melonie Diaz, Mia Farrow. Genere Commedia, colore 98 minuti. - Produzione USA 2007.
Locandina Be Kind Rewind
Jerry e Mike sono amici dall'infanzia. Jerry è il meccanico della zona. Vive in un camper e teme le radiazioni che provengono, secondo lui, dalla centrale elettrica vicina. Mike lavora in un negozio che noleggia videocassette di proprietà del signor Fletcher, un appassionato fan di Fats Waller. Il giorno in cui Fletcher decide di partire per un viaggio affida il negozio a Mike invitandolo a tenere Jerry, decisamente esuberante, alla larga. Mike comprende in ritardo l'avvertimento e intanto Mike ha fatto il danno: avendo tentato di entrare nella centrale ha finito con l'essere così caricato di energia da smagnetizzare tutte le videocassette. Che fare? Una soluzione c'è. I due girano amatorialmente versioni short dei blockbuster del cinema. I film, una volta noleggiati, piacciono e la richiesta si fa sempre più pressante. Ma c'è un altro problema che incombe: una società immobiliare vuole abbattere l'edificio.
Michel Gondry ha il pregio indiscutibile dell'originalità. Ogni suo film si avvale di una vena surreale che non può non essere tenuta in considerazione quando lo si vede e si riflette sull'esito complessivo. Così anche questa sua opera che pigia sul pedale del demenziale finisce col farsi valutare positivamente utilizzando quel parametro.
Il problema sta però nel dubbio che Be Kind Rewind in chi di cinema ne ha visto, forse, troppo: Gondry crede davvero in quello che fa? Certamente lui afferma di sì ma il finale (che non vi riveliamo ovviamente) del film fa pensare a un furbo accorgimento che voglia far dimenticare quanto visto in precedenza. Perchè l'indignazione per la scomparsa dei piccoli videonoleggi in favore delle grandi catene è sacrosanta così come la rappresentazione del desiderio, da parte del pubblico, di 'rifare proprio' (ammesso che lo sia mai stato) il cinema diviene un'utopia positiva.
Ma come avviene il processo nel film? Attraverso video girati alla Ed Wood o, se si vuole, alla Slock di John Landis. Ma, appunto, questi ed altri esperimenti si sono già avuti nel passato e inneggiare ad essi (pur giocando sulla comicità) finisce con il destare il sospetto di un'operazione di retroguardia. Forse però è lo stesso Gondry che, con un'operazione acrobatica di quelle che gli sono care (è o non è il regista di Se mi lasci ti cancello ?), inserisce l'antidoto al finale alla Frank Capra. I primi ad apprezzare veramente i prodotti del duo Hery e Mike sono dei ragazzotti dal Q.I. dipinto negli atteggiamenti se non in volto. In questo caso la lettura diventa duplice e allora le tre stelle sono più che meritate.

Human Nature (2000)

Un film di Michel Gondry. Con Tim Robbins, Patricia Arquette, Rhys Ifans, Miranda Otto, Rosie Perez, Hilary Duff, Peter Dinklage. Genere Commedia, colore 96 minuti. - Produzione USA 2000.
Locandina Human Nature
Lila ha peli che le crescono ovunque. Che fare? Raderli o essere se stessa? Nathan è uno scienziato ossessionato dall'etichetta che vorrebbe che anche i topi usassero forchetta e coltello. I due provano ad accettarsi ma quando troveranno un piccolo allo stato di natura dovranno decidere che fare del suo futuro. Nathan nel frattempo ha avviato una relazione con una sua assistente avendo scoperto i peli di Lila. Una riflessione sul rapporto tra uomo allo stato di natura e uomo civilizzato scritta dall'autore di Essere John Malkovich, che però fatica maggiormente a sviluppare l'idea centrale. Ma alcuni segni di cedimento (nella seconda parte) si erano già notati nel film precedente.

Consigliato agli amanti di questo regista

Se mi lasci ti cancello (2004)

Un film di Michel Gondry. Con Jim Carrey, Kate Winslet, Elijah Wood, Mark Ruffalo, Kirsten Dunst, Tom Wilkinson. Genere Fantastico, colore 108 minuti. - Produzione USA 2004.
Locandina Se mi lasci ti cancello
Joel e Clementine sono una coppia molto innamorata. Un giorno però, la ragazza, stanca della sua relazione ormai in fase di declino, decide, mediante un esperimento scientifico, di farsi asportare dalla mente la parte relativa alla storia con Joel. Il giovane, una volta venuto a conoscenza di questo fatto, sceglie di fare altrettanto ma durante il procedimento cambia idea.
Il regista Gondry, si avvale del geniale sceneggiatore Charlie Kaufman (Essere John Malkovich - Il Ladro Di Orchidee) per dare vita ad un'opera originale, dal sapore dolce-amaro. Per alcuni risvolti della trama, quest'opera ricorda fortemente il thriller Vanilla Sky, remake dello strepitoso Apri Gli Occhi di Alejandro Amenabar. Il Film che ha avuto una polica di distibuzione ingannevole ( vedi il titolo gli attori ecc.) è da considerarsi d'autore per lo stile e il modo di narrazione e quindi se cercate una commedia divertente e scansonata non è un film adatto alle vostre esigenze. La scelta dello sceneggiatore da un tocco claustrofobico al film che diventa a tratti angosciante ma sicuramente è un film, che come il suo regista, ha molto da raccontarci. i due attori sono assolutamente perfetti.
Consigliato a chi ha voglia di qualcosa di nuovo

L'arte del sogno (2006)

Un film di Michel Gondry. Con Gael García Bernal, Charlotte Gainsbourg, Alain Chabat, Miou-Miou. Genere Commedia, colore, 105 minuti. Produzione Francia, Italia 2006.
Locandina L'arte del sogno
Dopo la morte del padre in Messico, Stéphane, un giovane cGià col suo primo lungometraggio, Human Nature, presentato al Festival di Cannes nel 2001, Michel Gondry si era fatto notare dalla critica internazionale per la sua originalità . Lo stesso si può² dire per la sua ultima fatica, L'arte del sogno, in cui al centro della vicenda è¨ il timido Stephane, un giovane che si lascia convincere dalla madre ad andare a lavorare a Parigi e che si innamora, non ricambiato, dell'affascinante Stephanie. Dotato di grande immaginazione e di un'attività onirica fuori dal comune, ben presto Stephane è¨ sopraffatto dalla sua stessa fantasia, che gli impedisce di riconoscere e distinguere il confine tra la realtà e il mondo onirico.
Servendosi delle più¹ svariate tecniche dell'animazione, Gondry mette in scena e visualizza le fantasie del personaggio, insieme alle scene "reali", creando un pastiche narrativo e visivo. Come già era accaduto per l'esordio al lungometraggio, The science of sleep indaga sulle possibilitò fruitive del corpo umano e ne visualizza le emozioni. Col limite però², come talvolta accade ai film sperimentali, di cadere vittima delle sue stesse trappole.

Consigliati agli amanti di questo regista