venerdì 18 settembre 2009
mercoledì 16 settembre 2009
Una vita sospesa

Ho deciso di rinnovare il blog inserendo anche i libri che m'hanno principalemente colpito. Sinceramente non sono un grande lettore ma ultimamente sto rivalutando l'arte delle parole, perche la capacità di comunicazione di un libro, spesso se non sempre, un film non possiede nemmeno lontanamente.
Oggi vi presento "Una vita sospesa" di Giancarlo Sperti
Può un coniglio cambiare la vita di un uomo? A cosa deve mirare sempre la volontà umana? Cosa rende veramente libera la nostra vita?
Risulteranno ai più domande banali, più inerenti ad una narrativa fantasy, ma in realtà l'ultimo prodotto della penna di Sperti è un libro che libera la mente e ci dà il senso della vita, che sicuramente può differenziarsi da persona a persona, ma che ha un unico elemento comune, l'affrontare tutto quello che la vita ci offre, bello o brutto che sia. La felicià è una condizione che si crea senza scendere a compromessi. Ora sta a voi liberare la mente e capire ciò che vi rende liberi.
giovedì 16 luglio 2009
St. Trinians

Film comico "demenziale" all inglese, il chè gli dona un certo fascino e sofisticatezza che è impossibile vedere nelle produzioni americane. Logicamente lo humor anglosassone non è semplice e il film mette a dura prova chi non è amante di tali pellicole. Si distinguono due grandi attori britannici come Colin Firth e il sempre verde Rupert Everett, il secondo non propriamente a suo agio nelle vesti della preside della demenziale scuola, ma forse è proprio questo l'effetto desiderato. St. Trininas é un film ridicolo quanto basta che permette di passare un oretta spensierata. Chi ha amato la comicità di "funeral party" amerà anche questa nuova pellicola prodotta dai sudditi della regina. English
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lunedì 29 giugno 2009
La classe - entre les murs

François è un professore di francese in una scuola media della periferia parigina. Nonostante abbia a che fare coi ragazzi "difficili" delle banlieues, François cerca in ogni modo di istruirli, di abituarli al dialogo e al confronto, di farli crescere e maturare, aiutandoli a tirar fuori il meglio di loro stessi, senza darsi mai per vinto anche di fronte ai casi disperati. I fallimenti e le cocenti delusioni, però, saranno ben più dei successi ottenuti. Non aspettatevi qualcosa di simile a "L'attimo fuggente" o a "La scuola", tuttavia non disperate: all'ottimo regista Laurent Cantet("Risorse umane", "Verso il Sud") basta veramente poco per costruire un'opera di rara bellezza ma di amplissimo respiro. In primis il libro omonimo a cui si è ispirato(e di cui consiglio caldamente la lettura!), dal quale prende vita un film in forma di documentario, ironico e divertente(alcune battute sconquassano le budella), a tratti anche triste e malinconico, sui problemi dell'istruzione più che su quelli dell'integrazione, sui valori dell'insegnamento, e degli insegnanti che lottano per trasmetterli, così surreale da apparire tremendamente reale(i discorsi nella sala professori sono il trionfo dell'assurdo), ma nel contempo talmente attuale che quasi si stenta a credere ai propri occhi(e alle orecchie: il turpiloquio dei ragazzi è di casa anche da noi...). A questo si aggiunga la scelta stilistica di ambientare il tutto in appena tre ambienti chiave, all'apparenza piccoli e chiusi, in realtà variegati e multisfaccettati microcosmi, e di filmare con l'ausilio di due telecamere- due- il trascorrere di un intero anno scolastico visto attraverso gli occhi di chi si trova da ciascuno dei due lati della "barricata"(la cattedra), sfruttando la luce naturale e abusando(in senso buono) dei primi piani, mai così incisivi e comunicativi delle molteplici sensazioni dell'animo. Un cast che definire straordinario appare riduttivo, tanto è convincente e perfetto sotto ogni punto di vista, da ammirare ancor più perchè composto interamente da esordienti: dai ragazzi(e specialmente le ragazze: gentil sesso rulez!), ben caratterizzati e definiti nelle loro personalità e non ridotti a semplici macchiette stereotipate(vero Moccia?), per finire al fantastico e bravissimo(a dir poco) François Bégaudeau, pragmatico sognatore, un moderno Don Chisciotte idealista e trascinatore, combattente sconfitto ma mai arrendevole. Certo, la pellicola sarà lenta nello scorrere e a tratti un po' monotona, ma i risultati sono stati a dir poco mirabolanti: Palma d'oro a Cannes come Miglior Film, e Oscar nomination come Miglior Film Straniero.Se il buongiorno si vede dal mattino...Da vedere e far vedere, cinema allo stato puro che diventa lezione di vita.
Michele Pieloni
Prova a volare.

Tragicommedia italiana, sicuramente distante dalle infiocchettate storie narrate oltre oceano. Una ragazza del profondo sud che scappa da quello che non reputa giusto per se, che gli viene imposto dai genitori, ma la sua forza d'animo la porterà a fare le scelte giuste. La storia gode dell unione delle problematiche dei due interpreti che si trovano, consapevolmente ed inconsapevolmente, a scappare per poter avere la forza d' iniziare una vita più simile a loro e non una che gli veniva ritagliata su misura. Scamarcio e Alessandra Mastronardi ci daranno la possibilità di vivere una storia che forse a molti è capitata , con le dovute proporzioni, o che forse avremmo volute vivere. Riflessivo
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venerdì 26 giugno 2009
Identità Sospette

Pellicola avvincente con ottimi attori..tra cui spicca jim caviezel ( the passion ). Cinque uomini si risvegliano in un magazzino blindato dopo esser stati storditi da un gas, sullo sfondo un rapimento e la perdita di memoria. Ora chi è il rapitore e chi il rapito? Sospetti paure ed adrenalina per un thriller acuto e intrigante. Da vedere.
mercoledì 27 maggio 2009
Angeli e demoni

Il film ha un ritmo frenetico, serrato, incalzante. Questa è l'unica nota positiva. Inoltre, grazie ad alcune suggestive inquadrature, funziona da ottimo spot pubblicitario per la città di Roma (che non ha certo bisogno di pubblicità). Non ho letto il libro, ma non giudico mai i film facendo un confronto fra pagina scritta e pellicola. Le continue intuizioni di Tom Hanks, in base ad indizi casuali e del tutto contestabili, sono il perno per la riuscita della sua missione, che consiste nell'evitare una vera e propria catastrofe attorno alla basilica di San Pietro, al Conclave riunitosi per l'elezione di un nuovo pontefice, e alla città del Vaticano. Peccato che queste "geniali" intuizioni risultino appunto forzate, costruite a tavolino (mi riferisco alla dozzinale sceneggiatura) e davvero poco credibili. Per non parlare dell'antimateria, di un camerlengo che si butta col paracadute da un elicottero e dopo una violenta esplosione, nonostante il violento spostamento d'aria, plana proprio al centro di piazza San Pietro, da dove appunto era decollato l'elicottero. Buona, comunque, la ricostruzione di certi ambienti: cripte, chiese, scorci della Roma notturna, del centro, e del Lungotevere. Qualche personaggio azzeccato: i cardinali chiusi nella cappella Sistina, il comandante delle Guardie svizzere. E poi solo fantasia, tanta fantasia, giusto per passare un po' di tempo. Consigliato agl'amanti degli intrighi e dei sotterfugi
Per vedere il film clicca qui
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giovedì 30 aprile 2009
The Kovak box

Thriller vecchio stile, dove le indagini non sono su base scientifica ( vedi C.S.I) ma grazie all'ingegno umano. Un giallo che ben riprende quelli degl'anni '80, che gode di una buona fluidità e ricchezza di contenuti. Stiamo parlando di una pellicola di non promissima fascia, quindi attori e scenografie non danno quel qualcosa in più, ma forse questo permette di portare la storia in primo piano. Uno scrittore di romanzi di fantascienza viene invitato ad una conferenza tenuta su di un’isola. Scoprirà presto di essere caduto in trappola.
Consigliato SImercoledì 29 aprile 2009
Franklyn

Alcune premesse del caso credo vi saranno utili per meglio inquadrare questo film. Si tratta di una pellicola girata con lo stile di un video clip musicale, dove ogni frase ha un senso ma lascia comuncque lo spettatore completamente in balia degli eventi, senza alcun mezzo che gli permetta di creare un filo logico, almeno all'inizio. Solamente alla fine forse, e dico forse, verra recuperato una certa logicità. Franklyn è una pellicola che ben presto entrarà nei "film culto"del genere fantastico, come Donny Darko e V per vendetta.
Londra ai giorni nostri. Meanwhile City, una città gotica in cui il buio domina. È tra queste due locations che si sviluppano le vicende dei quattro protagonisti le cui vite finiscono con l'intrecciarsi. Si tratta di Philippe che, nel mondo fantastico di Meanwhile è una sorta di detective-vigilantes unico ateo in una società in cui una fede decisamente bizzarra è stata imposta a tutti dal Potere. Gli altri tre agiscono nella capitale britannica: Amelia una giovane donna esperta in performance suicide, Milo malato d'amore e Peter che è alla ricerca del figlio senzatetto.
Consigliato SI
The shipping news - Ombre dal profondo

Pellicola che intreccia storie di vita del presente e del passato, mischiando un pizzico di paranormale che rend eil tutto imprevedibile e affascinante.
Quoyle (Spacey) cresce complessato e triste, vittima di tutti, soprattutto della donna più orrenda che esista (Blanchett), che lo sposa, gli porta gli uomini in casa, fugge e ritorna, per andarsene definitivamente, dopo aver venduto la loro bambina a un'organizzazione di adozioni. Fortuna che la donna muore in un incidente e la bimba torna col papà. Con l'aiuto di una zia (Dench) la famigliola si trasferisce in un paese sul freddo mare di Terranova, dove trova gente dura e triste, dedita al mare e alle tragedie. Inaspettatamente Quoyle, la cui famiglia ha trascorsi pirateschi e misteriosi, trova lavoro in un giornaletto locale e lì esprime un talento che nessuno, a cominciare da lui, sospettava. Incontra anche una vedova (Moore) con la quale si rifarà una vita. Le solite atmosfere alla Hallstrom, lente e liriche, col mare, gli scogli e i prati nel grigio del nord. Con elementi misteriosi e riti oltre il naturale, come la scena di una quasi-resurrezione che spaventa parenti e amici lì a vegliare. Col solito bravo Spacey, ormai vezzeggiato da tutti, forse persin troppo. (MY MOVIE)
CONSIGLIATO SI
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lunedì 16 marzo 2009
Gran Torino
Clint ha ormai da molti anni effettuato un lento cammino alla scoperta dell'animo umano, in questo suo omaggio approfondisce il problema del razzismo che da sempre ha caratterizzato la storia, ma nell'era della globalizzazione è ormai una ferita in cancrena. In un quartiere nei sobborghi di una grande città americana convivono diverse etnie come cinesi, messicani ed europei creando ostilità e odio immotivato per il proprio vicino di casa. Le motivazioni sono diverse ma nessuna oggettivamente valida. Nel film si analizza la storia di Walt, pensionato ed ex soldato impegnato nelle campagne coreane, di questa esperienza ha ancora i segni scolpiti nella propria anima. l'unico affetto che permette ti tenere in vita questo vecchio burbero e sboccato vecchio uomo è una macchina fantastica, la Gran Torino, che non smette mai di curare/coccolare. Delle strane esperienze di vita permetteranno a Walt di conoscere una famiglia "di musi gialli" segnandolo per sempre. Ancora una volta Clint introduce la figura della chiesa o della religioen nei suoi film, in Million dollar baby come in questo, è vista come un intralcio o una figura incapace di guidare perchè priva dell'esperienza di vita giusta per esser vicina ai problemi comuni. Un film che commuove e suscita sensazioni contrastanti ma non lascia mai lo spettatore appassionato e coinvolto. Consigliato: Assolutamente si CLICCA QUI SE VUOI VEDERE IL FILM The Watchman
Come ho già letto in alcuni commenti precedenti watchmen non è da considerarsi uno di quei film dove i supereroi scazzottano contro qualche fantomatico nemico e volano da un palazzo all'altro senza fermarsi a dibattiti e riflessioni filosofiche. Watchmen (e lo paragono a film come V per VENDETTA e SPEED RACER) è un genere che si distacca da i soliti film sui supereroi perchè il suo intento è quello di farti riflette, di farti pensare su cosa faresti tu posto ad una scelta così difficile: salvare l'intero genere umano sacrificando una città intera o lasciare che i popoli della terra si autodistruggano attraverso una guerra nucleare? Il bello del film sta proprio nell'essere un genere tutto suo che non si può paragonare a spiderman o batman. Quindi signori miei se eravate in cerca della solita boiata hollywoodian avete sbagliato di grosso perchè questo è un film impegnativo, che ti vuole far pensare.Consigliato solo a chi cerca qualcosa di diverso(MYMOVIE)
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giovedì 12 marzo 2009
Serendipity

Una favola moderna, con la solita, suggestiva cornice natalizio-americana. E' un film che vive di stagnanti momenti e di improvvise accelerate, che aumentano esponenzialmente mentre ci si avvicina al finale. Un climax di sentimenti e di fortunate coincidenze, il cui simbolo sembra proprio essere la caffetteria "Serendipity". Cercare qualcosa, come un semplice guanto nero in un centro commerciale, spesso equivale trovarne un'altra, come un'affascinante inglesina senza nome. Il film poggia su due leit motiv: il destino e la vita o, se preferite, l'irrazionale e il razionale. L'America del Cinema gioca spesso su questi due caratteri, sente un'innapagata tensione verso il mistero, il fato, la coincidenza straordinaria. Questo è già un dato che fa riflettere, e che fotografa l'attuale storia di una Nazione che fa della pragmaticità la sua grande forza. L'americano, e dietro lui il mondo occidentale, patisce le tossine di un mondo sempre più ingabbiato, dominato dagli interessi. "Serendipity" (e tutti i film del genere) rappresenta quell'attimo di evasione da tutto questo, e il risultato finale è più che buono. Trama ben impostata, con un cast non eccezionale ma ottimamente incastonato nel film. In quel fato, così tanto nominato nella pellicola, lo spettatore può leggere tante cose, anche in chiave mistico-religiosa. Non è un caso se l'amico del protagonista sia uno scrittore di necrologi per il New York Times: la morte è parte della vita, ma è al tempo stesso misteriosa e a volte incomprensibile. Ogni favola ha la sua morale, e "Serendipity" non è da meno. Suggerisce di non "lasciarsi vivere", ma di porsi in atteggiamento critico verso ogni singolo evento del quotidiano. Ma la lezione saliente è sempre la stessa: andare oltre, superare le barriere del razionale e "sbirciare" curiosamente nel mondo esaltante delle emozioni, dell'amore. Che tanto manca al giorno d'oggi: un po' di romanticismo aiuta sempre. Consigliato SI
mercoledì 4 marzo 2009
Il mercante di Venezia
Il ricco mercante veneziano Antonio chiede a Shylock, un usuraio ebreo, di prestare tremila ducati al nobile Bassanio affinché questi possa corteggiare la bella Porzia. L'usuraio, da sempre maltrattato dal mercante, fa perà sottoscrivere ad Antonio una bizzarra clausola per cui, in caso di mancata restituzione del denaro, consentirà a Shylock di asportare dal suo corpo una libbra di carne. Un film perfettamente diretto con scenografie da oscar, ma il meglio non è assolutamente qui, nonostante si tratti di una trasposizione cinematografica di un opera letteraria di William Shakespeare, mantiene inalterata la propria bellezza anche grazie ad un fantastico Antonio (Irons) e Shylock (Al Pacino) vogliosi di lasciare un segno in questa pellicola. Consigliato Assolutamente SI
The reader

L’iniziazione amorosa del ragazzo ha la purezza del cristallo che incanta. Una fisicità arricchita dall’emozione della mente che scopre la bellezza della parola letteraria condivisa con Hanna. Cosa chiedere di più alla ad un film!. La vicenda si allarga a una dimensione storica e ripropone per l’ennesima volta il tema della responsabilità individuale nell’Olocausto. Film dalla doppia personalità, quasi erotica e sensuale la prima, riflessiva e molto soggettiva la seconda. Difficile scegliere da che parte stare, capire dove una mente più debole abbia le proprie colpe e giustifiche. Un film che sorprende ed incanta con la maestria di una grande attrice e un bravo regista. Consigliato assolutamente si.
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