Benvenuto, non è di certo la parola che un cittadino di un paese in guerra o che subisce ancora i postumi di una guerra causata dal mondo occidentale si sente esclamare appena arrivato sulle coste italiane o europee. Il film è ambientato in Francia, che come altre nazioni europee, è piena di leggi o informazioni che incitano all'intolleranza e alla paura verso molti ragazzi stranieri, carichi di voglia di vivere una vita di lavoro amore e serenità. Questo è un film eccellente che strazierà anche quei cuori colmi di odio verso il diverso e lo straniero, un film che racconta dell'importanza dei sogni nella vita di una persona, dove le motivazioni ti spingono oltre ogni limite umano, limiti invalicabili e per questo drammatici a volte. La disperazione porta a tutto, l'amore fa perdere la ragione, tutto questo in un ragazzo di 17 anni è una miscela instabile pronta ad esplodere. Il film parla di una storia che si osserva e realizza in più paesi del nostro beneamato vecchio continente . La trama da Mymovies: Bilal, giovane curdo, ha lasciato il suo paese alla volta di Calais, dove sogna e spera di imbarcarsi per l'Inghilterra. Dall'altra parte della Manica lo attende un'adolescente che il padre ha promesso in sposa a un ricco cugino. Fallito il tentativo di salire clandestinamente su un traghetto, Bilal è deciso ad attraversare la Manica a nuoto. Recatosi presso una piscina comunale incontra Simon, un istruttore di nuoto di mezza età prossimo alla separazione dalla moglie, amata ancora enormemente e in segreto. Colpito dall'ostinazione e dal sentimento del ragazzo, Simon lo allenerà e lo incoraggerà a non cedere mai ai marosi della vita. A sua volta Bilal aprirà nel cuore infranto di Simon una breccia in cui accoglierlo. Ma il mondo fuori è avverso e inospitale e l'uomo dovrà sfidare le delazioni dei vicini di casa e la legge sull'immigrazione che condanna i cittadini troppo umani e “intraprendenti” col prossimo.
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giovedì 7 maggio 2015
mercoledì 8 aprile 2015
Spanglish - Quando in famiglia sono in troppi a parlare
Una commedia molto dolce con un bel messaggio di fondo, tipiche di Adam Sandler. Con il doppiaggio italiano si perdono molti spanglish (parole composite da spagnolo e inglese) ma ne rimane comunque il senso. La sottile ironia che la caratterizza e la dolcezza dei personaggi appassiona e coinvolge sempre. Spanglish è un film che piace per la sua leggerezza e simpatia. Lo consiglio."Flor, una bella ragazza messicana, accetta il posto di governante in casa di una famiglia benestante, benché piena di problemi: i Clasky. Ma la sua visione della famiglia (lei stessa ha una bambina di sei anni) e del matrimonio è del tutto diversa da quella dei Clasky(By Repubblica.it)"
sabato 22 ottobre 2011
The life of David Gale
Un delicato ed avvincente giallo, con grandi interpreti e una storia molto complessa, ma solo per lo spettatore, visto che solo dal racconto dei protagonisti, l'enigma perde i nodi che lo compongono. Un film che non ha solo l'intento dì intrattenere, ma di porre il ragionevole dubbio contro la pena capitale e la sua reale capacità di fare giustizia in uno stato poco democratico come il Texas. Kevin Spacey è un attore fantastico, ma anche i meno appassionati lo conoscono, i questa recensione vorrei citare un attrice che spesso interpreta ruoli da comprimaria, in maniera sempre perfetta, Laura Linney è assolutamente perfetta. Un pò di trama ......David Gale è un professore che, nel Texas che pratica con convinzione la pena di morte, si oppone come leader di un movimento di protesta che dà fastidio al potere. Un giorno però viene incastrato da una studentessa che gli si offre per un rapporto sessuale e poi lo accusa di stupro. Da quel momento la sua vita è in caduta libera: la moglie lo abbandona portandosi via il figlio e perde il lavoro. Tutto questo viene raccontato a una zelante giornalista che lo intervista nel braccio della morte. Perché Gale è stato condannato per l'omicidio della sua collaboratrice Constance e attende che l'esecuzione abbia luogo. La giornalista vorrebbe poterlo salvare. Non bisogna raccontare di più di questo film di un Alan Parker che si affida a una struttura narrativa macchinosa per mutare lo stereotipo del film di impegno sociale che si mescola al thriller. Gli si può dare atto che riesce a farsi seguire ma la sorpresa finale è così spiazzante che finisce col trasformare il film in un pamphlet a favore della sentenza capitale. Viene da dire che se gli abolizionisti sono così 'malati' forse, forse…Non crediamo sia l'esito che il regista si attendeva.
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lunedì 4 aprile 2011
Happy family
Eccoci a parlare di un nuovo film italiano, una commedia! Io non sono un patito del cinema italiano e delle sue commedie, troppo incentrate sul rapporto tra i genitori e i figlii, gli amori giovanili e la crescita. Bhè, questo film racchiude tutte queste categorie, in ogni loro aspetto. Ma Il bravissimo Salvatore narrà il tutto con una chiave ironica alquanto insolita per il nostro cinema. Si vive delle storie di due famiglie che si incontrano per il presunto matrimonio tra i due giovani rampolli, appena sedicenni, che saranno solo il buon pretesto per conoscersi. Ma il tutto è solo il frutto dell'imaginazione del vero protagonista del film, il suo autore. Infatti è solo la storia inventata di un autore che prova a scrivere il suo "film". Happy family mi ha divertito e accompagnato in una bella serata primaverile spero piaccia anche a voi. Ecco la trama resa da MYmovies: Filippo e Marta hanno sedici anni e la ferma decisione di sposarsi. Marta dovrà persuadere i suoi genitori, passando sopra l'isteria della madre e l'indolenza del padre, Filippo dovrà convincere la madre ma può contare sulla benedizione del suo secondo marito, Vincenzo. Alla cena che riunisce alla stessa tavola i figli cocciuti e i parenti sballati, finisce anche Ezio, il narratore di questa storia, coinvolto da un incidente in bicicletta e convinto da un colpo di fulmine in ascensore.
domenica 30 gennaio 2011
Carandiru
Un film di Hector Babenco. Con Luiz Carlos Vasconcelos, Milton Goncalves, Ivan de Almeida, Ailton Graça, Maria Luisa Mendonça, Aida Leiner, Rodrigo Santoro Drammatico, durata 140 min. - Brasile, Argentina 2003.
140 minuti, di cui 120 intensi e vissuti con molta leggerezza mista ad immagini crude ma solo perchè la vità nel carcere è così, 20 minuti drammatici, angoscianti, dove l'uomo perde ogni briciola di umanità e sentimento. I carceri brasiliani, quello del Carandiru in particolar modo, sono in completa autogestione da parte dei carcerati. Gli stessi criminali effettuano discriminazioni severe e l'applicazioni di "leggi d'onore". I malati di HIV e gli stupratori sono completamente isolati, i secondi se vengono risparmiati, convivono in celle di 10 mq in 10-12 persone. Tutto il resto vive come in un "grande fratello", sono i carcerati a gestire pulizie, cucina e tornei interni. Carandiru narra la vera storia della strage che portò le squadre speciali, nel 1992, ad una strage senza eguali. Prima del tragico epilogo vengono narrate le storie personali dei principali personaggi del carcere, grazie alla figura dantesca di un medico, che cerca di portare informazioni e precauzioni per scongiurare il diffondersi delle malattie. Carandiru è senza dubbio un ottimo film, dove umanità, sentimento e vita si miscelano per narrare le storie di persone normali che non nascono diavoli ma lo diventano.
140 minuti, di cui 120 intensi e vissuti con molta leggerezza mista ad immagini crude ma solo perchè la vità nel carcere è così, 20 minuti drammatici, angoscianti, dove l'uomo perde ogni briciola di umanità e sentimento. I carceri brasiliani, quello del Carandiru in particolar modo, sono in completa autogestione da parte dei carcerati. Gli stessi criminali effettuano discriminazioni severe e l'applicazioni di "leggi d'onore". I malati di HIV e gli stupratori sono completamente isolati, i secondi se vengono risparmiati, convivono in celle di 10 mq in 10-12 persone. Tutto il resto vive come in un "grande fratello", sono i carcerati a gestire pulizie, cucina e tornei interni. Carandiru narra la vera storia della strage che portò le squadre speciali, nel 1992, ad una strage senza eguali. Prima del tragico epilogo vengono narrate le storie personali dei principali personaggi del carcere, grazie alla figura dantesca di un medico, che cerca di portare informazioni e precauzioni per scongiurare il diffondersi delle malattie. Carandiru è senza dubbio un ottimo film, dove umanità, sentimento e vita si miscelano per narrare le storie di persone normali che non nascono diavoli ma lo diventano.
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mercoledì 26 gennaio 2011
La notte e la città
Night and the city. Voglio presentarvi un film forse un pò in là con gli anni ma a volte è meglio preferire un buon film, forse ingiallito, ad un film nuovo di zecca ma con poco da dire. La notte e la città è un remake di un omonimo degl'anni 50 con un sedicente Robert De Niro, che mostrerà il suo talento d'attore in ogni sfaccettatura e fotogramma. Un pò di trama presa da Mymovies...Harry Fabian (R. De Niro), avvocaticchio di New York, tenta la fortuna promuovendo un incontro di pugilato. Un boss gli mette i bastoni tra le ruote e lui s'infila in un vicolo cieco dove si rovina. Fiacco rifacimento di un denso film di Jules Dassin (I trafficanti della notte, 1950) con un ridondante De Niro (anche produttore) al posto di Richard Widmark.
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lunedì 17 gennaio 2011
Zeitgeist Addendum
l film discute riguardo al sistema della Federal Reserve negli Stati Uniti, della CIA, delle corporation americane e altro, concludendo con la presentazione del Venus Project, creato dall'ingegnere sociale Jacque Fresco. In accordo con Peter Joseph, il film ha come scopo di localizzare le radici della dilagante corruzione sociale, offrendo allo stesso tempo una soluzione. In conclusione Addendum sottolinea il bisogno di eliminare ogni barriera che divide gli uomini e individua i passi concreti da fare per indebolire il sistema monetario. Il film suggerisce azioni di "trasformazione sociale", come boicottare le grandi banche, i media, il sistema militare e le multinazionali dell'energia.(WIKIPIDIA)
Link del documentario su google video
Zeitgeist the movie
Documentario indipendente senza fini di lucro che tenta di far luce sull'origine delle religioni, le stragi dell'11 settembre, le attività delle banche centrali e dei grossi finanzieri. Tesi forse poco popolari, che in parte sono già circolate riassunte e ben esposte in un documentario che interessa e appassiona. L'abilità soprattuto nella prima parte, quella sulla religione, è quella di strutturare piùinformazioni in un discorso coinciso e organizzato, che prende spunto da molti libri già presenti. L'argomento più interessante è quello della coincidenza tra religione cristiana e quella egizia. Da vedereLink di google video sul quale vedere il film
venerdì 14 gennaio 2011
Questione di cuore

Noi italiano con i sentimenti ci sappiamo fare, li sappiamo ascoltare, sentire e descrivere. I sentimenti più veri e soprattutto quelli più dolorosi. Sarà per la nostra natura, o perchè sappiamo che non c'è nessuna forma d'amore senza dolore. "Questione di cuore" è una storia d'amore, un amore d'amicizia che lega due personaggi così diversi ma uniti dalle difficoltà che la vita ci pota ad affrontare. Nel leggere questa prefazione, facilmente si potrebbe pensare a questo film come il classico "mattone" che rimane indigesto per alcuni giorni, invece no. Questa è un altra peculiarità del buon cinema italiano, noi le cose tristi le amiamo raccontare solo se intervallate da qualche sorriso, dopo tutto questo ecco la trama..ma fidatevi, dovete guardalo.......
"Angelo è un giovane carrozziere che accumula beni, Alberto uno sceneggiatore di successo che spreca parole. Colpiti al cuore da un infarto e dalla vita, vengono ricoverati nella stessa notte e nella stessa clinica. Vicini di letto e lontani di mondi, Angelo e Alberto scoprono una zona franca, dove scambiarsi emozioni, ricaricare il cuore e risollevare lo spirito. Angelo, padre di due figli e marito innamorato di Rossana, organizza il disagio seguito alla malattia, Alberto, fidanzato senza più voglie di Carla, esplora la sua infelicità e cerca parole per raccontarla. Dimessi dalla clinica, la casa di Angelo diventerà l'officina in cui mettere a punto il motore, il ricovero dove il Pigneto incontra la prima circoscrizione, il laboratorio dove lo scrittore ritrova la curiosità sincera di un'osservazione partecipe."(Mymovies)
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mercoledì 5 gennaio 2011
Bara con vista
Gran Bretagna, USA 2002..Divertente commedia anglo-americana dallo humor inglese, sulla riga di "Funeral Party" , "Tutta l'erba di Grace"e "St Trinians". Personaggi convincenti e dialoghi allucinanti rendono la macabra storia una commedia brillante e dalla risata facile. "Boris ama Betty fin dall'infanzia, ma la sua goffaggine gli ha sempre impedito di manifestare il suo sentimento. Così lui, ballerino mancato, ha ereditato l'azienda di pompe funebri di famiglia, mentre lei, sensibile e sentimentale, ha sposato il rozzo sindaco del piccolo paese del Galles dove entrambi vivono. Due fatti sconvolgono questa vita così tranquilla: la morte della suocera di Betty, che rende possibile un suo riavvicinamento all'antico spasimante, e l'apertura di un'altra ditta di pompe funebri gestita da un eccentrico americano Boris progetta di scappare con Betty, inscenando una sua finta morte (My Movies)"martedì 4 gennaio 2011
Push
“PUSH” di PAUL McGUIGAN; USA, 09.Ottimo mix tra spionaggio e supereroi, con un buon cast d'attori (Chris Evans, Dakota Fanning) e una buona regia e scenografia. Bocciato dalla critica, mi trovo qui a dissentire e a difendere l'onore di una pellicola che di certo non passerà alla storia ma farà compagnia agli appassionati del genere La “Divisione” è un’entità super segreta che raccoglie, implementa e vorrebbe utilizzare uomini dai poteri eccezionali, manipolatori, telecinetici, veggenti, ecc. Sono cavie tenute prigioniere e sottoposti a esperimenti spesso mortali. Ma qualcuno scappa e potrebbe smascherare tutto.lunedì 27 dicembre 2010
An Education

Il difficile passaggio dall'adolescenza all'età adulta viene raccontato con molta finezza dalla regista danese di questo film, che, ispirandosi alle memorie della giornalista inglese Lynn Barber, racconta una vicenda ambientata nella Londra del 1961. La giovane Jenny studia in un severo College della città, con ottimi voti, e coll'obiettivo di ottenere l'iscrizione a Oxford per l'università. Ma nella sua vita entrerà a giostrare un uomo adulto, affascinante ma alquanto subdolo.
Hustle & Flow

Il ghetto americano raccontanto in tutto il suo squallore ma con un pizzico di umanità e speranza. Personaggi ben argomentati e sviluppati dove il lavo aggressivo, è spesso compensato da una pizzico di umanità inaspettata. Non è un film "sentimentale",anche se di sentimenti ce ne sono, ma quelli meno cinematografici.... odio, paura, angoscia, voglia di evadere.
Jay è un pappone-spacciatore di Memphis poco più che fallito. Il suo misero mondo vincolato a prostitute che costituiscono la sua unica famiglia, è sempre più asfissiante e D Jay decide di tornare a un suo vecchio sogno giovanile: diventare MC. Quando viene a sapere che Skinny Black - ex abitante del suo quartiere divenuto ora un idolo dell’Hip Hop – sta per tornare in città, farà di tutto per presentarsi con un demotape alla mano.
Vincitore di un premio Oscar per la miglior canzone originale - It's Hard Out Here for a Pimp di Paul Beauregard e Jordan Houston
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giovedì 16 dicembre 2010
Stanno tutti bene

Dolce e tristemente comico, così descriverei un film che mi ha colpito e dove mi sono più volte riconosciuto. Storia di un padre di 4 figli lontani e con vite diverse tra loro, lui vedovo da 6 mesi , loro tanti segreti che non hanno voglia di confessargli, in parte per paura di non deluderlo e in parte per non ferirlo. Non parlo del classico film di natale, non sono il mio genere!
Volevo solo essere un bravo padre..." dice De Niro a Drew Barrymore, un padre che ha lavorato tutta la vita e che vorrebbe rivedere i suoi figli che inventano scuse per rimandare...e ben presto si scoprira' anche il perchè....
martedì 20 aprile 2010
cella 211

Dopo un esordio che ritengo pressoché sconosciuto, Daniel Monzon ci ha regalato un vero gioiello, possente ed impetuoso, incastonato in una struttura narrativa semplice e lineare che si lascia seguire con facilità, dando corpo e voce ad una delle tante storie “assurde” che diventano realistiche proprio grazie a quella meravigliosa macchina dei sogni rispondente al nome di cinema. Vi potreste mai immaginare un secondino che, per una strana serie di cause, deve assumere l’identità di un detenuto e che, nel volgere di un brevissimo spazio di tempo, subisce tante e tali di quelle esperienze da vedere completamente sconvolta la sua vita, fino al punto di guidare con profonda convinzione una rivolta carceraria, di uccidere un collega reo di avergli ammazzato la moglie incinta e di stringere un sotterraneo ma sincero rapporto di stima e di amicizia con il peggiore dei reclusi? Eppure Daniel Monzon riesce a rendere verosimile tutto questo. Bellissimo, nella sua cruda violenza estetica. Indimenticabile lo sguardo fiero e magnetico di Malamadre – Luis Tosar. A dimostrazione di come, per costruire grandi film, non siano indispensabili grandi capitali od effetti speciali. A differenza de "Il profeta", che sfrutta abilmente una prospettiva claustrofobica sulla quale costruire una sottile sensazione di angoscia che ti accompagna dall'inizio alla fine
By MYMOVIES
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martedì 6 aprile 2010
Mine vaganti

Ferzan Ozpetek, l'Amodovar italiano, ritorna a far centro con un film con un pizzico in più di commedia ma mantenedo sempre i contenuti. Sempre presenti gl'elementi cardine delle storie del regista, come il dramma proveninte dal passato, la ricerca della felicità e l'omosessualità come tabù in un mondo borghese.
Ferzan gioca dunque sulla forza del sentimento, rendendo palese, ancor più che negli altri film, la sua filosofia sull’immortalità degli affetti, dei legami; nulla finisce, tutto ritorna se c’è amore. Un amore che elude gli schemi classici, un amore che va oltre l’esclusività e la possessività, un amore che, finalmente, rende liberi. Sarà vero? Non importa, siamo al cinema e quello che conta è l’emozione. Ed in questo film si sorride, si ride, si piange, ci si commuove profondamente. Tocca le nostre corde più profonde con poesia e vorremmo essere li, tutti insieme, nella splendida scena del ballo tra tutti i personaggi del film, in un abbraccio liberatorio. Ozpetek, infatti è nel finale che così ci accarezza risvegliando l’istinto consolatorio e fanciullesco che è in noi, sottolineando che a fianco del coraggio e di una verità che rende liberi, si deve dare sempre spazio al sogno.
“Ci vuole più coraggio a dire quello che si sente che a stare zitti”. Il regista fa dire ad Elena Sofia Ricci, vissuta, come altri personaggi del film, tacitando le espressioni più vere dell’emozione, censurando la propria modalità di essere o nascondendosi in una non consapevolezza di se. Questo è infatti un film sulla verità che deve venire fuori per liberare, per esplodere e le mine vaganti sono quelle persone che innescano questo processo di verità, si sacrificano per esso. Qualche volta si finisce per vivere per gli altri, ma gli altri quanto veramente vogliono che viviamo per loro? E quanto non ci vorrebbero per quello che siamo?
Ozpetek si conferma un grande regista.
"Non farti mai dire dagli altri chi devi amare, e chi devi odiare.Sbaglia per conto tuo, sempre."
La trovo una frase splendida e con molto senso
"Gli amori impossibili non finiscono mai. Sono quelli che durano per sempre."
Siamo sempre troppo insoddisfatti, e ciò che non possiamo avere lo cerchiamo sempre con ostinazione e con un certo autolesionismo
"Non devi avere paura di lasciare, tanto le cose importanti nella vita non ti lasceranno mai"
Crudele condanna!
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venerdì 19 marzo 2010
gli abbracci spezzati
Stralci di foto, obiettivi sempre accesi, sguardi ed abbracci sfuggenti, amori carnali e di convenienza..ritrovarsi nel silenzio, nel vento che soffia forte e perdersi di notte lungo una strada diritta.. "Gli abbracci spezzati" è un altro tassello da aggiungere al lavoro di un grande regista : Pedro Almodovar. La ricetta è la stessa ed il risultato è sempre quello di un film asciutto, gradevole, divertente che scorre senza mai annoiare o chiedersi troppo. Una Penelope Cruz "cariatide", sulla quale si adagia l'intero film, che a mò di sole illumina gli attori circostanti con la sua ormai riconosciuta bravura e bellezza. Il film ci presenta la vita di Mateo Blanco o Harry Caine (Lluís Homar) che dir si voglia, uomo costretto a tirare ormai le somme della propria esistenza, schiavo della più grande disgrazia che ad un regista possa capitare : perdere la vista. Mateo si rifugia dietro una macchina da scrivere e dietro la sua Judit (Blanca Portillo)che da anni gli nasconde un triste segreto che sarà costretta a svelare solo alla fine del film. Ma anche una delle vite più angosciose e monotone a volte può riservare qualche sorpresa ed è così che, un bel giorno, un certo Ray X si presenta a Mateo Blanco ed inserendosi come un "parassita" nella sua vita riesce a fargli ricordare spiacevoli episodi accaduti ormai 14 anni fa. 14 anni fa Mateo ha perso non solo la vista ma anche l'amore della sua vita :Lena (Penelope Cruz) e, non potendo più dirigere i suoi film, ha deciso di assumere definitivamente lo pseudonimo di Harry Caine per convincersi che Mateo Blanco era morto in quell'incidente assieme alla sua amata. I fotogrammi correrranno sul grande schermo contorniati dalla voce del protagonista, che racconterà l'intero "film della sua vita" a suo figlio Diego, e da numerose citazioni (Donne sull'orlo di una crisi di nervi-Viaggio in Italia) . A voi l'inconfondibile stile "spagnolo" di Almodovar nonchè colori, sguardi e magnifiche riprese di Lanzarote. Di certo non è uno dei migliori lavori del famoso regista, di certo non si tratta di un "colossal", ma in un panorama di horror, film catastrofici e senza senso non ci resta che godere!.
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lunedì 1 marzo 2010
Invictus

Invincibile, lo può essere un uomo dopo una grande impresa sportiva, ma lo può essere anche un uomo dopo 27 anni anni di duro carcere, ed uscirne con la capacità di perdonare il suo carceratore per il bene del suo paese. Sullo sfondo di un Sud Africa appena uscito dalle elezioni che hanno visto trionfare Nelson Mandela, principale esponente anti-apartheid, ma sempre sull'orlo di una crisi civile. Modiba ( Nelson Mandela) e Francois Pienaar (capitano della nazionale di Rugby sudafricana) saranno i protagonisti di una delle più grandi vittorie sociali che solo lo sport poteva regalare. Clint Eastewood ritorna sul tema del razzismo riscoprendo una delle più brutte pagine della storia e lo fa a suo modo, armato di sensibilità e passione.
"Se io non so cambiare quando le circostanze lo impongono come posso chiedere agli altri di cambiare?"
lunedì 22 febbraio 2010
Once were warrios

Film cruento sulle problematiche sociali di una famiglia neozelandese, ma rispecchia molte altre dinamiche sociali. La storia e l importanza dei maori è ancora viva e presente, ma non in tutti, molti invece rivendicano un passato di schiavitù e lo usano come giustificazione ad uno stile di vita poco umano, ma più simile all'animale. Da vedere.
venerdì 18 dicembre 2009
Fuori Menu
Nacho Garcìa Velilla, regista spagnolo, impegnato per lo più in serie televisive, con “Fuori Menù” debutta nella regia cinematografica, adottando un registro, comico all’apparenza, ma anche drammatico nella sostanza. Il suo stile si può paragonare a quello di Almodovar, che alterna con delicatezza drammaticità e comicità, tragedia e parodia? No, decisamente no. Ma non per questo Velilla può essere giudicato inferiore o addirittura maldestramente debuttante. Anzi, al contrario ha dimostrato di essere stato, tutto sommato, capace di raccontare, con capacità comunicativa e convincente creatività, una storia particolare nel suo genere, non priva di messaggi audaci che rimandano alla contemporaneità del quotidiano. Gli spunti comici sono sinceramente divertenti e poco banali o offensivi, g'attori ci mettono cuore e passione coinvolgendo in tutto e per tutto lo spettatore.
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