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sabato 26 gennaio 2008

The invisible (2007)


Un film di David S. Goyer. Con Justin Chatwin, Margarita Levieva, Marcia Gay Harden, Maggie Ma, Suzanne Bastien, Ryan Kennedy. Genere Drammatico, colore 97 minuti. - Produzione USA 2007. - Distribuzione Buena Vista

Nick Powell (J. Chatwin) è un giovane studente del college che aspira a diventare un poeta, ma si sente invisibile per la ricchissima madre (Marcia Gay Harden) e per i compagni, salvo il suo amico Pete (Chris Marquette). Il suo fato verrà deciso dall'incontro con Annie (M. Levieva), che crede che lui e Pete l'abbiano denunciata alla polizia: lei e i suoi scagnozzi lo trovano mentre torna a casa mezzo ubriaco e lo pestano a morte. Pensando di averlo ucciso, gettano il corpo in un bosco e scappano. Al suo risveglio, Nick rimane sospeso tra il mondo reale e quello extra-terreno: inizialmente confuso, si rende poi conto d'essere invisibile agli occhi di tutti, e da quel momento cerca di attirare l'attenzione, in particolar modo quella di Annie. Più la osserva, più si rende conto che non è del tutto una cattiva persona, ma il suo fato dipende da quanto lei deciderà di fare la cosa giusta, portando la polizia sul luogo dell'aggressione.
Nonostante la trama sia indubbiamente intrigante, il film si perde in una recitazione quasi assente, sottolineata allo spasmo dalla regia, del tutto elementare. Le attitudini bellicose dei protagonisti sono lasciate all'espressione della musica rock più che alla mimica facciale e il doppiaggio, per quanto buono, non riesce ad arginare la mancanza di comunicazione visiva.
Chatwin resta piatto e monotematico: Nick si muove come in un sogno all'interno di tutto il film, mantenendo immutata l'espressione da cane bastonato. Quando prova a comunicare, si sbraccia disperatamente, senza modificare lo sguardo, il ché appare piuttosto insensato, considerato che dopo i primi minuti il personaggio si rende perfettamente conto che nessuno può vederlo o sentirlo. Se la cava un po' meglio la Levieva, che tenta di avvicinarsi ad Angelina Jolie per i modi sexy e pericolosi ma, al contempo, dolcemente vulnerabili.
Volendo dare un giudizio complessivo, il film può essere appetibile per un pubblico di adolescenti amanti del fantasy e che si chiedono spesso cosa accadrebbe se potessero spiare tutti senza essere visti.

By Mymovie

Consigliato NI


Shooting Silvio (2007)


Un film di Berardo Carboni. Con Federico Rosati, Melanie Gerren, Sofia Vigliar, Alessandro Haber, Mia Benedetta. Genere Commedia, colore 96 minuti. - Produzione Italia 2007.

Si fa chiamare Kurtz, è un giovane e ricchissimo orfano che si ispira al personaggio di Marlon Brando in Apocalypse Now, quella maschera enigmatica che già fu nel cuore di tenebra conradiano. Una sera – dopo lunghe meditazioni - decide di radunare nella sua villa tutti gli amici per proporre loro la stesura di un libro collettivo. Cento capitoli, scritti da altrettanti voci, per escogitare un modo che annienti lo strapotere di Silvio Berlusconi, reo di aver portato in Italia la decadenza dei costumi, il consumismo volgare delle pubblicità, simbolo di un paese ormai alla deriva. Dopo aver rimediato solo pacche sulle spalle e risatine, decide di persistere solitario nel suo progetto. Fino a portarlo a una drastica decisione: uccidere l'ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Shooting Silvio regala uno strano disagio nella mezz'ora iniziale, un senso di stordimento e di vago malessere che porta quasi ad abbandonare la sala. Se invece si resiste fino al termine della proiezione, si assiste con pathos e cinica ironia a un esperimento anomalo nel panorama culturale italiano, un esperimento privo di sbavature e retoriche, un film che non cerca né odio, né vendetta. Grazie a una regia che cela per incanto l'inesperienza del giovane Berardo Carboni - autore del libro prima, e della sceneggiatura poi - si può persino essere testimoni di un'ora e mezza di buon cinema.: un intrigo fantapolitico che merita e strappa qualche applauso.
Delizioso il cammeo di Remo Remotti nei panni di un tassista, gustosissimo quello di Alessandro Haber nelle vesti inedite di un filippino. Bravissimi e credibili gli attori, aiutati - poco - dai filmati d'archivio che ripercorrono i dieci anni della discesa in campo.
Quale giudizio si può dare a un regista che sceglie di portare sullo schermo, nella sua opera prima (soggetta dunque a una feroce critica) un tema forte, retorico e scontato come quello della "mutazione antropologica"? Certo, non esageriamo. Shooting Silvio non è un film imperdibile. Ma tra le decine di tentativi di trasporre sullo schermo il disagio di questi anni - dall'elitario caimano di Moretti al documentario in chiave futuristica di Deaglio, il lavoro del regista romano non sfigura, regalando del buon cinema che riesce persino a far dimenticare il suo tema principale.

Consigliato NI

Apnea (2005)


Un film di Roberto Dordit. Con Claudio Santamaria, Fabrizia Sacchi, Michela Noonan, Diego Ribon, Emilio De Marchi, Emanuel Dabone, Enrica Rosso, Daniele Mauro, Giuseppe Battiston, Elio De Capitani. Genere Drammatico, colore 93 minuti. - Produzione Italia 2005. - Distribuzione Istituto Luce

Paolo aspetta fuori dalla palestra che il suo compagno di scherma lo raggiunga, ma Franz non si presenterà mai all'incontro: è morto di infarto nella sua auto. Complice la borsa sportiva di Franz, che la moglie gli lascia in dono, Paolo scopre che il suo migliore amico gli nascondeva una vita segreta e che anche la sua morte non è priva di misteri. Smessa la tuta bianco candido da campione del più nobile degli sport, si addentra allora nel mondo sporco della conceria, emblema delle tante imprese del Nordest che sacrificano la correttezza dei mezzi all'unico fine del denaro. Conoscerà lo spregiudicato Giordano (Elio De Capitani), imprenditore e padre della bella Chiara e del piccolo Leo, affetto da infinta tristezza, e scoprirà che, sotto il cielo sempre grigio di quella zona d'Italia, si consumano sfruttamenti neri e morti bianche. Armato di un senso di giustizia che pare un carattere smarrito da tempo dalla selezione naturale, il silenzioso Paolo riuscirà infine a far rumore, pur pagandone il prezzo. Apnea, esordio al lungometraggio di fiction del documentarista Roberto Dordit, esce nelle sale italiane a due anni dalla realizzazione, grazie all'intervento dell'Istituto Luce e al sostegno di Nanni Moretti. Intelligentemente, il film non sceglie la strada dell'inchiesta o della denuncia tout-court, ma è abile nel costruire un mondo di personaggi verosimili che vorrebbero indurci a considerare "normalità" una mentalità alterata e omicida. Nonostante lo spettatore possa essere colto da un'iniziale difficoltà di comprensione, man mano che i fili narrativi presentati singolarmente s'intrecciano fra loro, si fa chiaro e coinvolgente il percorso giallo verso la soluzione del dramma. I codici del noir, la prova attoriale del protagonista Claudio Santamaria e degli altri interpreti (da Diego Ribon a Fabrizia Sacchi, da Michela Noonan a Giuseppe Battiston), sottraggono il film al pericolo della denuncia didascalica e ne fanno un buon esempio di cinema italiano di genere. Apnea decolla quando Paolo comincia a fare a meno delle corde che lo trattengono e tira di scherma con Chiara sfuggendo alle regole del gioco, in una bella sequenza che parla della libertà: quella che si prende naturalmente l'amore e quella che decide consapevolmente di prendersi lui, affondando in indagini sempre più pericolose. Al contempo investigatore e testimone, ripercorre i passi di Franz, mette in allerta coloro che nascondendo il male fatto l'hanno presto dimenticato, scuote chi si è lasciato comprare dai soldi: perché passi un morto ma due sono troppi. Eppure in Italia ogni giorno di morti sul lavoro ce ne sono almeno tre.


Consigliato asolutamente SI

L'uomo privato (2007)


Un film di Emidio Greco. Con Tommaso Ragno, Myriam Catania, Giulio Pampiglione, Mia Benedetta, Ennio Coltorti, Mariangela D'Abbraccio, Vanessa Gravina, Vanni Materassi, Catherine Spaak. Genere Thriller, colore 100 minuti. - Produzione Italia 2007. - Distribuzione Istituto Luce


Tra Torino e Pisa si svolge la vita di un professore universitario di Diritto, socialmente e professionalmente affermato. Dotato di grande intelligenza e di un fascino sfuggente, l'uomo e il professore conducono un'esistenza "ritirata" che sconfina qualche volta nei letti di amanti occasionali. Deciso a controllare la realtà e a tenerla accuratamente a distanza, viene suo malgrado coinvolto nella morte per suicidio di uno studente. Il ragazzo, ossessionato dalla vita del professore, ha registrato scrupolosamente le sue lezioni, i suoi comportamenti, le sue abitudini…
La forza del cinema di Emidio Greco, e in questo senso L'uomo privato non fa eccezione, sta tutta nell'essenzialità stilistica, nel razionale svolgimento narrativo e nella coraggiosa anti-spettacolarità. Il suo cinema eminentemente letterario (L'invenzione di Morel, Una storia semplice, Il Consiglio d'Egitto), si avvale questa volta di un soggetto originale scritto dallo stesso autore.
Al centro della sua storia c'è un professore senza nome, elegante ed introverso, che tiene gli occhi aperti ma finisce per avere lo sguardo di chi attraversa la realtà in stato di trance. Tutto quello che si dispiega davanti a lui, gli studenti in aula, le amanti, gli amici, i colleghi, hanno le caratteristiche di un (brutto) sogno, che la sua logica semplificatrice non sa "vedere" e comprendere. Nel film c'è solo un uomo che "esiste", gli altri non "sono".
Protagonista e spettatore unico del proprio sogno, l'uomo privato (e perfetto) di Tommaso Ragno, procede per forza di inerzia in un tragitto che contempla evoluzioni impreviste: la morte di uno studente. Pedinato e spiato sfacciatamente, il professore resta cieco davanti all'evidenza, incapace a raccogliere i segnali, a decifrare i codici, a leggere i simboli. Quella morte precoce lo priva per sempre del controllo sul reale. La presunzione della razionalità e della positività si stemperano fino a diventare in lui un'insospettata propensione alla vertigine.
Il film di Greco, concettuale e rigoroso, non dice nulla con le parole e tutto con le immagini. Accentuando la parte "detta" il regista privilegia la dimensione pubblica della vicenda, immergendo "l'uomo privato" nel cicaleccio ridondante e senza senso dei "salotti" e nell'abisso delle coscienze.

By Mymovie


2061 - Un anno eccezionale (2007)





2061: dopo una tremenda crisi energetica dovuta all'esaurimento delle scorte petrolifere, il mondo è piombato in una sorta di cupo Medioevo. L'Italia è un paese diviso, multietnico, quasi pre-risorgimentale: al nord è nata la Repubblica Longobarda difesa da un muro altissimo; nella Repubblica Popolare di Falce e Mortadella spopolano le balere; la Toscana è tornata ad essere un Granducato dove le fazioni dei Della Valle e dei Cecchi Gori lottano per il potere; al centro è rinato lo Stato Pontificio, un regime integralista dove domina l'Inquisizione; al sud regna il Sultanato delle Due Sicilie, dove le temperature oscillano tra i 32 e i 54 gradi e il maiale costa 1200 dinari al chilo al mercato nero. Da qui, un gruppo d'avventurosi patrioti capitanati dal "Professore" (Diego Abatantuono) intraprende un viaggio grottesco con lo scopo, 200 anni dopo, di rifare l'Italia.oteva essere un buon film comico sulla cialtroneria del nostro Paese, che rischia di spaccarsi per colpa dei regionalismi, degli egoismi e della miopia, ma invece di lanciare un grido d'allarme la sceneggiatura, pur con retorici intenti unificatori, cade nel continuo ed eccessivo grottesco delle caricature troppo calcate, dei dialetti usati solo per suscitare risate, dello humor gratuito e delle battute fin troppo scontate.
A nulla vale nemmeno il ritorno al passato di Abatantuono, che si crogiola incensandosi da solo, citando le proprie gag di vecchi film e richiamando più e più volte Attila: il doppiaggio stesso eseguito dagli attori sulle proprie scene lascia a desiderare e la pellicola risulta soporifera già dopo la prima mezz'ora di visione e chiude con un triste ed ennesimo richiamo al "Flagello di Dio".
Altrettanto gratuite e fuori luogo le chiamate in causa di amici e colleghi, quali Verdone e la Ferilli, mentre si rivelano, invece, pesanti e ridondanti le svariate pubblicità di marchi, imperanti e al centro delle inquadrature, delle case che hanno sponsorizzato la produzione. La prima arriva a meno di due minuti dall'inizio del film, quando ancora scorrono i titoli di testa...


Consigliato No

Ai confini del paradiso (2007)


Un film di Fatih Akin. Con Baki Davrak, Nursel Kase, Hanna Schygulla, Tuncel Kurtiz, Nurgül Yesilçay, Patrycia Ziolkowska. Genere Drammatico, colore 122 minuti. - Produzione Germania, Turchia 2007. - Distribuzione Bim

Nonostante la contrarietà del figlio Nejat, Ali, un anziano turco che vive a Brema, decide di vivere con Yeter, una prostituta anch'essa turca che fa il mestiere per aiutare negli studi la figlia Ayten che vive a Istanbul. Ali causa accidentalmente la morte di Yeter e Nejat, che le si era affezionato, lascia il suo lavoro di docente e si reca in Turchia per cercare Ayten. La quale invece, ricercata perché appartenente a un gruppo antigovernativo accusato di terrorismo, ha raggiunto la Germania. Qui trova la solidarietà e l'amore di una studentessa, Lotte, la quale la segue nel suo ritorno da prigioniera in patria dandosi da fare per liberarla.
Autore di questo gioco complesso (e spesso artificioso) di incastri è Fatih Hakin, che nel 2004 ci aveva regalato La sposa turca. Hakin non abbandona il tema che più lo interessa: il rapporto tra la Turchia e quella che ha finito con il divenire la patria di adozione di numerosi turchi: la Germania.
Lo fa però con una vicenda che risulta senz'altro interessante sul piano della lettura dell'attuale complessità della realtà sociale di uno Stato che chiede di entrare in Europa. L'interesse finisce però col perdersi a causa delle tante (troppe) coincidenze forzate che costellano il film e di alcune relazioni tra le persone che sembrano tratte da un melodramma. L'accoglienza entusiastica da parte di Lotte nei confronti della totalmente sconosciuta Ayten suona falsa, anche se poi giustificata con un amour fou lesbico. Così come la figura della madre di lei (un'Anna Shygulla comunque sempre all'altezza dei ruoli che le vengono affidati), che finisce con il divenire oggetto di un troppo poco giustificato mutamento di pensiero sulla figlia e sul mondo. Massimo Troisi dichiarava di non voler fare il secondo film dopo Ricomincio da tre e di voler passare direttamente al terzo. Akin ha già girato prima di questo un documentario che pertanto non contiamo. Lo attendiamo al terzo film di fiction. Perchè la stoffa c'è.


By Mymovie


Consigliato Si

I Vicerè (2007)


Un film di Roberto Faenza. Con Alessandro Preziosi, Lando Buzzanca, Cristiana Capotondi, Guido Caprino, Lucia Bosè, Franco Branciaroli, Assumpta Serna, Sebastiano Lo Monaco, Giselda Volodi. Genere Storico, colore 120 minuti. - Produzione Italia 2007. - Distribuzione 01 Distribution

Sicilia. Ultimi anni di dominazione borbonica prima della nascita dello stato italiano. La morte della principessa Teresa introduce la famiglia Uzeda discendente dei vicerè di Spagna. Le vicende degli Uzeda e i loro intrighi, raccontati negli anni attraverso gli occhi di Consalvo, l'ultimo discendente, rappresentano la società dell'epoca in rapido divenire, in cui sopravvivere significa innanzitutto essere schiavo di regole e tradizioni. Eccellente trasposizione cinematografica di uno dei romanzi più scomodi dell'ottocento. La libera interpretazione di Faenza è accompagnata da un montaggio incalzante e inquadrature da grand cinemà. Ne risulta una storia ben raccontantata, interpretata da attori di qualità e destinata a far riflettere sull'oggi, sull'ieri e su certe posizioni che si riflettono anche in questo Forum. Si esce dalla sala con l'impressione che questo film doveva proprio essere girato e con un senso di gratitudine per tutti coloro che hanno prestato la propria professionalità affinchè venisse realizzato. Molto interessante il proseguimento dell'iniziativaa vantaggio delle scuole: l'approfondimento della nostra storia passa anche da qui. Film consigliatissimo


Consigliato assolutamente Si


Un altra Giovinezza (2007)


Un film di Francis Ford Coppola. Con Tim Roth, Alexandra Maria Lara, Bruno Ganz, Marcel Iures, André M. Hennicke, Adrian Pintea, Alexandra Pirici. Genere Drammatico, colore 121 minuti. - Produzione Romania, USA 2007. - Distribuzione Bim

Piatra Neamt, Romania, 1938. Dominic Matei è un settantenne docente di linguistica ossessionato dal linguaggio e da Laura, amata in gioventù e morta di parto. Deciso a togliersi la vita con una dose letale di stricnina, la mattina di Pasqua viene colpito da un fulmine davanti alla stazione di Bucarest ma la scarica elettrica, invece di ucciderlo, innesca un prodigioso processo rigenerativo. Sopravvissuto alla Seconda Guerra Mondiale, alla bomba atomica e alla Guerra Fredda, Matei vuole portare a termine il suo libro sull'importanza del linguaggio nell'attribuzione di senso al tempo. La proroga di vita e l'incontro con Veronica, incarnazione dell'amata Laura, diventano la possibilità per raggiungere l'inarticolato momento del principio.
Un'altra giovinezza, adattamento del romanzo del filosofo e storico delle religioni Mircea Eliade, può essere considerato una cosciente messinscena del tempo e insieme uno strumento di ricerca e scoperta dell'origine del linguaggio e della nostra civiltà. A un primo livello di lettura il film di Francis Ford Coppola è una fiaba epica e metafisica, da cui mutua la struttura circolare. Eppure, un universo più profondo ci attende. Dopo dieci anni di folgoranti incursioni ai confini del cinema (dirige la sua compagnia di distribuzione e la rivista letteraria "Zoetrope") Coppola torna con un'opera rivelatrice, la cui sostanza si fonda nella sintesi delle sue metafore e della sua simbologia.
Affidando il senso della propria parabola artistica ed esistenziale al professore di Tim Roth, il regista traccia l'intera traiettoria della storia umana attraverso la capacità di trasmettere significati. Coppola, in un viaggio a ritroso nel tempo, conduce lo spettatore al senso ultimo del linguaggio e dell'immagine. Come il Dracula di Bram Stoker, Un'altra giovinezza diviene una struggente epopea di amore e morte, una riflessione sul tempo e sull'eternità, un saggio sulla natura del cinema.
Ancora una volta impressiona l'abilità di Coppola nel rinnovare le forme visive e narrative, recuperando l'incanto dello spettacolo delle origini fino a raggiungere il "protolinguaggio" del cinema: la camera oscura che presenta l'immagine del mondo rovesciata. Rifiutando ancora una volta la rivoluzione digitale (pur girando in digitale), il suo film è un equilibrio quasi perfetto tra scienza e magia luminosa, quella che crea sullo schermo effetti analoghi al caleidoscopio.
L'ultimo artista totale del cinema americano, che ha saputo coltivare il successo e sopportare la sconfitta, che ha conosciuto il trionfo ma anche la morte del (suo) cinema, realizza la sua opera più personale e indipendente, lanciando sul mercato cinematografico, come Tucker in quello automobilistico, un "prototipo" rivoluzionario

By Mymovie

Consigliato Si

Winx (2007)



Un film di Iginio Straffi. Genere Animazione, colore 85 minuti. - Produzione Italia 2007. - Distribuzione 01 Distribution


Sedici anni fa più potenti maghi guerrieri della Dimensione Magica si sono sacrificati per combattere il male assoluto. Ora il destino di un regno è nelle mani di una ragazza, Bloom, la fata della fiamma del drago. Accompagnata come sempre dalle sue amiche del Winx Club, Bloom dovrà affrontare la più grande delle sfide: addentrarsi negli abissi della dimensione oscura e combattere il male assoluto per riportare in vita i suoi genitori e svelare finalmente il mistero legato alle sue origini.
Glitter, mondo teen e buoni sentimenti s’intrecciano in questa studiatissima operazione di marketing, tesa probabilmente a far crescere ragazzine sempre più coinvolte nella moda e nel glamour fin dalla più tenera età.
Impossibile farle smettere di cantare, soprattutto grazie alla colonna sonora impietosamente tagliata sia in ingresso che in uscita di ogni brano, mentre le vicende si dipanano in un misto di Harry Potter, Sailor Moon e Il Signore degli Anelli.
Le protagoniste sono ovviamente piccoli cloni di Paris Hilton: magrissime, incredibilmente trendy e talvolta con gestualità un po’ volgare, a scapito della teorica funzione educativa proclamata dalla produzione Rainbow. Accanto a loro, prìncipi più rigidi e stereotipati, a sottolineare l’assoluta funzione secondaria nella trama: protezione, innamoramento e, ovviamente, promesse di matrimonio, perché anche le principesse moderne ballano al chiaro di luna e si sposano per vivere felici e contente...
Per anticipare le future mode, è inserita per pochi attimi anche una probabile nuova protagonista, dal look dark-goth e con il potere sull’oscurità. Stante il finale aperto del film, in cui si preannuncia un numero due con battaglia contro il male, è chiaro che la settima fata ragazzina ha appena fatto la sua prima apparizione!
La trama è scarna e priva di pathos, chiara sin dall’inizio e scandita da una voce narrante fin troppo presente, che ovvia alla teorica brevità del film raccontando quelli che potevano essere, invece, i momenti più salienti. Il doppiaggio riesce a essere fuori sincrono e lento, le animazioni sono a livelli molto inferiori rispetto ai competitori stranieri: i capelli e gli occhi hanno movimenti irreali e le protagoniste si muovono a scatti come i famigerati Power Rangers. Meglio sicuramente dei mostri, che si staccano nettamente dai fondali, rivelando che la rapidità di produzione di un film come questo non garantisce certo risultati da ricordare, ma forse più da temere.


By Mymovie



Dragon Wars: D-War (2007)


Un film di Hyung-Rae Shim. Con Jason Behr, Amanda Brooks, Robert Forster, Aimee Garcia, Craig Robinson, Chris Mulkey, John Ales, NiCole Robinson, Elizabeth Peña, Cody Arens. Genere Fantastico, colore 107 minuti. - Produzione USA, Corea del sud 2007.

Un vecchio antiquario rivela a Ethan di essere la reincarnazione di un leggendario guerriero morto più di 500 anni, fa per salvare la sua amata da un enorme dragone. E gli confida una missione: ritrovare la reincarnazione umana di Narin, la ragazza amata dal guerriero, per potere combattere di nuovo insieme. Vent'anni dopo, Ethan diventato giornalista incontra per caso la reincarnazione di Narin, ma proprio in quel momento appare un serpente...


Consigliato N0


Il campeggio dei Papà (2007)


Un film di Fred Savage. Con Cuba Gooding Jr., Lochlyn Munro, Richard Gant, Tamala Jones, Paul Rae, Brian Doyle-Murray, Joshua McLerran, Spencir Bridges. Genere Commedia, colore 93 minuti. - Produzione USA 2007. - Distribuzione Soctur


Charlie Hinton (Cuba Gooding, Jr.) e Phil Ryerson (Paul Rae) sono i due papà già protagonisti del divertente L'asilo dei papà, questa volta alle prese con la gestione di un campeggio estivo per ragazzi.
La situazione però risulta più complicata del previsto (sia per questioni economiche che di organizzazione) e Charlie è costretto a chiedere l'aiuto a suo padre, il colonnello Buck Hinton (Richard Gantun), che con il senso della disciplina e del dovere tipici di un marine riuscirà a mettere ordine nel confusionario campeggio e a portare lo spirito di squadra all'interno di un gruppo di ragazzini allo sbaraglio. Il rapporto tra padre e figlio, logoro per problemi non risolti dall'infanzia, si rafforzerà ed entrambi impareranno ad apprezzare le qualità dell'altro.
Il personaggio negativo della storia è interpretato da Lochlyn Munro, che impersona il rivale di infanzia di Charlie. Anche lui proprietario di un campeggio molto più attrezzato e bello, sfiderà Charlie alle "Olimpiadi dei campeggi", convinto di poter vincere con i suoi imbrogli e le sue trovate. Ma avrà delle sorprese.
Il personaggio di Munro è esattamente l'opposto di quello di Gooding. Se infatti quest'ultimo impersona un padre premuroso fino all'eccesso, l'altro è talmente preso da se stesso da non dire che un bambino ospite del suo campeggio, è in realtà suo figlio. Il campeggio viene visto come una micro società dove ci sono i dispettosi, i belli, i brutti, i saputelli, i fissati e i saggi. Ma dove tutti, proprio tutti, imparano qualcosa, crescono. Cuba Gooding e Paul Rae sono bravi (ma non bravissimi, a causa comunque della banalità del film) nel loro ruolo di padri di famiglia pasticcioni ma volenterosi.
Un film sui rapporti familiari condito da gag più per i piccoli che per i grandi, in cui i buoni sentimenti vincono su tutto. Ideale per un pigro pomeriggio domenicale con accanto il proprio figlioletto che ride davanti alle monellerie dei suoi coetanei sullo schermo.


Consigliato NI

Sapori e dissapori (2007)


Un film di Scott Hicks. Con Catherine Zeta-Jones, Aaron Eckhart, Abigail Breslin, Patricia Clarkson, Bob Balaban. Genere Commedia, colore 105 minuti. - Produzione USA, Australia 2007. - Distribuzione Warner Bros Italia



Kate Armstrong, una chef affermata, perfezionista e dedita completamente al suo lavoro, si occupa di un ristorante molto chic di Manhattan, in cui vengono serviti piatti dall'aspetto delizioso e invitante. Ha un rapporto davvero pessimo con Nick, il suo aiutante cuoco: i due litigano continuamente, anche perché lui ha idee tutte sue su come andrebbero preparati i cibi.
All'improvviso, le viene affidata la nipotina Zoe, di soli otto anni, e la situazione si complica ulteriormente. Quando poi Kate si rende conto che si sta innamorando di Nick, capisce d'un tratto che gli atteggiamenti che ha sempre avuto devono necessariamente cambiare.
Leggero, vivace, senza sbavature né eccessivi scivoloni nel romanticismo: un remake che entra nella cornice delle commedie romantiche classiche, forse un po' anni 90, senza dover dimostrare nulla di più di quello che la trama e la locandina lasciano già intendere allo spettatore: un paio d'ore di totale relax in piacevole compagnia delle prevedibili disavventure romantiche di Catherine Zeta-Jones.
Le luci spesso impietose del direttore della fotografia ci danno un'immagine della maliarda attrice che difficilmente era stata vista prima: occhiaie e segni d'espressione non vengono nascosti nemmeno dal trucco, eppure appare quasi più bella, in questa sua umanità ritrovata, e più simpatica, probabilmente anche grazie ai dialoghi, leggeri ma non stucchevoli, con la giusta dose d'ironia e ben bilanciati dalla presenza del coprotagonista Aaron Eckhart.
Qualche parola a parte va spesa per la giovane Abigail Breslin, spigliata e simpatica "terzo incomodo", ormai affermata seppur giovane attrice, forse limitata un po' nella riuscita dal doppiaggio italiano.
Deludente, invece, la presentazione del ristorante, che viola i canoni più classici della cucina internazionale di lusso, finendo per assomigliare più a un pittoresco locale di stile europeo.

By Mymovie

Consigliato NI


Natale in crociera (2007)


Un film di Neri Parenti. Con Christian De Sica, Fabio De Luigi, Michelle Hunziker, Aida Yespica, Alessandro Siani, Nancy Brilli. Genere Commedia, colore 106 minuti. - Produzione Italia 2007. - Distribuzione Filmauro



Paolo (Christian De Sica) vuole trascorrere del tempo con Magda, la propria amante (Aida Yespica), e con uno stratagemma spedisce la moglie Francesca (Nancy Brilli) e il figlio in montagna. Il tentato suicidio del cognato Felice, cambia i piani di Paolo che lo accompagnerà in crociera ai caraibi per distrarlo, senza perdere la possibilità di invitare di nascosto anche la giovane Magda. Sulla stessa nave anche Michela (Michelle Hunziker), animalista convinta, e Luigi (Fabio De Luigi), autore del libro "Single è bello", si incontrano, ignari di cosa li aspetterà durante un matrimonio che si celebrerà proprio in crociera.
Ogni anno ci si pone sempre la stessa domanda: "È corretto giudicare un film che è entrato nelle tradizioni degli italiani?". Sarebbe come criticare il cappone del pranzo di Natale. Può piacere o non piacere, un anno può essere più buono, l'altro meno. Però è sempre il cappone di Natale. Ogni critica non conta.
Neri Parenti ha infatti sufficiente esperienza, maestria e conoscenza del pubblico italiano e riesce ad alternare ovvietà richieste a qualche trovata più interessante (come il personaggio di Fabio De Luigi), lasciando il film all'inerzia nel finale, necessario per avere una chiusa. In effetti, si potrebbe quasi dire che i film di Vacanze di Natale sono rappresentati da un solo lungometraggio della durata di 25 anni. Natale in crociera che è rappresentato in un ambiente delimitato (la nave), così come lo erano gli hotel, i villaggi e i paesaggi di mondi vicini (le nostre spiagge e le nostre piste da sci) e lontani (l'India e l'Egitto), si avvale di attori che sono degli ottimi professionisti e che qualche risata la riesco a strappare. A tutti. Da Christian De Sica a Fabio De Luigi (il migliore), a Michelle Hunziker. Il cappone è servito. Buon Natale.


By Mymovie


Consigliato Ni



Seta (2007)


Un film di François Girard. Con Michael Pitt, Keira Knightley, Alfred Molina, Kôji Yakusho, Sei Ashina, Miki Nakatani, Jun Kunimura, Mark Rendall, Kenneth Welsh. Genere Drammatico, colore 110 minuti. - Produzione Canada, Francia, Italia, Gran Bretagna, Giappone 2007. - Distribuzione Medusa


Francia, seconda metà dell'800. Hervè Joncour (Michael Pitt), figlio del sindaco di Lavilledieu, una cittadina francese, si innamora e sposa la bella Hèléne Fouquet (Keira Knightley). Abbandonata la carriera militare, per fare rifiorire le fabbriche da seta del paese, si deve recare in luoghi lontani per cercare uova di bachi da seta non affette dalla Pebrina. In questi viaggi continui, conoscerà un paese dai mille segreti, il Giappone.
La trasposizione cinematografica dell'omonimo romanzo di Alessandro Baricco, è messa in scena da François Girard (Il violino rosso) con grande attenzione alle immagini, alla ricostruzione storica, alla musica, di cui il regista è grande appassionato. Lo sviluppo è quasi completamente lasciato alla forma, tralasciando l'approfondimento dei rapporti tra i personaggi, che vivono singolarmente una relazione indipendente coi colori, sensazioni e ambienti, arricchiti dalla colonna sonora di Sakamoto, ponte fra Oriente e Occidente. Michael Pitt (The Dreamers) osserva monoespressivo il mondo che lo circonda, e anche la buona interpretazione di Keira Knightley (il ruolo è nelle sue corde), non riesce a distaccarlo da un'emozione senza sfaccettature.
Un progetto complesso come Seta si risolve in un "Feuilletton" fra l'amore quotidiano e il fascino per l'ignoto (la seta è un veicolo che conduce il protagonista verso ciò che è sconosciuto) che vorrebbe innalzarsi attraverso le emozioni sospese di un patinato formalismo, e che ricade invece su se stesso, fagocitato dal Giappone, protagonista chiave della storia, rigoroso nei rituali e lirico nelle immagini.


By Mymovie

consigliato SI

Die Hard - dueri a morire(2007)



Un film di Len Wiseman. Con Bruce Willis, Justin Long, Timothy Olyphant, Cliff Curtis, Maggie Q, Cyril Raffaelli, Mary Elizabeth Winstead. Genere Azione, colore 130 minuti. - Produzione USA, Gran Bretagna 2007. - Distribuzione 20th Century Fox


Un gruppo di cyber-terroristi stacca la spina degli U.S.A., gettando l'intero paese nel panico, le autorità federali e l'esercito brancolano letteralmente nel buio. Il veterano John McClane, ancora una volta nel posto sbagliato al momento sbagliato, si troverà così a dover affrontare una minaccia globale da parte dei propri storici nemici giurati: terroristi e tecnologia. L'agente di polizia più coriaceo in circolazione, avvalendosi in questa occasione dell'aiuto di un giovane pirata informatico, può aver perso il pelo ma non il vizio di prendere di petto le situazioni, e conosce sempre e solo un modo di raddrizzare le cose: di prepotenza. John McClaine è uno dei personaggi meglio riusciti nella storia del cenema d'azione, sicuramnete emglio di rambo e altri, il suo ritorno lo vede come un poliziotto vecchi stampo travolto in un mondo altamente tecnologico dove lui con le buone ma soprattutto con le cattive si adatta. Il film prevede il cambio di molte location e molte scene d'azione ma la vera carta vincente del film sarà la contrapposizione del duro Jonh con il deboluccio ma arguto compagnio d'avventura interpretato dal simpatico Justin Long. Tra le varie scene di combattimento all'ultimo sangue a farla da padrona è sicuramente quella che si può definire la scena madre del film, quando l'ormai stufo poliziotto per districarsi da una situazione troppo compromessa che lo vede bloccato in un tunnel con un elicottero che lo aspetta all uscita, si scaraventa alla massima velocità con una macchina della polizia, e poco prima di una "rampa" si catapulta fuori dall'abitacolo facendo finire l automobile contro l'elicottero a una decina di metri d'altezza. Ditemi voi se questa non è azione......


consigliato si


Elizabeth - The golden age (2007)



Un film di Shekhar Kapur. Con Cate Blanchett, Geoffrey Rush, Clive Owen, Rhys Ifans, Jordi Mollà, Abbie Cornish, Samantha Morton. Genere Drammatico, colore 114 minuti. - Produzione Gran Bretagna, Francia 2007. - Distribuzione Universal Pictures

Filippo II, re di Spagna e fervente cattolico, è fermamente deciso a detronizzare l'"eretica" Elisabetta I e a incoronare regina d'Inghilterra la cugina Maria Stuarda. Sostenuto dalla Chiesa di Roma e armato di un poderoso esercito il sovrano spagnolo ordisce un complotto ai danni di Elisabetta, che da trent'anni governa gli inglesi con forza e saggezza. Mentre il fondamentalismo cattolico di Filippo e dell'Inquisizione minaccia l'Europa protestante, la presenza a corte di Raleigh, un cittadino senza titolo nobiliare con la vocazione per l'esplorazione e per la navigazione su mari perigliosi, indebolisce le salde certezze della regina. Dimenticando il suo ruolo, Elisabetta si scopre vulnerabile e innamorata. Ma la politica estera la reclama. L' "invincibile" Armada di Filippo, centotrenta galere e trentamila uomini, è salpata per l'Inghilterra.La singolarità del film va ricercata nel linguaggio cinematografico: la costruzione dello spazio e il ruolo del montaggio. Dentro una ricostruzione storica volutamente accademica, secondo i modelli del classico kolossal storico, il regista riesce a fare interagire i volti e i corpi dei tre protagonisti (Elisabetta, Sir Raleigh e il segretario di stato Francis Walsingham) con le masse civili e con quelle armate. La spettacolarità volumetrica dell'ambiente cortigiano e quella epica della battaglia navale sono intercalate da scene liriche e private, che comunicano con efficacia una forte presa emotiva. Nella ricchezza della narrazione, che non risparmia gli eccessi e si concede di sollecitare sentimenti, la composizione sonora imprime il ritmo alla rappresentazione, contribuendo non poco alla mitizzazione della "regina vergine".Elizabeth - The Golden Age è l'occasione per consacrare (e venerare) Cate Blanchett, infinita nella definizione del personaggio storico, indagato nella sua umanità e seguito nella sua straordinaria avventura. Dotata di un'innata fotogenia e di un solenne portamento scenico, l'ultimo sguardo della sua regina è di quelli che non si dimenticano, quasi intuisse oltre lo "schermo" la presenza del suddito-spettatore.


Michael Clayton (2007)


Un film di Tony Gilroy. Con George Clooney, Sydney Pollack, Tilda Swinton, Tom Wilkinson, Austin Williams, Sean Cullen, Michael O'Keefe, Ken Howard, Merritt Wever, David Lansbury, Bill Raymond. Genere Drammatico, colore 125 minuti. - Produzione USA 2007. - Distribuzione Medusa



Michael Clayton è un ex pubblico ministero che lavora da anni per un importante studio legale. Il suo compito è quello di 'aggiustare' la verità coprendo i guai dei clienti più facoltosi. La falsificazione dei fatti è la sua specialità. Pur lavorando per lo studio da 15 anni non ne è diventato socio ma è legato a filo doppio al suo impiego a causa anche della sua passione per il gioco d'azzardo e dei debiti che deve saldare per un investimento nel settore della ristorazione fallito non per colpa sua.
Il giorno in cui si trova a dover affrontare il caso di una grossa società che opera nel settore dei prodotti chimici, che è stata chiamata in causa per l'immissione sul mercato di un prodotto altamente cancerogeno, per lui giunge la resa dei conti con se stesso. Film intrigante e conivolgente che non vive di ritmi elevati ma di una trama fascinosa e particolarmente intricata. Michael Clayton è un opera di uno degli sceneggiatori più in vista di Hollywood. Solo per citare alcuni titoli ricordiamo i tre film dedicati alle vicende di Jason Bourne, L'avvocato del diavolo e Armageddon.Godetevi il lungo piano sequenza che accompagna parte dei titoli di coda. È bloccato su un suo primo piano. Nei piccoli mutamenti del suo volto si condensano i pensieri non detti che attraversano la sua mente. Clooney in quell'epilogo condensa tutto il crescendo di umanizzazione che ha offerto al suo personaggio, trasformandolo, step by step, in un essere umano con le sue sofferenze e i suoi dubbi.Ottima pellicola

Condigliato SI


giovedì 24 gennaio 2008

Quel treno di yuma (2007)


Un film di James Mangold con Russell Crowe, Christian Bale, Peter Fonda, Gretchen Mol, Ben Foster, Dallas Roberts, Alan Tudyk, Vinessa Shaw, Logan Lerman, Kevin Durand, Luce Rains. Genere Western produzione USA, 2007 Durata 117 minuti circa.

Remake non significa quasi niente. Remake di un western non significa niente. L'"originale" è del 1957, è di cinquant'anni più vecchio, semplicemente, e non riesce a mandare segnali o echi, a lasciare eredità. È tutto troppo lontano. Allora c'era il "western", coi suoi codici semplici, reiterati, banali e magnifici e col finale rassicurante. C'erano Glenn Ford e Van Heflin, la musica di Tiomkin e la voce di Frankie Laine, c'era il buono e c'era il cattivo che poi era anche lui buono. Soprattutto c'era l'eroe, quell'"eroe", che nel cinema di oggi, e non solo nel cinema, è soltanto uno da sfottere.
Adesso il western è un genere desolato. Da allora è cambiato il pubblico, il cinema, è cambiata la chimica. È cambiato tutto. Allora valeva un storia semplice, un unico segmento. Adesso ci sono almeno altre tre o quattro costole. Parlano, parlano, spiegano. Il contadino Evans (Bale), che trae una vita durissima, per sé e la famiglia, dal piccolo ranch che sta per perdere per i debiti, accetta, per duecento dollari, di fare da scorta per portare il pericolosissimo Wade (Crowe) alla prigione di Yuma. La scorta, braccata dai compagni del bandito, si assottiglia. Nel viaggio i due cominciano con l'odiarsi, continuano col rispettarsi, finiscono (quasi) amici, anche se il contadino non rinuncia al suo compito, anche quando rimane solo senza alcuna speranza di caricare il prigioniero su quel treno delle tre e dieci. Nel frattempo il figlio maggiore di Evans è costretto a crescere in fretta e a diventare uomo nel dolore, e la faticosa integrità del contadino ha finito col conquistare il bandito.
Se si dimentica il classico di Delmer Daves, se lo si lascia vivere autonomamente, il film di Mangold è un'intensa avventura, un po' troppo spiegata. Col paesaggio che diventa "attore" (sì, come allora), con una violenza che non deborda, e con qualche citazione di Leone, che Crowe (a suo agio, come dappertutto) ha definito "il vero grande maestro del western". Con buona pace di Ford, Hawks, Mann e dello stesso Daves.



Consigliato Si


lunedì 14 gennaio 2008

Irina Palm (2007)

Un film di Sam Garbarski con Marianne Faithfull, Miki Manojlovic, Kevin Bishop, Siobhan Hewlett, Dorka Gryllus, Jenny Agutter, Corey Burke. Genere Drammatico produzione Belgio, Lussemburgo, Gran Bretagna, Germania, Francia, 2007 Durata 103 minuti circa.

Siamo nelle campagne attorno a Londra. Maggie ha un nipotino gravemente ammalato e in procinto di morire. Solo un’operazione in Australia può salvarlo ma i genitori non hanno il denaro necessario per il viaggio. Maggie va nella capitale a cercare lavoro ma per lei, donna sulla sessantina, non ci sono offerte. Decide allora di tentare con una proposta di assunzione come hostess. La prestazione però non è quello che lei, ingenuamente, crede. Dovrà masturbare i clienti di un locale porno i quali non avranno la possibilità di vederla. La donna, pensando alla salvezza del nipote, accetta nonostante tutto. Affinerà a tal punto la propria abilità nel 'lavoro’ da diventare la mano più richiesta dai clienti, che faranno la fila per ‘Irina Palm’.
Questo film Sam Garbarski è la prova che si può fare un film natalizio (l’azione si svolge a dicembre) e ricco di umanità pur affrontando un percorso scabroso. Lo si può fare quando si hanno a disposizione due attori come Marianne Faithful e Miki Majnolovic. La Faithful, ex bellissima ninfa egeria della generazione cresciuta con i Rolling Stones, offre la sua fisicità totalmente trasformata a un personaggio di donna semplice, spinta da un amore che solo una nonna può conoscere.Si sorride, si ride e ci si commuove con Irina Palm.


Consigliato Si

domenica 13 gennaio 2008

Ratatouille (2007)


Un film di Brad Bird, Jan Pinkava. Genere Animazione, colore 117 minuti. - Produzione USA 2007. - Distribuzione Buena Vista.

La sceneggiatura è perfetta, innovativa, mai banale e ricchissima di spunti su cui riflettere: si pensi ad esempio alla difficoltà, denunciata dall'unica protagonista di sesso femminile del film, di riuscire ad entrare e farsi largo in un mondo prevalentemente maschile come è quello della cucina "d'elite" o la mercificazione di un marchio di qualità, quale è quello di Gusteau, svilito per soldi e associato aAggiungi immagine prodotti precotti da banco. A fare ronzare le orecchie dei "critici" di professione (culinari, ma non solo…) c'è poi la geniale e lucida analisi autocritica che il feroce Anton Ego dà della sua professione…e potremmo continuare all'infinito. Ratatouille diverte e parecchio, ma non cerca mai la risata facile o grossolana, mancano finalmente gag basate su flatulenze, rutti e tutto il campionario proposto da qualsiasi altro film di animazione recente e passato (Shrek in testa). Al pubblico non resta quindi che seguire i consigli di Anton Ego e andare verso il nuovo senza arroccarsi su inutili preconcetti e querule dicerie: Remy e Linguini vi aspettano.