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lunedì 11 febbraio 2008

Io non sono qui (2007)

Un film di Todd Haynes. Con Christian Bale, Cate Blanchett, Marcus Carl Franklin, Richard Gere, Heath Ledger, Ben Whishaw, Charlotte Gainsbourg, David Cross, Bruce Greenwood, Julianne Moore, Michelle Williams, Peter Friedman. Genere Musicale, colore 135 minuti. - Produzione USA 2007. - Distribuzione Bim
Locandina Io non sono qui

Profeta, cantastorie, contestatore. Anticonformista, folle, genio assoluto del novecento. Io non sono qui è un viaggio nel tempo di Bob Dylan, attraverso il ritratto di sei personaggi – colti ognuno in un aspetto diverso della vita artistica e privata del menestrello americano – che intrecciano le loro storie di protesta, disagio, erranza e solitudine in una performance evocativa diretta da Todd Haynes. Anche stavolta, in un'ambientazione che riecheggia gli anni sessanta – avvicinandosi con forza alle tematiche dei suoi film più noti come Lontano dal paradiso e velvet il regista americano sperimenta una narrazione frammentata e psichedelica, utilizzando sei diversi stili di regia all'interno di ogni microcosmo narrativo.
C'è Arthur, poeta simbolista che porta lo stesso nome di Rimbaud, interrogato e poi condannato da una commissione d'inchiesta per i suoi presunti legami con gruppi sovversivi e di estrema sinistra. C'è Woody (Guthrie) un bambino di undici anni scappato da un riformatorio e pronto a raggiungere il capezzale del morente omonimo, il cantante folk che ha influenzato per lungo tempo la musica di Dylan. Poi c'è Jack cantore della protesta al tempo della guerra in Vietnam, Robbie attore e motociclista, Jude l'androgino e cinico cantante folk, e per finire l'illuminato pastore John e il vecchio Billy (The Kid), ispirato al celeberrimo criminale. Quello di Todd Haynes è più di un mockumentary o di un omaggio al Dylan che più amiamo (non a caso è l'unico ritratto che lo stesso Dylan sembra aver davvero apprezzato), ma una miscela perfetta di musica, arte visiva, cinema. Fotografia rigorosa, sei registri narrativi che si intrecciano sul calare degli anni '70, quando le illusioni e le utopie di un mondo migliore si infrangevano definitivamente sul campo di battaglia di una guerra infinita e inutile. C'è la musica, allora, a risollevare le sorti di un'umanità stanca, a dar voce ai poveri e ai diseredati, ma c'è anche il cinema – di Todd Haynes – che ogni volta restituisce la magia delle atmosfere magiche perse nei ricordi.

Consigliato SI



Sweeney Todd: il diabolico barbiere di Fleet street

Un film di Tim Burton. Con Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Alan Rickman, Sacha Baron Cohen, Laura Michelle Kelly, Timothy Spall, Anthony Stewart Head. Genere Musical, colore 116 minuti. - Produzione USA, Gran Bretagna 2007. - Distribuzione Warner Bros Italia

Locandina Sweeney Todd: il diabolico barbiere di Fleet Street
Benjamin Barker, accusato ingiustamente di omicidio, viene allontanato dalla moglie e dalla figlia e rinchiuso in prigione. Quando riesce a tornare a Londra, vuole a tutti i costi saziare la sua sete di vendetta contro le persone che sono state ingiuste nei suoi confronti, non tanto per la pena che ha dovuto scontare, ma per la sorte che é toccata alla moglie e la figlia. Diventerà così Sweeney Todd, conosciuto come il diabolico barbiere di Fleet Street, e con l'aiuto di Mrs. Lovett, che ha un negozio di torte sotto il suo salone, porterà avanti il suo piano. Tratto dal musical di grande successo di fine anni '70 "Sweeney Todd: The Demon Barber Of Fleet Street". Tim Burton è un talento cristallino e quando le sue visioni di mondi oscuri e tetri vengono realizzate da un premio oscar come Dante Ferretti, lo spettatore non può che rimanere ammaliato. Stiamo parlando di un musicol, e come si sa, questo genere ha dei tempi propri, sicuramente più lenti di quelli di una normale narrazione del genere Horror/Thriller. Allora volendo esser completamente sincero e chiaro, se non avete apprezzato Moulin Rouge e altri capolavori del genere, Sweeney Todd non fa per voi, ma se queste produzioni vi hanno almeno in parte coinvolto e avete una passione per l'accoppiata Burton&Depp, non potete perderlo.

Consigliato SI






















lunedì 14 gennaio 2008

Rize - alzati e balla (2005)

Rize, ovvero l'alba di una nuova avanguardia legata al mondo della danza. Il palcoscenico è South Central, conosciuto per essere uno dei quartieri duri della città degli angeli. Qui, nel 1992, Tommy "il clown" inventa un nuovo modo di animare le feste dei bambini in stile hip hop. Non pensa solo a farli divertire ma diventa anche, per molti di loro, un punto di riferimento per tenerli fuori dalle gang. L'attrazione alternativa è un nuovo modo di ballare, lontano dalla break dance, fatto di frenetici movimenti e di volti truccati da pagliacci. La nuova espressione artistica si evolve per mezzo di alcuni discepoli della "clown academy". Così nasce il "Krump", rappresentazione catartica della violenza urbana, trance collettiva dal sapore tribale. Le maschere clownesche diventano segni personalizzati e caratteristici mentre le "battles" si svolgono a colpi di improvvisati passi di danza. È un modo innovativo di esorcizzare la violenza anche se alcuni tragici episodi ci riportano alla realtà impietosa e imprevedibile della metropoli americana. David LaChapelle, che nel 2004 aveva realizzato il suo primo cortometraggio sul tema, nel 2005 firma una pellicola che ha tutto il gusto dei suoi lavori passati. Il suo sguardo di fotografo oggi è soprattutto legato ai videoclip, territorio a lui ben noto. Il risultato è un documentario ben realizzato che illustra come un'alternativa alla violenza sia possibile.

consigliato Si

Save the last dance (2001)

Storia di Sara, ballerina classica, che alla morte della mamma deve lasciare il paesello e raggiungere il padre che abita a Chicago. Sara conosce Dereck, ballerino nero di hip-hop. Naturalmente si innamorano. Lo spettacolo ha le sue difficoltà, tutte già viste in mille film e comunque tutto va bene e alla fine la coppia mista trionfa. Tanti bei significati. Grande successo presso il giovane pubblico USA, naturalmente.

consigliato Si

sabato 8 dicembre 2007

Step Up

Sicuramente di qualche tono più basso del più famoso "save the last dance, però il film viaggia sulle note di una trascinate colonna sonora. Step up manca d' innovazione, rendendosi banale e scontato in molte parti. Se in save the last dance la protagonista oltre ai problemi riguardanti il ballo doveva preoccuparsi anche di quelli dell'inserimento in una scuola principalmente di colore, in step up le problematiche presentano angoli più smussati concentrando il tutto sulle difficoltà di una esibizione. La regista è un ex insegnante di danza e coreografa di nome Anne Fletcher, che con questo film firma l'esordio alla regia, unendo alla danza classica lo street dance. Interessante è sapere che il protagonosta Channing Tatum, per anni ballerino di strada freestyle, ha recitato senza controfigure. Un pò di trama.......Dopo essere stato arrestato per vandalismo notturno all'interno della Maryland school of the arts, lo sbabdato tyler gage viene condannato a un imprecisato numero di ore di rieducazione da trascorrere all'interno dell'istituto. Qui scoprira la passione per la danza e l'amore per la ballerina Nora.....scontatino pero se piace il genere può appassionare. Voto 6